L’infestazione di Popillia japonica sta aggravando i conti delle aziende agricole piemontesi, con danni che si allargano a oltre 300 specie vegetali tra vite, mais, soia e alberi da frutto. La Regione Piemonte ha però appena messo sul tavolo una risposta operativa: un bando da 644.954 euro che copre fino all’80% delle spese per l’acquisto di reti anti‑insetto, strutture di sostegno e materiali pacciamanti. Per i titolari di impresa agricola è l’occasione di proteggere la produzione con un investimento finanziato quasi integralmente, a patto di rispettare la scadenza del 30 settembre 2026.
Popillia japonica: un insetto che minaccia oltre 300 specie
Il coleottero, noto nel Nord Italia dal 2014, attacca oltre 300 specie vegetali, comprese le colture di interesse commerciale (vite, mais, soia, frutteti) e il verde urbano. I dati del Servizio fitosanitario lombardo indicano che nel 2026 sono già stati catturati migliaia di esemplari, e il piano anti‑invasione nel Canavese prevede 188 trappole. Per un’azienda agricola il rischio non è solo agronomico: una sola annata colpita può erodere i margini, specialmente nei comparti frutticolo e vitivinicolo.
644.954 euro per reti anti‑insetto: i dettagli del bando regionale
La Regione Piemonte ha attivato il bando “Investimenti per la prevenzione di danni di tipo biotico”, con una dotazione di 644.954 euro. Possono partecipare gli imprenditori agricoli, singoli o associati – comprese le aziende non iscritte all’Inps – e gli enti pubblici. Ogni domanda, una sola per partita Iva, può coprire spese da 1.000 a 150.000 euro, con un contributo in conto capitale dell’80% (che sale al 100% per gli enti pubblici).
Le spese ammissibili riguardano l’acquisto e l’installazione di:

- reti anti‑insetto con maglia non superiore a 16 millimetri quadrati;
- strutture di sostegno e porte anti‑intrusione;
- materiali pacciamanti durevoli per i vivai;
- adeguamento di impianti antigrandine esistenti (chiusura laterale con reti).
Avranno priorità gli interventi nelle aree già classificate come infestate o tampone dalla Regione Piemonte. Un vantaggio non da poco per chi opera nei territori più colpiti, dove la corsa al finanziamento potrebbe saturarsi rapidamente.
Investimento e liquidità: la convenienza del bando partita Iva per partita Iva
Pietro Busso, responsabile provinciale del settore finanza agevolata di Cia Cuneo, lo dice senza giri di parole: «La prevenzione rappresenta uno degli strumenti più efficaci per salvaguardare la competitività delle aziende agricole». Il bando permette di realizzare interventi strutturali che bloccano l’insetto prima che divori il raccolto, e lo fa con un esborso minimo da parte dell’imprenditore.
Il calcolo è immediato. Per una spesa ammissibile di 150.000 euro, il contributo erogato arriva a 120.000 euro: restano a carico dell’azienda solo 30.000 euro, una somma che riduce drasticamente il punto di pareggio dell’investimento e libera liquidità per la gestione corrente. Per un intervento minimo da 1.000 euro, il contributo di 800 euro rende conveniente l’installazione delle reti anche nelle aziende di piccola dimensione, abbattendo il costo reale a soli 200 euro.
Scadenza e documentazione: perché conviene muoversi subito
Busso invita a non rimandare: «Valutare con anticipo gli investimenti e predisporre correttamente la documentazione consente di affrontare la procedura con maggiore serenità». Le domande vanno presentate entro le ore 18 di mercoledì 30 settembre 2026. Mentre la Lombardia rinvia le mozioni d’urgenza sulla Popillia, il Piemonte mette i propri imprenditori agricoli davanti a una scelta concreta: decidere oggi come difendere il valore della produzione, con un investimento strutturale che incide poco sul conto economico e molto sulla tenuta futura dell’azienda.
Fonti
- La Stampa
- La Fedeltà
- Gazzetta d’Alba
- Giornale La Voce
- La Sentinella del Canavese
- LeccoToday
- Giornale di Lecco



