Non serve essere un pensionato “puro” per vedersi decurtare l’assegno di settembre. Anche chi ha una partita IVA e percepisce prestazioni previdenziali collegate al reddito può incappare nel taglio del 5% che l’INPS applica per la mancata comunicazione dei redditi. La platea è minima — 50.000 persone, lo 0,3% del totale — ma per chi cumula attività d’impresa e pensione integrata il colpo si somma a quello già incassato ad agosto. Sul cedolino in arrivo il 1° settembre compaiono anche rimborsi Irpef da 730, un canale però lontano dalla gran parte delle partite IVA.
Il taglio del 5%: chi colpisce e quanto pesa
La trattenuta è pari al 5% dell’importo lordo della pensione di luglio 2026. Con un lordo di 1.500 euro, si perdono 75 euro. La voce era già presente ad agosto e si ripete a settembre per chi non ha comunicato i redditi all’INPS pur ricevendo prestazioni collegate al reddito (integrazione al minimo, maggiorazioni sociali, quattordicesima). Lo ha spiegato Domenico De Fazio, direttore centrale Pensioni INPS: i soggetti coinvolti sono circa 50.000. La misura non è definitiva: inviando i dati mancanti, le somme sospese vengono ripristinate.

Per un titolare di partita IVA con reddito d’impresa modesto che beneficia di integrazioni, il rischio è doppio: 75 euro ad agosto e 75 a settembre, per un totale di 150 euro. Una cifra che pesa se il fatturato è basso.
Rimborsi Irpef da 730: a settembre un’opportunità (ma non per tutti)
Sempre a settembre, il cedolino può portare rimborsi Irpef da modello 730. L’INPS fa da sostituto d’imposta per i pensionati che hanno presentato la dichiarazione e vantano un credito. Chi ha una partita IVA, però, di norma non utilizza il 730 (riservato a dipendenti e pensionati senza redditi da lavoro autonomo): i rimborsi seguono la strada del modello Redditi PF, con tempi diversi. Difficilmente il titolare di partita IVA vedrà quindi un accredito immediato a settembre direttamente sulla pensione.
Come evitare il taglio e riavere gli arretrati: la mossa per chi ha un’attività
Per il professionista con pensione integrata, il passo concreto è verificare subito il cedolino: se compare la dicitura «Trattenuta per mancata comunicazione reddito art. 35, comma 10-bis, D.L. n. 207/2008», bisogna inviare immediatamente le informazioni reddituali mancanti all’INPS. Così il prelievo si ferma e le ritenute di agosto e settembre vengono restituite. Un controllo che può valere 150 euro di mancata perdita e, soprattutto, il ripristino pieno dell’assegno.
Fonti
- Taglio del 5% sulle pensioni a settembre: ecco per chi
- La seconda trattenuta del 5%
- Seconda trattenuta del 5%
- Pensioni settembre, taglio del 5% e rimborsi Irpef


