Lire Rare: le Monete Lire più Rare, Valore e Quotazione

Se hai ancora nel cassetto qualche lira, la moneta italiana fuori corso dal 2002 e pensi che abbiano solo un valore affettivo, potresti ricrederti.  Alcuni pezzi possono valere una piccola fortuna, specialmente se ben conservati e vale la pena controllarli uno ad uno per evitare scrupoli e rimpianti in futuro.

La lira nella storia

La storia della lira risale all’antica Roma, il termine libra (bilancia) stava in principio ad indicare i libripens ma con l’avvento di Carlo Magno la libbra fu utilizzata sia come termine di misura di peso (libbra) che come unità monetaria (libbra d’argento). Nei secoli fu più volte soppiantata da monete locali più o meno corrispondenti in peso e valore, presso tutte le nazioni che composero il Sacro Romano Impero e in ogni paese seguirono le evoluzioni proprie della storia locale.


In Italia fatta eccezione per la lira napoleonica, che corrispondeva alla perfezione ad un franco francese dell’epoca, la lira sostituì le valute di tutti gli stati pre unitari e fu ufficializzata nel 1861 quale unica moneta di scambio. Con l’entrata del nostro paese nell’Eurozona, dal 28 febbraio 2002 la lira italiana non ha più valore di convertibilità in Euro (nè in altre valute), tuttavia sia monete che banconote conservano un valore numismatico e alcune di queste sono molto richieste dai collezionisti di tutto il mondo; la valutazione viene effettuata secondo un listino non ufficiale ma che a grandi linee ne riporta il valore di mercato.

Le quotazioni e il valore numismatico

Fino al 2002 un euro corrispondeva al cambio fisso di 1936,27 lire italiane, di conseguenza una monetina da 100 lire se tradotta in euro varrebbe meno di 20 eurocent, ma la numismatica conferisce agli ex spiccioli di lira un valore aggiunto, tenendo presente 3 elementi:

  • taglio, il valore nominale;
  • rarità, la quantità di pezzi coniata nell’anno di emissione riportato, suddivise in C (comune), NC (non comune), R (rara), MR (molto rara);
  • conservazione, lo stato di usura che viene misurato in FDC (fior di conio) per una moneta che non ha circolato e non presenta segni di usura, SPL (splendida) assegnato ad una moneta che ha circolato pochissimo ma non usurata, BB (bellissima) moneta con segni di usura ma perfettamente leggibile, MB (molto bella) alcune parti non sono leggibili, B (bella) quando una moneta è del tutto liscia e i rilievi scomparsi, D (discreta) quasi del tutto illeggibile, si riconosce a stento, Fondo Specchio, è una moneta ottenuta con una lavorazione particolare destinata esclusivamente al collezionismo.

Le monete più rare

Sulla base di questo possiamo elencare una serie di monete che abbiano una quotazione più o meno interessante. Ovviamente il valore è indirettamente proporzionale alla tiratura, cioè questo sale in base alla rarità del pezzo. Le monete più quotate:

  • 5 lire: moneta prodotta in Italma (una lega di alluminio) dal 1951 al 1955, reca la figura di un delfino su un lato e un timone sul retro, pesa 1 grammo e misura circa 1 cm, vale 8 €.
    Alcune coniazioni del 1951 arrecano la scritta “prova” sotto il delfino e il loro valore sale a circa 40 €. Il conio delle 5 lire fu interrotto tra il 1957 e il 1966, ma nel 1956 ne furono comunque coniati 400.000 pezzi, ognuno dei quali oggi ha un valore che oscilla tra i 700 e i 2.000 euro, a seconda della conservazione.
  • 10 lire ritraenti la spiga e sul retro un aratro, se coniate nel 1954 valgono circa 70 €, mentre le 10 lire del 1947 raffiguranti un ramo d’olivo e sul retro un Pegaso, vale anche oltre 4.000 €.
  • 50 lire coniate dal 1954 al 2001, metalliche e magnetiche (Acmonital) sono state prodotte in 5 tirature diverse. Il conio del 1958 (800.000 esemplari) è considerato MR e vale fino a 2.000 €. Tutte ritraggono Vulcano (un gigante che batte sull’incudine) e sul retro un profilo di fanciulla.
  • 100 lire prodotte dal 1054 (solo prova, valgono 3.000 €) in poi, come le precedenti in Acmonital e raffiguranti Minerva con pianta di olivo e sul retro un profilo di fanciulla. Il conio 1955 vale fino a 900 € per un FDC, mentre le tirature degli anni successivi (fino al 62) valgono fino a 250 €, da 40 a 90 euro i conii fino al 1967, pochi euro le altre.
  • 20 lire coniate dal 1956 (solo prova, vale 1.000 €) al 1990 in bronzital, una lega bionda. Il conio del 1968 vale 700 € se arreca la scritta “prova”, circa 100 € se ne è priva. Le 20 lire datate 1959 sono quotate appena sotto i 200 €, mentre le 1958 e 1959 valgono 40 €

Esistono poi per ogni valore alcune varianti dovute per lo più ad errori di conio, come le famose 500 lire d’argento raffiguranti le 3 caravelle con la bandiera contro vento, la cui quotazione raggiunge i 15.000 €.

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