Macron annuncia un Taglio Fiscale di 25 miliardi in Francia

Il Presidente francese Emmannuel Macron, dopo un primo anno dall’elezione andato a gonfie vele, nell’ultimo periodo ha registrato un forte calo di consensi, soprattutto tra i suoi elettori. Ed ecco che per far ricredere nuovamente tutti, il governo francese ha presentato la nuova Finanziaria che prevede una maxi manovra con un taglio fiscale di quasi 25 milioni di euro. Molti, tra cui i sostenitori dello stesso Macron, già gridano al successo mentre l’opposizione parla di operazione mediatica e addirittura di manovra poco chiara e disordinata.

Una manovra decisamente complessa che mira a ridurre le tasse, sia per le famiglie che per le imprese, ad aumentare gli stipendi più bassi e tagliare il personale della pubblica Amministrazione al fine di aumentare il potere di acquisto dei francesi, dare impulso all’economia e creare nuovi posti di lavoro. Ma vediamo nello specifico in cosa consiste la manovra finanziaria del governo Macron e quali conseguenze avrà sull’economia francese.

La ricetta della maxi manovra finanziaria del governo francese

La manovra finanziaria sembra basarsi su una formula apparentemente molto semplice: meno tasse per tutti e un po’ più di deficit. Il taglio fiscale prevede una riduzione delle tasse per le famiglie pari a 6 miliardi di euro e una riduzione delle tasse per le imprese pari a 18,8 miliardi di euro per un totale di quasi 25 miliardi. Una cifra che a primo acchito potrebbe spaventare o quanto meno far sorgere dei dubbi ai più scettici, in realtà tutto sembra essere stato ponderato, studiato e programmato in maniera perfetta tanto da permettere al deficit pubblico della Francia di rimanere al di sotto della soglia del 3% per il terzo anno consecutivo. La misura infatti, nonostante verrà finanziata, in parte, grazie ai tagli a vari Ministeri , porterà ad un aumento del deficit pubblico di 0,2 punti percentuali, passando dall’attuale 2,6% al 2,8% dell’anno prossimo ma restando comunque al di sotto del 3%, soglia massima prevista a livello europeo.

Gli ottanta euro: da Renzi a Macron

I famosi ottanta euro introdotti dal governo Renzi e di cui la sinistra tanto parla sono previsti anche nella nuova manovra finanziaria francese. Per i redditi da lavoro particolarmente bassi verrà prevista un’integrazione versata sotto forma di bonus d’attività di venti euro l’anno fino al 2021 per un totale di ottanta euro. Saranno invece destinati alla crescita professionale dei lavoratori e all’aumento delle pensioni minime 2,5 miliardi di euro. Ma le novità non si fermano qua, sono previste le riduzioni dei contributi che i lavoratori o datori di lavoro sono tenuti a versare, la detassazione degli straordinari e delle partecipazioni dei lavoratori al capitale azionario delle piccole e medie imprese, senza contare la riduzione dei tributi sulle abitazioni a favore dell’80% dei proprietari.

Aumento delle accise e delle spese pubbliche dello 0,6%

Le imprese beneficeranno dell’abolizione di una ventina di piccole tasse, oltre la fatto che il credito d’imposta verrà trasformato in sgravio fiscale. È prevista però, dalla manovra finanziaria francese, l’aumento delle accise su carburanti e tabacco. Anche le spese pubbliche subiranno un aumento dello 0,6% con una spesa pari a 2,5 miliardi di euro necessaria per finanziare corsi di formazione al fine di sviluppare le competenze professionali dei lavoratori, integrare le pensioni minime e aumentare i sussidi spettanti alle persone affette da handicap. Ulteriori spese sono previste per finanziare il settore militare, della giustizia e il Ministero dell’interno al fine di garantire maggiore controllo e sicurezza per i cittadini.

Tagli al personale della Pubblica Amministrazione

La nuova manovra finanziaria firmata dal governo di Emmanuel Macron prevede degli ingenti investimenti in settori in forte espansione, come istruzione e ricerca, ma allo stesso tempo ha già previsto dei tagli al personale della Pubblica Amministrazione, per 4.164 posti di lavoro, e del personale all’estero.

Di Maio e la maxi manovra finanziaria di Macron

Il vice premier pentastellato auspica di fare proprio come la Francia affermando che in Italia si potrebbe fare pure di meglio senza sfiorare il 2,8% di deficit pubblico come la Francia. Certo è che la Francia però rispetto all’Italia ha un debito pubblico più basso e i titoli di stato francesi godono anche di maggiore fiducia da parte degli investitori, rispetto a quelli italiani. Tutto ciò permette alla Francia di poter usufruire di un margine di manovra decisamente più ampio rispetto al nostro.

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