NVIDIA ha aperto il 2 ottobre 2026 la porta d'ingresso economica all'AI locale: il nuovo DGX Spark da 64 GB arriva sul mercato il 23 ottobre a partire da 4.999 dollari tramite Acer, ASUS, Dell, Gigabyte, HP e MSI. Per chi ha una partita IVA, la notizia non è la nuova configurazione in sé, ma la sua collocazione nel bilancio: metà memoria dell'ammiraglia, circa il 72% del prezzo. Il modello da 128 GB oggi costa 6.950 dollari — quasi il 75% in più del prezzo di annuncio originale di 3.999 dollari — e la memoria unificata è diventata la voce più volatile del costo hardware.
Il costo per gigabyte ribalta il confronto
Il 64 GB non è un affare in termini di memoria per dollaro: 4.999 diviso 64 dà 78 dollari per gigabyte, contro i 54 dollari del modello da 128 GB (6.950 diviso 128). Chi compra la configurazione piccola paga circa il 44% in più per ogni gigabyte di memoria unificata, in cambio di un esborso iniziale inferiore di 2.000 dollari. L'hardware è identico: stesso chip GB10 Grace Blackwell (CPU Arm a 20 core più GPU Blackwell), stessa banda di memoria a 273 GB/s. Cambia solo la dotazione di memoria.
Due unità da 64 GB costano più di una sola da 128 GB
Il percorso di crescita proposto è il clustering: due DGX Spark da 64 GB collegati via ConnectX-7 e cavo QSFP arrivano a 128 GB condivisi e modelli fino a 200 miliardi di parametri. Il test interno su Qwen 3.8 27B parla di prestazioni fino a 1,7 volte superiori rispetto a un singolo sistema. Il conto però è chiaro: due unità da 4.999 dollari fanno 9.998 dollari per raggiungere gli stessi 128 GB che una singola unità da 6.950 offre subito. Il clustering conviene a chi vuole diluire l'investimento nel tempo — un'unità oggi, la seconda quando il carico cresce — non a chi cerca il prezzo minimo.

Sovranità dei dati: la voce di costo che non compare nei listini
L'inferenza avviene interamente sul dispositivo: niente fatturazione per token, niente latenza verso un data center esterno, niente dati dei clienti che lasciano la sede. Per studi professionali, software house e aziende che trattano dati sensibili, questo sposta la valutazione dal confronto tra canone cloud e costo hardware a un calcolo di conformità — un costo fisso in cambio di controllo diretto sulla macchina. La piattaforma gira su DGX OS con stack CUDA-X AI, NVIDIA Agent Toolkit, modelli open Nemotron e runtime come Ollama, vLLM e PyTorch: la continuità software resta valida passando da un nodo a due, senza riconfigurare l'ambiente.
Prezzo, disponibilità e cosa valutare prima del 23 ottobre
Il lancio è previsto per il 23 ottobre 2026, solo tramite partner OEM: niente Founders Edition né variante NVIDIA Gold. L'obiettivo di archiviazione indicato è 2 TB, ma le configurazioni possono variare da produttore a produttore. Il sistema da 64 GB e quello da 128 GB possono essere collegati tra loro, anche se nei carichi che distribuiscono la memoria la capacità utilizzabile è limitata dal nodo con meno memoria. Per il mercato italiano il riferimento sul modello da 128 GB è di oltre 6.000 euro: la differenza con il nuovo 64 GB sarà la variabile da monitorare. Nessun supporto a Windows previsto.
L'analisi: quando comprare la memoria, non se comprarla
Il vero indicatore non è il 64 GB in sé, ma il segnale che NVIDIA lancia con il listino: il prezzo dell'ammiraglia è salito del 75% in pochi mesi e il produttore preferisce introdurre una configurazione ridotta che alzare ancora i prezzi. Per un'impresa che valuta l'acquisto, la domanda operativa diventa "quando conviene entrare", non "se conviene". Chi ha un carico di lavoro reale e dati che non possono uscire dall'azienda ha oggi un ingresso sotto i 5.000 dollari che non richiede una sostituzione quando le necessità crescono: si aggiunge un secondo nodo. La flessibilità del clustering è l'unico argomento che rende sensato partire dal 64 GB invece che dal 128 GB a 6.950 dollari.
Fonti
- NVIDIA DGX Spark 64 GB arriva dai partner
- Cryptonomist.ch
- Hwupgrade.it
- NVIDIA DGX Spark 64GB, la nuova soluzione per l'AI locale





