Per la filiera vietnamita che trasforma l'oro, il ribasso del 15 settembre 2026 è un dato operativo, non solo una quotazione: i lingotti SJC sono scesi a 142,3-145,3 milioni di VND per oncia, 300.000 VND in meno della chiusura precedente. La materia prima costa meno da acquistare, ma il magazzino già in casa si svaluta. Per produttori e rivenditori — da SJC a PNJ, DOJI, Bao Tin Minh Chau e Phu Quy — il nodo è se si tratti di una finestra di approvvigionamento o del sintomo di una domanda in raffreddamento.
Il prezzo mondiale trascina giù le quotazioni interne
L'oro interno non si muove da solo: segue la quotazione internazionale, che il 15 settembre restava sotto pressione. Nella mattina, il prezzo spot su Kitco era di 4.293,10 dollari l'oncia, in calo di 5,10 dollari (-0,12%), con oscillazioni tra 4.253 e 4.356,30 dollari. Il giorno prima il metallo aveva già perso terreno: alle 13:30 ora della costa est degli Stati Uniti lo spot scendeva dello 0,8% a 4.312,59 dollari, mentre i future statunitensi perdevano l'1,3% a 4.351,90 dollari. Alle 21:30 ora del Vietnam del 14 settembre lo spot era a circa 4.270 dollari, in calo di 79 dollari.
La spinta arriva dal quadro macro americano. I prezzi dell'energia in forte rialzo alimentano i timori d'inflazione e rafforzano le attese di una stretta monetaria della Fed: il mercato prezza una probabilità dell'87% di un rialzo dei tassi di 25 punti base mercoledì. Un rialzo che, insieme a un dollaro più forte e a rendimenti dei Treasury vicini ai massimi pluriennali, toglie attrattiva a un bene che non genera interessi.
Per i produttori, input in calo e magazzino da ripensare
Sul mercato interno il ribasso si è trasmesso a tutti i principali marchi. I lingotti di SJC, PNJ, Bao Tin Manh Hai, DOJI e Phu Quy sono quotati 142,3-145,3 milioni di VND per oncia, in calo di 900.000 VND sia in acquisto sia in vendita rispetto al pomeriggio del 14 settembre secondo Báo Quân đội Nhân dân. Nella sola mattina la riduzione era di 300.000 VND.
Per un produttore la lettura è doppia. Riempire le linee costa meno, ma chi ha comprato materia prima ai prezzi di ieri si ritrova un magazzino che vale di meno: in una sola giornata la svalutazione del metallo in stock arriva a 900.000 VND per oncia. Il segmento degli anelli d'oro SJC (taglio 1-5 tael) si è attestato a 141,8-144,8 milioni di VND, in calo di 900.000 VND.
La forbice tra i marchi rivela dove si difende il margine
Sui lingotti i marchi sono allineati: SJC, PNJ, DOJI, Bao Tin Minh Chau e Phu Quy quotano tutti 142,3-145,3 milioni di VND. Sul segmento degli anelli, invece, le insegne si separano. È qui che si misura la capacità di ciascun operatore di difendere il margine di trasformazione, cioè la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita.

| Marchio (anelli 9999) | Acquisto | Vendita | Forbice |
|---|---|---|---|
| SJC | 141,8 | 144,8 | 3,0 |
| PNJ | 142,3 | 145,3 | 3,0 |
| Phu Quy | 142,3 | 145,7 | 3,4 |
| DOJI | 142,5 | 146,5 | 4,0 |
| Bao Tin Minh Chau | 142,5 | 146,5 | 4,0 |
Valori in milioni di VND per tael, 15 settembre 2026. Elaborazione su dati Báo Gia đình và Xã hội e Báo Quân đội Nhân dân.
Due letture emergono. La prima: tra il prezzo di vendita più alto (DOJI e Bao Tin Minh Chau a 146,5) e il più basso (SJC a 144,8) corrono 1,7 milioni di VND per tael, circa l'1,17% per lo stesso prodotto — una dispersione che il segmento lingotti non mostra. La seconda: la forbice acquisto-vendita di DOJI e Bao Tin Minh Chau (4,0 milioni) è un terzo più ampia di quella di SJC e PNJ (3,0 milioni), segno di strutture di costo e posizionamenti diversi.
La domanda tiene nel segmento regalo
Nonostante i ribassi, il fronte della domanda non si è spento. In occasione della Festa di Metà Autunno, Bao Tin Manh Hai propone set regalo in oro 24 carati come il Kim Gia Bao 24K, oltre a gioielli e ai prodotti Kim Gia Bao e Tieu Kim Cat. I prodotti in oro del marchio stanno riscuotendo grande interesse tra i clienti: almeno sul fronte regalo e gioielleria, la filiera continua a lavorare anche con prezzi in discesa.
Tra attese di rialzo Fed e analisti divisi
Per chi pianifica gli acquisti di materia prima, il problema non è il prezzo di oggi ma quello di domani. Le attese di mercato puntano a un rialzo dei tassi, che di norma pesa sull'oro. Eppure il sondaggio settimanale di Kitco News segnala una spaccatura: dei 14 analisti interpellati, il 64% prevede un aumento del prezzo dell'oro, il 14% un ulteriore calo e il 22% stabilità. Gli investitori al dettaglio sono più cauti: su 115 intervistati, il 53% si aspetta un rialzo.
Sul piano dei riferimenti, le testate divergono: Báo Quân đội Nhân dân indica 4.312 dollari l'oncia nel pomeriggio, mentre i dati Kitco citati da Báo Thanh tra collocano il metallo a 4.273-4.275 dollari — una distanza che riflette con ogni probabilità orari e strumenti di rilevazione diversi. Su 30 giorni, in ogni caso, il calo resta contenuto: 103,4 dollari l'oncia, pari al 2,3%. È una correzione, non un crollo.
Per la filiera, il vero indicatore da seguire non è il listino del giorno, ma la decisione sui tassi attesa per mercoledì: è quella che orienterà il costo della materia prima nei prossimi mesi, e con esso i piani di produzione dei trasformatori vietnamiti.
Fonti
- Vietnam.vn
- 145,3 milioni di VND/oncia, in leggero calo
- Vietnam.vn
- 145,3 milioni di VND/oncia
- 145,3 milioni di VND/oncia
- Vietnam.vn






