Pace Fiscale: come Funzionerà con Accertamenti, Cartelli e Liti

Il rapporto tra tasse e italiani non è mai stato idilliaco, forse non lo sarà mai per l’eterna diatriba sull’eccesivo carico fiscale, che quasi sembra costituire un’attenuante per gli evasori. A pagare fino all’ultimo centesimo sono i dipendenti, quelli che subiscono trattenute alla fonte, mentre i liberi professionisti saranno sempre considerati garanti attendibili del proprio reddito; non fosse altro che per la mancanza di strumenti di controllo (quelli fin qui sperimentati si sono rivelati inefficienti e dannosi per tutti).

In attesa della Flat Tax che il governo giallo verde intende adottare dal prossimo anno, questi come altri suoi predecessori si accinge ad azzerare i contenziosi con l’erario, tramite un metodo per certi versi simile ai vecchi condoni o rottamazioni delle cartelle.

La Pace Fiscale

La manovra si chiamerà Pace Fiscale, sarà inserito nella manovra aggiuntiva di fine anno e partirà nel 2019, anche per non sovrapporsi all’ultima rata della rottamazione bis, tuttora in corso. Lo scopo del provvedimento è consentire a cittadini e imprese in difficoltà di rimettersi in gioco, alleviando gli oneri tributari maturati sul contenzioso e nello stesso tempo far cassa per poter ottemperare ad altri provvedimenti in programma, Reddito di Cittadinanza e Flat Tax; quest’ultima per i primi tempi prevede un calo notevole del gettito fiscale, per poi recuperare ed incrementarsi a partire dal terzo anno. Il valore in termini di recupero crediti per la Pace Fiscale si stima tra i 3,5 e i 5 miliardi, le posizioni debitorie sanabili (fino a 100.000 € ma il governo intende raddoppiare tale cifra) riguarderanno :

  1. cartelle di pagamento;
  2. multe e sanzioni;
  3. accertamenti fiscali in corso;
  4. controversie fiscali anche in presenza di ricorsi e fino all’ultimo grado.

Saranno invece escluse le cartelle comprese nei precedenti condoni (prima rottamazione e bis). La manovra consentirà di regolarizzare la propria posizione debitoria nei confronti del fisco con una penale del 6%, 10% o 25%, che sarà applicata in base alla capacità contributiva individuale. La Pace Fiscale coinvolgerà i contribuenti che si trovano nelle seguenti posizioni:

  • Pre-accertamento: consiste nell’auto-denuncia da parte di quei contribuenti che sanno di aver omesso dei pagamenti ma cha ancora non sono stati oggetto di accertamento. Il ravvedimento operoso non esclude ulteriori verifiche o indagini su quanto dichiarato dal contribuente, che potrebbe consistere in una situazione debitoria più pesante. In questo caso per regolare la propria posizione, la sanzione prevista è del 15%.
  • Liti potenziali: ovvero verbali della G.d.F o accertamenti già effettuati dall’Agenzia delle Entrate. In questo caso si può chiedere la cancellazione di sanzioni e interessi, limitandosi a versare la maggiore imposta dovuta al tempo, che equivale a quanto risulterebbe dovuto in seguito ad un accertamento con o in assenza di contraddittorio.
  • Contenzioso: sarà possibile estinguere procedimenti giudiziali in corso versando le imposte dovute al netto delle sanzioni, che saranno ridotte del 50% in caso di vittoria del contribuente in una prima fase e che voglia evitare l’appello. Lo sconto sale all’80% in caso di vittoria nei gradi successivi di giudizio. In definitiva qualora l’utente abbia già vinto anche in Commissione regionale ed è in attesa della Cassazione, lo sconto salirebbe all’80%.

In caso di vittoria parziale, la sanzione verrà concordata tra le parti.

  • Cartelle esattoriali: si ventila di cifre tra il 6% e il 25% sull’ammontare del debito, ma ad oggi non è ben chiara la dinamica dell’applicazione delle rispettive aliquote. Probabilmente saranno agevolati i debitori meritevoli, cioè coloro che non siano accusati di dolo ma di impossibilità o disattenzione nel pagamento. Inoltre non è ancora chiaro se a beneficiarne saranno tutti o solo i contribuenti in difficoltà economiche.

Il Sud

Quale incentivo per la ripresa economica del Mezzogiorno si pensa ad una decontribuzione totale per la ditte che assumono disoccupati o giovani fino a 35 anni anche per il 2019.
I fondi europei (Pon, Fse) destinati dall’Anpal dovrebbero garantire la copertura della manovra, in caso contrario potrebbe essere considerata una norma bandiera, sulla scia di quanto deliberato dal precedente governo Gentiloni. La norma contemplerebbe la proroga del bonus fino ad esaurimento dei fondi europei stanziati per il periodo 2014-2020. Sono poche le alternative, dal momento che il bonus Sud costerebbe 500.000.000 € all’anno.

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