Per chi trasforma oro e argento, il problema non è il prezzo di chiusura: è l'ampiezza con cui quel prezzo si muove e il costo del denaro necessario a finanziare le scorte. Nella settimana dal 7 al 13 settembre l'oro spot ha oscillato tra 4.292,11 e 4.443 dollari l'oncia — un'escursione del 3,4% — e ha chiuso a 4.348 dollari, mentre il mercato assegna al rialzo dei tassi Fed una probabilità di quasi il 90%. Per le filiere manifatturiere che dipendono dai metalli preziosi, la variabile critica non è la direzione del metallo ma l'instabilità combinata di input e credito.
L'oscillazione settimanale vale 150,89 dollari l'oncia
Nella settimana dal 7 al 13 settembre l'oro spot ha segnato un massimo di 4.443 dollari l'oncia martedì 8 e un minimo di 4.292,11 dollari venerdì, chiudendo a 4.348 dollari. Tra i due estremi corrono 150,89 dollari (4.443 meno 4.292,11), il 3,4% del picco: è questa ampiezza, più del livello assoluto, il costo reale per chi acquista metallo come input e deve fissare listini e coperture.
L'apertura di settimana era stata a 4.422-4.423 dollari. Il rally si è esaurito martedì con il rafforzamento del dollaro; mercoledì e giovedì la pressione di vendita ha spinto le quotazioni sotto i 4.350 dollari, complice l'aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi e le aspettative di un nuovo rialzo dei tassi. Il PPI di agosto ha mostrato prezzi alla produzione in crescita negli Stati Uniti, mentre i costi energetici e le interruzioni nelle forniture tornano a incidere sull'inflazione. Venerdì il dato CPI, fermo al 3,4% su base annua, non ha innescato panico: gli acquisti a prezzi vantaggiosi hanno prodotto un rimbalzo, insufficiente a riconquistare i 4.400 dollari.
La riunione della Federal Reserve è programmata per il 15-16 settembre secondo tutte le fonti. Tuttavia, l'esperto Tran Duy Phuong (citato da Báo Tuổi Trẻ) prevede che il prezzo dell'oro potrebbe raggiungere un massimo di 4.567 dollari il 17 settembre, dopo la decisione della Fed. Cambia poco sulla sostanza della politica monetaria, non per chi deve pianificare coperture su un mercato che si muove di 150 dollari in cinque sedute.
Il mercato prezza il rialzo al 90%, gli economisti si fermano al 27,1%
I future sui tassi dei fondi federali assegnano una probabilità di quasi il 90% a un rialzo nella riunione di settembre, in netto aumento rispetto al 70% circa registrato prima della pubblicazione del dato CPI. Il tasso di riferimento è oggi tra il 3,50% e il 3,75%, e il presidente della Fed Kevin Warsh aveva già assunto una posizione restrittiva alla conferenza di Jackson Hole di fine agosto.
Il consensus degli economisti è molto più prudente. Nell'indagine Bloomberg condotta tra il 4 e il 9 settembre, solo 13 dei 48 intervistati prevedevano un rialzo: il 27,1%, contro il 90% implicito nei futures. Lo scarto di oltre 60 punti percentuali è un rischio di pianificazione concreto: chi ha costruito il budget di acquisto su uno dei due scenari resta esposto all'altro.

Il premio sul metallo fisico pesa più del prezzo di riferimento
Alla chiusura della settimana il lingotto SJC era quotato in Vietnam a 143-146 milioni di VND per tael (acquisto-vendita), con uno spread di 3 milioni di VND e una riduzione di 1,6 milioni rispetto alla chiusura precedente. Il prezzo mondiale convertito vale 137 milioni di VND per tael: il mercato interno paga quindi un premio di 9 milioni di VND, pari al 6,6% (9 su 137).
Per un produttore o un rivenditore di oreficeria quel premio è un costo di approvvigionamento, non una quotazione speculativa. Lo stesso vale per l'argento, che chiude a 64,37 dollari l'oncia: dividendo i 4.348 dollari dell'oro per i 64,37 dell'argento, il rapporto tra i due metalli si attesta a 67,5, un riferimento per chi li utilizza entrambi e deve decidere su quale concentrare la copertura.
Chi produce metallo, a monte della filiera, guarda invece ai segnali di liquidità istituzionale. Jesse Colombo, analista indipendente di metalli preziosi e fondatore di BubbleBubble Report, è esplicito: "se l'oro superasse e si mantenesse al di sopra dei 4.400 dollari l'oncia con un'elevata liquidità, in particolare nei futures, negli ETF e nelle azioni delle società minerarie aurifere, ciò segnalerebbe che il capitale istituzionale sta supportando un trend rialzista". Le banche centrali, intanto, continuano ad acquistare oro.
Stime da 4.500 a 5.400 dollari e il nodo del costo del credito
L'analisi di UOB Bank (Singapore) colloca il minimo temporaneo dell'oro intorno ai 4.000 dollari l'oncia e proietta una risalita progressiva: 4.500 dollari nel quarto trimestre 2026, 4.800 nel primo trimestre 2027, 5.100 nel secondo e 5.400 nel terzo. Rapportate alla chiusura di 4.348 dollari, le stime implicano incrementi del 3,5%, 10,4%, 17,3% e 24,2%.
| Previsione | Orizzonte | Prezzo (USD/oncia) | Variazione vs 4.348 |
|---|---|---|---|
| UOB Bank | Q4 2026 | 4.500 | +3,5% |
| UOB Bank | Q1 2027 | 4.800 | +10,4% |
| UOB Bank | Q2 2027 | 5.100 | +17,3% |
| UOB Bank | Q3 2027 | 5.400 | +24,2% |
| Jesse Colombo | prossimi mesi | 5.000 | +15,0% |
| Tran Duy Phuong | massimo prossima settimana | 4.567 | +5,0% |
Le letture di breve periodo convergono su un punto scomodo per chi compra: nessuno degli scenari indicati prefigura un ribasso del metallo. Colombo prevede un rialzo contenuto anche in caso di aumento dei tassi, perché il mercato lo ha già anticipato, e una reazione più positiva in caso di tassi fermi. Marc Chandler, amministratore delegato di Bannockburn Global Forex, indica un obiettivo tecnico tra 4.460 e 4.510 dollari e osserva che "se la Fed non alza i tassi di interesse, i prezzi dell'oro potrebbero salire". Bob Haberkorn di StoneX Group ritiene improbabile un calo profondo anche con un rialzo da 25 punti base, perché i margini per un inasprimento ulteriore sono limitati dal livello del debito.
Il punto operativo è che le due variabili si muovono insieme, non in alternanza: il metallo può salire mentre il credito si stringe. Per un'impresa manifatturiera la durata del debito e la copertura sulle materie prime diventano la stessa decisione, da prendere prima del 15-16 settembre e non dopo la pubblicazione del comunicato.






