Pensione INPS in Cina: imposta italiana anche per le partite IVA

Un titolare di partita IVA che progetta di trasferirsi in Cina contando di lasciare la pensione INPS fuori dal fisco italiano deve rifare i calcoli. Con la risposta a interpello n. 179 del 1° ottobre 2026 l'Agenzia delle Entrate stabilisce che la pensione erogata dall'INPS a un residente nella Repubblica Popolare Cinese è imponibile esclusivamente in Italia. Spostare la residenza fiscale non alleggerisce il prelievo: cambia solo il Paese dove il contribuente pensava di pagarlo.

La pensione INPS resta tassabile solo in Italia

Per l'Agenzia la pensione INPS percepita da un residente in Cina è imponibile esclusivamente in Italia, perché corrisposta nell'ambito di un sistema previdenziale pubblico. La Convenzione Italia-Cina contro le doppie imposizioni non sposta sugli emolumenti pensionistici pubblici la potestà impositiva, che resta allo Stato della fonte.

Il caso riguardava un percettore residente in Cina con una pensione maturata esclusivamente in un'attività di lavoro dipendente nel settore privato. L'istante non aveva mai prestato servizio alle dipendenze della pubblica amministrazione né esercitato funzioni pubbliche, e chiedeva di confermare la tassazione esclusiva nello Stato di residenza.

Il criterio è la natura pubblica del sistema, non l'origine dei contributi

Il discrimine è il sistema che eroga la pensione, non la natura dei contributi versati. Anche una prestazione maturata nel settore privato ricade nell'articolo 18, paragrafo 2, della Convenzione se arriva da un sistema previdenziale pubblico alimentato da contributi obbligatori per legge.

L'Agenzia parte dall'articolo 3, comma 1, del TUIR (D.P.R. 917/1986): i non residenti pagano in Italia solo sui redditi prodotti nel territorio dello Stato. L'articolo 23, comma 2, lettera a) considera tali le pensioni corrisposte da soggetti residenti: essendo l'INPS un soggetto residente, la pensione si presume prodotta in Italia.

Pensione INPS a residente in Cina: l'imposta si paga in Italia
Busta con modulo di imposta sul reddito e penna rossa per la preparazione fiscale. Foto di Tara Winstead su Pexels

Il diritto convenzionale prevale su quello interno, come stabiliscono l'articolo 169 del TUIR e l'articolo 75 del D.P.R. 600/1973, ma ammette due deroghe. Il caso non rientra nell'articolo 19, paragrafo 2 (pensioni da pubblico impiego), perché l'istante non ha mai lavorato per la pubblica amministrazione. Rientra invece nell'articolo 18, paragrafo 2, che riserva la tassazione allo Stato della fonte per le pensioni erogate in un sistema previdenziale pubblico.

La Convenzione non definisce quel sistema: l'Agenzia richiama la relazione della 3ª Commissione permanente del Senato, che vi include le pensioni della previdenza sociale basate su contributi obbligatori per legge e le prestazioni garantite dallo Stato per solidarietà generale, come le pensioni di invalidità. La circolare 21 luglio 2003, n. 41/E vi aggiunge le remunerazioni correlate a versamenti obbligatori legati a un cessato impiego, escludendo le prestazioni da contribuzione volontaria.

Obblighi e rischi per chi ha un'attività

Per il titolare di partita IVA che programma un trasloco in Cina la conseguenza è diretta: la pensione INPS resta nella dichiarazione italiana e l'IRPEF è ancora dovuta. Contare sulla sola residenza estera per azzerare il prelievo apre la strada a contestazioni e alle ordinarie conseguenze di una dichiarazione omessa.

Il criterio non guarda alla qualifica del lavoratore né alla natura privata dei contributi: guarda alla natura pubblica del sistema che paga la prestazione. Chi versa contributi INPS obbligatori per legge deve tenere presente questo parametro quando valuta un trasferimento all'estero.

I numeri della Convenzione: oltre cinque anni per la ratifica

Firmata il 23 marzo 2019 e ratificata con la legge 18 novembre 2024, n. 182, la Convenzione è entrata nell'ordinamento dopo oltre cinque anni e mezzo dalla firma. L'Agenzia l'ha applicata all'articolo 18 circa 22 mesi dopo la ratifica, con l'interpello del 1° ottobre 2026. Il chiarimento, però, poggia su una circolare del 21 luglio 2003: oltre 23 anni di continuità interpretativa sulla nozione di previdenza sociale.

La decisione che conta per l'impresa

Per chi ha un'attività e pianifica l'uscita dall'Italia, la regola è netta: la pensione pubblica segue la fonte, non la residenza. Il trasloco in Cina cambia il domicilio, non il creditore d'imposta. Un piano di risparmio basato sulla sola residenza estera sbaglia il bersaglio, perché lascia intatto il prelievo italiano sugli emolumenti previdenziali.

Fonti

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