Morgan Stanley ha portato Stellantis da Equal Weight a Underweight, tagliando il prezzo obiettivo da 5,70 a 4,50 euro. Il titolo quota 4,5705 euro (-2,13% alle 12:27 del 14 settembre) e accumula una perdita vicina al 52% dall'inizio del 2026. Per chi rifornisce il gruppo, il dato da leggere non è il ribasso in sé: è il gap costi-qualità che il downgrade certifica.
In Nord America i ricavi corrono, i profitti no
Alla Jefferies Global Industrials Conference del 10 settembre, l'AD Antonio Filosa ha confermato che in Nord America i ricavi crescono del 27% mentre i profitti salgono solo del 10%. Il divario è netto: gli utili avanzano a circa un terzo del passo dei ricavi (10 diviso 27 fa il 37%). Per recuperare margine, il gruppo punta sul Value Creation Program: 2,4 miliardi di risparmi entro il 2027 e 6 miliardi entro il 2028, dentro un piano FaSTLane 2030 da 60 miliardi di investimenti in cinque anni.
Hordain: 1 miliardo di investimento, ma con rientro delle attività
L'indiscrezione su un investimento superiore a 1 miliardo di euro in Francia, nello stabilimento di Hordain, riguarda direttamente i fornitori. Il progetto prevede nuova produzione di veicoli commerciali, ma anche maggiore automazione e il ritorno interno di attività oggi affidate a fornitori esterni. Tradotto: l'investimento c'è, ma non tutto finirà in commesse esterne. Diverso il caso di Mulhouse, dove a giugno Stellantis ha annunciato oltre 1 miliardo per tre nuovi modelli Peugeot elettrici e ibridi dal 2029.

Dazi e Mirafiori: le due voci di costo da monitorare
Sul fronte nordamericano pesano le tariffe del 25% sulle auto prodotte in Canada e i dazi del 50% su circa 20 miliardi di dollari di merci canadesi. Una revisione sfavorevole dell'USMCA potrebbe generare fino a 2 miliardi di dollari l'anno di costi aggiuntivi. Lo stabilimento di Brampton resta in cassa integrazione con 2.200 lavoratori. In Italia, Mirafiori è ripartita dopo la pausa estiva con un obiettivo di circa 400 Fiat 500 Hybrid al giorno su due turni.
Cosa significa per imprese e partite IVA
Chi vende a Stellantis ha due numeri da mettere in agenda: i 6 miliardi di risparmi al 2028, che per costruzione ricadono su chi sta a monte, e il target price a 4,50 euro, ormai allineato alla quotazione. L'investimento di Hordain è un'opportunità reale, ma dentro un perimetro definito: automazione e rientro di lavorazioni riducono lo spazio per le commesse esterne. La fase di "reset" indicata dal management per il 2026 è, per la filiera, già iniziata.
Il conto non è sulla quotazione di oggi ma sui prossimi due bilanci: con utili nordamericani a un terzo del passo dei ricavi, la compressione dei costi è la sola leva disponibile nel breve. Chi fornisce il gruppo farebbe bene a negoziare volumi e tempi di pagamento prima del 2027, non dopo.




