Manovra 2027, partite IVA: flat tax al 5% e forfettario a 100mila

La Manovra 2027 punta su partite IVA e ceto medio produttivo. Il regime forfettario dovrebbe salire da 85.000 a 100.000 euro di ricavi o compensi, mentre la flat tax incrementale al 5% — applicata solo alla quota di reddito in più rispetto all'anno precedente — dovrebbe diventare strutturale per tutti. Per artigiani, professionisti e titolari d'impresa il beneficio arriva sugli incrementi, non sul fatturato già consolidato: le decisioni su assunzioni, investimenti e pianificazione fiscale di fine anno vanno prese tenendo conto di questa asimmetria.

Forfettario a 100mila euro: 15mila euro di margine in più

Il tetto attuale del regime forfettario è 85.000 euro di ricavi; la soglia proposta è 100.000 euro. L'allargamento vale 15.000 euro, pari a un +17,6% sulla soglia vigente (15.000/85.000). Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha legato la misura a un negoziato con Bruxelles, definendo il limite attuale «piuttosto astruso e a mio giudizio ingiustificato». Per chi valuta di restare nel forfettario o di uscirne, 15mila euro di spazio in più possono pesare sulla scelta di fatturare di più senza cambiare regime.

Flat tax al 5% sugli incrementi: come funziona

Il vicepremier Antonio Tajani ha indicato «una flat tax incrementale strutturale al 5% per tutti, applicata all'incremento di reddito rispetto a quello dichiarato l'anno precedente, premiando anche partite Iva, artigiani e professionisti». La misura era stata riconosciuta dalla Manovra 2026 e la Lega ne rivendica la paternità. Il punto operativo: l'imposta agevolata colpisce solo la differenza positiva tra reddito di un anno e quello precedente, non il totale. Chi cresce di poco incassa un beneficio limitato.

Ecobonus al 65%: la finestra per le imprese edili

Per l'edilizia è allo studio il potenziamento della detrazione per l'efficientamento energetico dal 50% al 65%. Rientrano infissi, pompe di calore, condizionatori, schermature solari, sistemi ibridi e cappotti. Senza intervento, nel 2027 la detrazione scenderebbe al 36% sull'abitazione principale e al 30% sugli altri immobili. La copertura arriva dalla flessibilità di bilancio da 14 miliardi concessa dall'Ue per la transizione energetica (0,6% del Pil nel triennio 2026-2028). Per le imprese del settore la finestra è stretta: requisiti e limiti non sono ancora definiti.

Trend finanziario ascendente con barre dorate su workspace, simbolo di benefici fiscali per partite IVA
L'incremento del forfettario a 100mila euro premia la crescita e gli investimenti delle imprese autonome italiane.

Banche, credito e costo del denaro

Il contributo chiesto alle banche è indicato al 5%, a fronte di 50 miliardi di utili complessivi del settore, per un gettito stimato di 2-3 miliardi. Sullo sfondo, la Bce ha alzato i tassi di 25 punti base e il tasso medio delle emissioni di Stato è ormai prossimo al 3%, con un debito pubblico oltre 3.200 miliardi e 385 miliardi da rifinanziare nell'anno. Per chi cerca credito il costo del denaro resta la variabile chiave; la garanzia pubblica sull'acquisto prima casa copre fino all'80% con Isee fino a 40.000 euro, ma riguarda le famiglie, non l'attività d'impresa.

Caro carburanti: il nodo del 17 settembre

Lo sconto sulle accise scade giovedì 17 settembre 2026. Benzina e gasolio viaggiano oltre 2,1-2,2 euro al litro, con la possibilità di arrivare a 3 euro. L'ipotesi allo studio è un bonus una tantum di 100 euro per i nuclei sotto una certa soglia Isee. Per chi ha mezzi aziendali e trasporta merci, la scadenza è un appuntamento operativo: il rinnovo dello sconto pesa sui costi variabili più di qualsiasi altro capitolo della manovra.

Analisi: i conti non tornano (ancora)

Il costo dell'estensione dell'aliquota Irpef al 33% fino a 60.000 euro è stimato in 2,6 miliardi, con copertura per ora parziale di 1,2 miliardi: mancano all'appello 1,4 miliardi, il 53,8% del totale (1,4/2,6). Le proposte divergono sul livello dell'aliquota: la Cisl chiede il 32%, Tajani il 33%. Secondo Avvenire la manovra supererebbe i 30 miliardi, contro i 22 miliardi dell'anno precedente, uno scarto di oltre 8 miliardi. Per le partite IVA la distinzione è sostanziale: la misura più utile — il forfettario a 100mila — dipende da un negoziato con l'Ue non ancora chiuso.

Se il forfettario salta, delle misure per partite IVA resta soprattutto la flat tax incrementale al 5%: premia solo chi aumenta il reddito dichiarato, e lascia fuori chi tiene i ricavi stabili.

Fonti

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