Plusvalenza: Cos’è e Definizione, Immobiliare e Terreni e Pagamento Tasse

La Plusvalenza è l’aumento del valore di un bene in un periodo di tempo definito. La Plusvalenza può essere di un bene immobile (ad esempio capannoni, terreni, abitazioni) o di valori mobiliari (cedole, azioni, bot). Tale aumento di valore ha un interesse soprattutto in ambito economico fiscale per determinare l’entità delle tasse da pagare. Se da un lato una Plusvalenza è indicatore di una maggiore capacità contributiva, dall’altro proprio dovuto a questo aumento di possibilità economica la Plusvalenza è soggetta a tassazione diretta.

Non tutte le Plusvalenze sono soggette ad IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) come ad esempio quelle derivanti da oggetti da collezione d’arte o d’antiquariato, mentre ad esempio lo sono quelle derivanti da valute e metalli preziosi.

PEX

Le Pex sono delle particolari Plusvalenze (Participation exemption) che sono soggette a tassazioni ridotte o assenti e il loro valore è realizzato da investimenti in azioni o partecipazioni in società o enti. Esse possono essere dedotte dal reddito imponibile (fiscale).

Pagamento delle Tasse

Un esempio di Plusvalenza può essere quella derivante da un bene immobiliare, ad esempio una casa. Supponiamo di aver comperato un immobile nel 2015 per il valore di euro 100.000. Supponiamo ora di volerla vendere e che il prezzo di vendita sia di 200.000 euro. Siamo oggi nel 2018.

Sicuramente vediamo un cambiamento di valore che però non è detto sia Plusvalenza, perché dobbiamo tener conto dei cambiamenti socio economici e dell’inflazione e sicuramente di molti altri parametri. Calcoliamo dunque il valore attuale dell’immobile ovvero o calcoliamo attraverso una formula matematica del montante il valore ad oggi di quei 100.000 euro o attualizziamo i 200.000 del 2018 all’anno 2015.

In entrambe i casi dobbiamo trovarci a confrontare i due importi allo stesso tempo. Dopo dunque aver attualizzato una delle due entità di denaro per poterle tra loro confrontare ci renderemo conto se effettivamente vi è stata una Plusvalenza. Supponiamo dunque che la rivalutazione dell’immobile dovesse raggiungere la cifra di euro 160.000.

I 40.000 euro in eccedenza al raggiungimento dei 200.000 che costituisce il prezzo di vendita nel 2018 (nel nostro esempio) è la Plusvalenza. E mentre le tasse di voltura dell’immobile , le tasse di registro etc…sono a carico dell’acquirente, le tasse sulla Pusvalenza sono a carico del venditore e vengono pagate all’atto di vendita.

Anche una Plusvalenza su un immobile ha però diritto ad alcune eccezioni (esoneri) nella tassazione. Ad esempio se il bene lo abbiamo ricevuto in donazione, se lo abbiamo acquistato in un periodo superiore ai 5 anni prima della vendita, o se riusciamo a dimostrare una serie di tassazioni pagate durante il periodo di nostro possesso che ci hanno affettivamente ridotto il valore del beneficio dell’immobile stesso.

Come in questo esempio molti sono i settori in cui si pagano le tasse sulle Plusvalenze, tasse che vengono pagate solo in caso in cui la Plusvalenza divenga vero e proprio giovamento per il possessore del bene. Ciò ovviamente è evidenziato da un atto di vendita, da una cessione o da qualunque azione che ne comporti un guadagno in eccedenza rispetto al valore effettivo che avrebbe dovuto avere.

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