L'inflazione acquisita 2026 al 3,1% porta la rivalutazione delle pensioni 2027 a più del doppio dell'1,4% applicato nel 2026. L'adeguamento costa allo Stato più di 10 miliardi, secondo il Corriere: una partita che entra nella Legge di Bilancio 2027. Per chi ha un'attività, la notizia arriva su due fronti — il caro energia che comprime i margini e le scelte fiscali che accompagnano la manovra.
Oltre 10 miliardi da coprire: gli importi dal 2027
Il trattamento minimo INPS, fermo a 611,85 euro nel 2026, salirebbe a circa 630,82 euro: 19 euro in più al mese, 228 l'anno. Con l'indice al 3,1%, un assegno lordo da 1.000 euro cresce di 31 euro, uno da 2.000 di 62, uno da 3.000 di 91: sopra i 2.447,40 euro si applica il 90% dell'indice, sopra 3.059,25 euro il 75%.
Le stime non sono allineate. Fenalca indica una rivalutazione ISTAT del 2,9%, LaMiaFinanza calcola sul 3,1% acquisito: la forbice di 0,2 punti vale circa 2 euro al mese su un assegno da 1.000 euro lordi. L'indice provvisorio arriverà con decreto del ministero dell'Economia, atteso per novembre.

Il caro energia pesa prima di ogni altro costo
A settembre 2026 i prezzi dei beni energetici regolamentati sono cresciuti del 18,6% annuo, quelli non regolamentati del 17%, contro un'inflazione generale del 4,2%. Per una partita IVA la bolletta sale prima di qualsiasi effetto fiscale. L'indice IPCA al 4,1% e l'inflazione dell'Eurozona al 3,8% dicono che la pressione non è solo italiana, mentre in Italia i consumi frenano.
Fiscal drag: la manovra dovrà decidere sugli scaglioni
Se gli scaglioni IRPEF restano fermi, l'aumento nominale degli assegni spinge i redditi tra 30.000 e 50.000 euro verso aliquote superiori. La Legge di Bilancio 2027 dovrà chiarire se il taglio IRPEF (33% sulla fascia 28.000-50.000 euro dal 1° gennaio 2026, come avevamo riportato) verrà confermato o ampliato.
Chi ha dipendenti: la finestra del 21 ottobre 2026
Nel 2027 il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia è 67 anni e 1 mese, con almeno 20 anni di contributi. Il personale scolastico deve presentare domanda di cessazione entro il 21 ottobre 2026 per la decorrenza del 1° settembre 2027: saltare la finestra rinvia di un anno. Chi ha lavoratori vicini all'uscita pianifica il ricambio ora.
Un solo motore, due bollette
Il 3,1% acquisito è 2,2 volte l'1,4% del 2026. Il dato che conta per un'impresa è però la composizione: la rivalutazione è in larga parte figlia del caro energia, lo stesso che colpisce i costi di produzione. Lo Stato copre l'adeguamento con oltre 10 miliardi; l'impresa lo ritrova nei costi, mese per mese. Sull'energia si può ancora trattare con contratti ed efficienza; sull'indice che il Mef fisserà a novembre, nessuna impresa ha voce in capitolo.



