Il cargo Lira ha lasciato il porto di Olbia trainato dal rimorchiatore Christos XXIV, diretto al Pireo: per le imprese che operano allo scalo dell'Isola Bianca significa recuperare un ormeggio strategico rimasto occupato dal dicembre 2019. La vicenda consegna però anche una lezione economica a chi valuta asset in procedura giudiziaria: in otto mesi la base d'asta è passata da 168.000 a 67.200 euro. Un calo del 60%, che racconta quanto può costare il tempo a un'impresa.
L'ormeggio del Molo 1 Bis torna alle attività portuali
La nave era ormeggiata al Molo 1 Bis dal dicembre 2019, dopo essere stata recuperata in grave avaria nel Mar Tirreno. Il presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, Domenico Bagalà, ha parlato di "un problema irrisolto per il porto e per la città", sottolineando che la partenza restituisce allo scalo "un ormeggio strategico". Per chi lavora nel porto significa una cosa concreta: uno spazio operativo che tornava a essere produttivo dopo quasi sette anni di immobilismo.
Dall'asta di luglio 2025 al prezzo di marzo 2026: il conto dei tempi morti
Il confronto tra le due aste è il dato più utile per un imprenditore. Nel luglio 2025 la Lira era stata proposta con una base di 168.000 euro. Un'ulteriore vendita, ancora a 168.000 euro, si è chiusa senza aggiudicazione nel gennaio 2026. A marzo 2026 la nuova base era scesa a 67.200 euro.
Il calcolo è presto fatto: la differenza tra i due valori è di 100.800 euro, pari al 60% della base di partenza (100.800 diviso 168.000). In circa otto mesi, il prezzo di riferimento dell'asset si è ridotto di quasi due terzi. Per chi acquista mezzi o immobili all'asta giudiziaria, il segnale è che tra il valore di partenza e quello di chiusura si inseriscono i costi della lungaggine: messa in sicurezza, monitoraggio e deterioramento progressivo dello scafo, che le fonti hanno collegato alla corrosione e ai rischi per l'ambiente marino.

I numeri della vicenda
| Voce | Valore |
|---|---|
| Lunghezza della nave | 86 metri (86,02 negli atti giudiziari) |
| Stazza lorda | 1.948 tonnellate |
| Ingaggio nel porto | 20 dicembre 2019 |
| Permanenza al Molo 1 Bis | circa sette anni |
| Base d'asta, luglio 2025 | 168.000 euro |
| Base d'asta, marzo 2026 | 67.200 euro |
| Aggiudicataria | H&D Shipping S.r.l. |
La procedura è passata per il Tribunale di Tempio Pausania, che ha disposto l'aggiudicazione alla H&D Shipping S.r.l. L'acquirente ha perfezionato il versamento della quota, poi sono state completate le operazioni per mettere la nave in sicurezza. Il cargo non ha lasciato Olbia con i propri mezzi: il rimorchiatore Christos XXIV era stato fatto arrivare dal Pireo appositamente per il trasferimento, un costo logistico che ricade interamente sull'operazione.
Cosa cambia per chi opera o fornisce il porto
Il ritorno in disponibilità del Molo 1 Bis incide sulla piena operatività dello scalo, che secondo l'AdSP era limitata dalla presenza della nave. Per le partite IVA della filiera portuale — chi movimenta merci, chi fornisce servizi tecnici o di manutenzione — la differenza si traduce in uno spazio in più utilizzabile, quindi in maggiore capacità di pianificare arrivi e partenze.
Il secondo spunto riguarda la gestione del rischio: la vicenda è stata chiusa grazie al coordinamento tra Autorità di Sistema Portuale, Autorità Marittima e autorità giudiziaria, con il segretario generale Alessandro Becce e gli uffici tecnico e legale della sede di Olbia. Un asset fermo per anni non resta neutro: assorbe risorse pubbliche in monitoraggio, genera passività verso l'equipaggio e perde valore di mercato a ogni asta andata deserta.
Per un'impresa che partecipa a un'asta giudiziaria, il dato da trattenere è quindi il divario tra il prezzo di partenza e quello di aggiudicazione: chi prezza il rischio di tempi lunghi ha un vantaggio competitivo concreto.





