Pensionati in Portogallo: Tassazione, i Vantaggi di Trasferirsi, Come Vivere in Portogallo da Pensionato

Vivere in Italia con la pensione non sempre è una cosa facile, dipende molto dalla città e dall’entità del vitalizio. Una metropoli come Milano o Roma difficilmente può ospitare degnamente un pensionato con un reddito mensile inferiore a 1.500 €; in virtù di questo sempre più coppie anziane stanno optando per il trasferimento verso paesi più vivibili, dal costo della vita meno caro, servizi migliori e tasso di criminalità bassissimo.

Il Portogallo meta preferita dai pensionati

Potremmo definirli migranti economici della terza età, coloro che percepiscono una pensione ma che dovrebbero rinunciare a molti comfort a causa del relativo basso potere d’acquisto e che decidono di trasferirsi in paesi dove con lo stesso importo riescano a vivere senza particolari difficoltà, una vecchiaia tranquilla. Sono diverse le località che offrono tali vantaggi, tra queste il Portogallo risulta al momento la meta più ambita in tal senso. Un paese dal clima mite, dove per la maggior parte dell’anno la temperatura non scende sotto i 20° C, dove il costo della vita è molto più basso che in Italia e difficilmente la cronaca nera riporta episodi gravi ed efferati, è certamente una meta privilegiata per chi alla soglia dei 70 anni pretenda a giusta ragione di vivere finalmente in maniera relativamente spensierata, il periodo in cui gli spetta il meritato riposo.

In seguito ad accordi bilaterali tra Italia e Portogallo, i pensionati italiani ivi trasferiti (non statali) percepiscono per 10 anni la pensione al lordo delle trattenute fiscali. Questo genera un aumento di fatto dell’importo mensile, oltre ad un maggior potere d’acquisto, servizi ed infrastrutture molto efficienti e un’assistenza sanitaria molto qualificata; da un calcolo rapido equivale ad un aumento della pensione di circa il 70%. Per ottenere lo stato di Nao residente Habitual (residente non abituale) è necessario vivere almeno 6 mesi in Portogallo per poi inoltrare la domanda, ovvero registrarsi quali residenti fiscali per almeno 183 giorni (senza venire tassati dal fisco portoghese), dimostrare di avere una dimora che consenta di soggiornare per periodi anche più lunghi, per poi richiedere (entro il 31 marzo dell’anno successivo) lo status e usufruire delle relative agevolazioni fiscali.

Un paese tax free, ma i servizi?

Sole, mare, cibo buono e divertimento: un tenore di vita decisamente superiore alle migliori aspettative all’interno del bel paese e non solo, perché i pensionati in Portogallo arrivano ogni anno sempre di più da tutta Europa, inglesi e francesi su tutti. Le regione dove la vita risulta qualitativamente migliore e soprattutto a buon mercato è l’Algarve all’estremo sud del paese, dove si possono acquistare o locare ad un costo inferiore del 30% circa rispetto alla media italiana appartamenti di nuova costruzione, dotati di climatizzatori e tutti i comfort moderni. Diversamente se si preferisce soggiornare nei centri storici di città come Lisbona o Porto, dove la vita è leggermente più cara, le costruzioni disponibili risalgono per lo più agli anni 50/60.

I servizi in tutto il paese sono molto validi, i trasporti economici ed efficienti, l’hotelleria e il ristoro all’avanguardia e di qualità nonché economici, cinema, teatri e spazi ricreativi disponibili in quantità. Il prezzo della benzina è più caro che in Italia, dunque viaggiare con i mezzi pubblici è preferibile e molto più interessante. L’assistenza sanitaria che rappresenta il servizio più richiesto da una fascia di utenza in età geriatrica è garantita dalla TEAM, la tessera europea di assicurazione malattia, ma alla pari dell’Italia l’assistenza privata risulta molto più rapida ed efficiente. In genere chi decide di trasferirsi in Portogallo prevede di stipulare una polizza assicurativa sanitaria, proprio come succede ormai da noi per bypassare liste d’attesa e lungaggini legate alle strutture pubbliche.

Sia presso strutture ospedaliere che private non è difficile trovare medici di lingua italiana, così come presso qualunque sportello pubblico è facile imbattersi in impiegati che parlino almeno l’inglese.Sono nate molte agenzie che seguono le pratiche necessarie per ricevere la cittadinanza non abituale e che assistono gli utenti durante tutto il relativo iter. Sui social ci sono gruppi di italiani all’estero che forniscono consigli ed elargiscono notizie per chi prima di fare il grande passo, nutrisse timori o perplessità.

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