Da ottobre 2026 gli assegni ponte che accompagnano i lavoratori verso la pensione ricevono gli stessi bonus fiscali dello stipendio: per un'impresa che gestisce un'uscita con isopensione, Ape sociale o assegni straordinari dei fondi di solidarietà, il netto al lavoratore cresce a parità di importo lordo versato. Sullo sfondo, la Manovra 2027 deve decidere se estendere la pensione a 64 anni anche al sistema misto, con ricalcolo contributivo dell'assegno. Due partite, due velocità.
Bonus fiscali sugli scivoli: chi li incassa e da quando
Con il messaggio numero 2829 del 2026 l'INPS ha sbloccato anche per i trattamenti di accompagnamento alla quiescenza le agevolazioni della legge di Bilancio 2025 (legge 207/2024): le somme che sostituiscono lo stipendio conservano la natura fiscale del reddito di lavoro dipendente.
Si va da una somma non imponibile tra il 4,8% e il 7,1% per i redditi complessivi fino a 20.000 euro a una ulteriore detrazione decrescente tra 20.000 e 40.000 euro. L'INPS le applica d'ufficio, con il rateo di ottobre 2026 e gli arretrati dal 1° gennaio 2026. I canali ammessi:
- l'assegno dell'Ape sociale;
- l'indennità dell'isopensione;
- gli assegni straordinari dei fondi di solidarietà bilaterali bancario e assicurativo, a tassazione ordinaria;
- le indennità dei contratti di espansione aziendale.
Fuori restano le pensioni ordinarie e la previdenza complementare. Tre canali su quattro — isopensione, assegni straordinari e contratti di espansione — riguardano lavoratori accompagnati all'uscita dall'azienda o dai fondi bilaterali: il bonus alza il netto in busta senza toccare il lordo versato. Se all'assegno ponte si somma una pensione di reversibilità, il conguaglio di fine anno recupera l'eccesso, salvo rinuncia preventiva online.
Uscita a 64 anni: chi ci arriva già oggi
Oggi la pensione anticipata a 64 anni è riservata a chi rientra interamente nel sistema contributivo, cioè a chi ha iniziato a versare dopo il 1° gennaio 1996. Servono almeno 20 anni di contribuzione effettiva, esclusa quella figurativa, e una prima rata non inferiore a tre volte l'assegno sociale, pari a 1.638,72 euro nel 2026. La soglia scende a 2,8 volte per le donne con un figlio e 2,6 volte con due o più figli.
Il diritto decorre tre mesi dopo la maturazione dei requisiti e richiede la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, non dell'attività autonoma: un titolare di partita IVA può incassare l'assegno e proseguire l'attività. Dal 2027 i requisiti salgono a 64 anni e 1 mese e a 20 anni e 1 mese di contributi; nel 2028 a 64 anni e 3 mesi e 20 anni e 3 mesi.

La proposta sul sistema misto e il conto del ricalcolo
Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha quantificato l'estensione della pensione a 64 anni a chi ha contributi versati prima del 1996: 80.000 pensioni aggiuntive, 1,5 miliardi di euro l'anno, sperimentazione di tre anni e adesione volontaria. "Andare in pensione prima è una scelta del lavoratore, lui può scegliere come e quando vuole", ha detto.
L'apertura è condizionata al ricalcolo interamente contributivo dell'assegno. Le simulazioni CGIL al 6 settembre 2026 misurano una riduzione del 10,6% su tre profili con 40 anni di contributi, nove maturati entro il 1995:
| Retribuzione annua | Sistema misto | Ricalcolo contributivo | Perdita mensile |
|---|---|---|---|
| 35.000 euro | 1.726,15 euro | 1.543,38 euro | 182,77 euro |
| 50.000 euro | 2.465,93 euro | 2.204,84 euro | 261,09 euro |
| 70.000 euro | 3.452,31 euro | 3.086,77 euro | 365,54 euro |
La perdita è permanente: proiettata sull'attesa di vita a 82 anni vale circa 42.800 euro sul profilo da 35.000 euro e 85.500 su quello da 70.000. Nel profilo più basso l'assegno ricalcolato scende sotto la soglia di 1.638,72 euro, con 95,34 euro al mese mancanti, coperti con circa 24.360 euro di TFR convertiti in rendita: 24.360 diviso 1.239,42 euro annui (95,34 per tredici mensilità) fa circa 19,7 anni.
Cosa cambia per l'impresa
Il bonus fiscale sugli scivoli è operativo e automatico, e va verificato nei cedolini di ottobre. La pensione a 64 anni nel sistema misto è ancora una proposta, che la Legge di Bilancio 2027 deve definire in anzianità minima, soglia di importo, decorrenza e coperture: il costo stimato, 1,5 miliardi su 80.000 pensioni, equivale a circa 18.750 euro per pensione all'anno se la platea fosse un flusso annuale. Il rapporto va letto con cautela: PMI.it segnala che le fonti divergono sull'interpretazione delle 80.000 unità, indicate ora come platea complessiva ora come flusso annuo, e non disaggregano il costo per anno di sperimentazione.
Alla fine del 2025 è caduto anche un tassello: la legge 199/2025 ha abrogato la facoltà di sommare la rendita della previdenza complementare per raggiungere la soglia. Fuori dall'Italia la direzione è diversa: il Vietnam alza l'età a 61 anni e 9 mesi per gli uomini e 57 anni e 4 mesi per le donne nel 2027, ma riduce a 15 anni il requisito contributivo minimo.
Le due leve non si sostituiscono. Lo scivolo è già un costo negoziabile, con un netto più alto per il lavoratore; la pensione a 64 anni nel sistema misto, se arriverà, arriverà con un assegno ricalcolato e con la firma della Manovra 2027.
