Pensione a 64 anni: l’impresa fa i conti su 80mila uscite l’anno

La proposta di pensione anticipata a 64 anni estesa al sistema misto viene presentata come una leva di ricambio generazionale: escono i senior, entrano gli under 30 con l'Irpef al 5%. Per chi ha un'impresa la decisione si gioca su tre numeri: 1,5 miliardi di costo stimato, 80.000 uscite l'anno e un TFR che in alcuni profili diventa indispensabile per raggiungere la soglia di pensione.

Il ricambio generazionale è il perno della proposta

Il meccanismo allo studio apre la pensione a 64 anni anche a chi ha versato contributi prima del 1996, oggi escluso dal canale riservato ai lavoratori interamente contributivi. In cambio, il lavoratore accetta il ricalcolo interamente contributivo dell'assegno. «La proposta di pensione anticipata a 64 anni è una possibilità che si dà a dei lavoratori, anche per un efficientamento aziendale con dei giovani che possono entrare», ha spiegato il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, quantificando circa 80.000 persone l'anno e 1,5 miliardi di costo su una sperimentazione triennale.

Il conto per singola uscita si ricava dividendo la spesa stimata per la platea: 1,5 miliardi su 80.000 pensionamenti fa 18.750 euro di costo pubblico per ogni anticipo. Le testate non concordano sulla cadenza del dato: Avvenire parla di 80.000 persone l'anno, mentre PMI.it segnala che le fonti divergono tra numero complessivo e flusso annuo e che la stima non è stata disaggregata per anno di sperimentazione.

Per chi assume under 30: 5% di Irpef e deduzione maggiorata

In parallelo corre la flat tax per i giovani, contenuta nella proposta di legge a prima firma di Luca Toccalini, presentata alla Camera il 14 maggio 2025 e assegnata alla commissione Finanze il 30 luglio 2025, dove l'esame non è mai iniziato. Il testo prevede:

  • imposta sostitutiva del 5% su redditi fino a 40.000 euro lordi, per l'anno dell'assunzione e i quattro successivi;
  • platea stimata di circa 101.000 giovani l'anno;
  • costo del lavoro deducibile maggiorato al 40% per l'impresa;
  • recesso datoriale nei primi 24 mesi, con indennità aggiuntiva di tre mensilità lorde dopo i primi 180 giorni.

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha aperto a un vantaggio fiscale sui salari dei giovani, ma con un meccanismo diverso: tassare meno gli aumenti riconosciuti dalle imprese, legando il beneficio alla disponibilità degli imprenditori a pagare retribuzioni più adeguate.

Spazio di lavoro moderno che simboleggia il ricambio generazionale e la pensione anticipata
La pensione anticipata a 64 anni rappresenta una nuova fase del ricambio generazionale nel lavoro.

Il ricalcolo contributivo taglia l'assegno del 10,6%

Le simulazioni dell'Osservatorio previdenza CGIL aggiornate al 6 settembre 2026 misurano l'effetto del ricalcolo su carriere da 40 anni di contributi, nove dei quali maturati entro il 1995:

Retribuzione annuaPensione sistema mistoCon ricalcolo contributivoPerdita mensile
35.000 euro1.726,15 euro1.543,38 euro182,77 euro
50.000 euro2.465,93 euro2.204,84 euro261,09 euro
70.000 euro3.452,31 euro3.086,77 euro365,54 euro

La riduzione è del 10,6% in tutti e tre i profili: cambia l'importo, non l'incidenza.

Il TFR è la variabile nascosta per l'azienda

Nel profilo da 35.000 euro l'assegno ricalcolato resta sotto la soglia di 1.638,72 euro — tre volte l'assegno sociale nel 2026 — di 95,34 euro al mese. Per colmare il divario servono circa 24.360 euro di TFR trasformato in rendita, con rientro del capitale in circa vent'anni, poco più di ventuno se le mensilità sono dodici. Per l'impresa è liquidazione che esce dal rapporto.

Cosa cambia nelle decisioni d'impresa

Due implicazioni operative. La prima riguarda il dimensionamento delle uscite: chi al 31 dicembre 1995 aveva almeno 18 anni di contribuzione conserva il retributivo sulle anzianità fino al 31 dicembre 2011; chi ne aveva meno lo ha fermo al 1995. Un dipendente che compie 64 anni nel 2027 è nato nel 1963 e, per avere 18 anni di versamenti al 1995, avrebbe dovuto iniziare a lavorare nel 1977, a quattordici anni: la platea interessata ricade quasi interamente nel secondo gruppo.

La seconda riguarda chi ha partita IVA: nelle regole in vigore per la pensione anticipata contributiva non è richiesta la cessazione dell'attività autonoma, solo del rapporto di lavoro dipendente. Che l'estensione al sistema misto mantenga questa impostazione dipenderà dalla Legge di Bilancio 2027, che deve ancora fissare anzianità minima, soglia di importo, decorrenza e coperture.

Moltiplicando la perdita annua del profilo da 35.000 euro (2.376 euro) per le 80.000 uscite stimate, il minor reddito lordo in capo ai lavoratori sfiorerebbe i 190 milioni l'anno — ipotesi che presuppone l'intera platea su quella carriera. E dal 1° gennaio 2027 i requisiti salgono comunque di un mese, a 64 anni e 1 mese e 20 anni e 1 mese di contribuzione: per chi pianifica il ricambio generazionale è una finestra, non un'opzione sempre aperta.

Fonti

Leave a Reply

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.