Quattro milioni di euro a fondo perduto, fino a 24.000 euro per punto vendita, domanda tramite PEC entro il 13 settembre 2026. Il bando del Ministero della Cultura per le librerie indipendenti under 35 non è un'iniziativa simbolica: è un contributo con codici ATECO obbligatori, finestre temporali precise e un rischio concreto — la restituzione dei fondi — per chi non rispetta le scadenze operative. Per un giovane imprenditore che sta valutando l'apertura di un punto vendita librario, o che l'ha già avviata dopo il 30 giugno 2024, le prossime settimane richiedono decisioni precise.
I requisiti di accesso: età, ATECO e tipo di impresa
Il contributo è riservato a persone fisiche titolari o legali rappresentanti di librerie indipendenti, escluse le catene commerciali e le attività appartenenti a grandi gruppi editoriali. Il requisito anagrafico è fisso: il richiedente non deve aver compiuto 35 anni al 28 dicembre 2024.
Sui codici ATECO, la regola cambia a seconda della linea di finanziamento a cui si accede:
- Per la quota da 3 milioni (attività avviate dopo il 30 giugno 2024 o ancora da avviare): richiesto il codice ATECO primario 47.61 (commercio al dettaglio di libri nuovi) oppure 47.79.1 (libri di seconda mano).
- Per la quota da 1 milione (piccoli comuni, attività avviate dopo il 30 dicembre 2023): i codici 47.61 o 47.79.1 possono essere anche secondari, purché il codice primario sia 47.62 (giornali e cancelleria) o 58.11 (edizioni di libri), e il punto vendita sia l'unico nel territorio comunale.
Per la quota da 1 milione è richiesto un requisito aggiuntivo: la vendita di libri deve aver rappresentato almeno il 30% del fatturato per almeno due mesi precedenti alla domanda, attestato con asseverazione di un professionista abilitato.
Le due linee di finanziamento: quale riguarda la tua situazione
Il fondo non è un pool unico: è diviso in due tranche con destinatari e regole distinte.
| Linea | Dotazione | Territorio | Requisito di avvio |
|---|---|---|---|
| Piccoli comuni | 1 milione di euro | Comuni senza altri punti vendita di libri | Dopo il 30 dicembre 2023 |
| Nazionale | 3 milioni di euro | Tutto il territorio italiano | Dopo il 30 giugno 2024 o ancora da avviare |
Nella linea nazionale da 3 milioni, la priorità va ai progetti localizzati nelle aree interne o svantaggiate e nei territori privi di librerie o biblioteche statali aperte al pubblico.
Le spese finanziabili e l'importo del contributo
Il contributo a fondo perduto arriva fino a 24.000 euro, con una integrazione massima di 1.000 euro per spese documentate di formazione o tutoraggio. Sommando le due voci, il plafond complessivo per impresa beneficiaria raggiunge i 25.000 euro. L'erogazione avviene in un'unica soluzione, senza stati avanzamento lavori intermedi.

Le spese ammissibili comprendono:
- Ristrutturazione e adeguamento dei locali
- Acquisto di scaffalature e arredi
- Impianti di sicurezza
- Digitalizzazione dell'attività e realizzazione della rete informatica
- Oneri amministrativi
Per sbloccare l'erogazione è obbligatorio produrre le fatture corrispondenti alle spese sostenute.
Come presentare la domanda: procedura e rischi operativi
La domanda va inviata tramite PEC all'indirizzo [email protected], allegando il business plan e le autocertificazioni richieste. La finestra è aperta dal 15 giugno 2026 fino alle ore 15:00 del 13 settembre 2026. La gestione dell'istruttoria è affidata alla Direzione generale del Ministero della Cultura con il supporto del Centro per il libro e la lettura.
Il rischio principale riguarda chi non ha ancora aperto l'attività. Il contributo viene assegnato in via condizionale: il richiedente ha 180 giorni dalla comunicazione dell'esito positivo per presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) allo sportello SUAP del proprio Comune. Il mancato rispetto del termine comporta la decadenza dal beneficio e l'obbligo di restituire le eventuali somme già ricevute.
La capienza del fondo: perché i tempi contano
Con un contributo massimo di 25.000 euro per beneficiario (24.000 + 1.000 di formazione), i 4 milioni disponibili coprono al massimo circa 160 punti vendita. La quota da 3 milioni potrebbe finanziarne fino a 120, quella riservata ai piccoli comuni circa 40. Il bando non prevede una graduatoria pubblica anticipata, e la capienza è quella che è.
Per chi ha già avviato l'attività dopo il 30 giugno 2024 con codice ATECO primario 47.61, il percorso è diretto: business plan, fatture, PEC. Per chi deve ancora aprire, la meccanica è diversa — il contributo non anticipa le spese ma le rimborsa a fronte di fatture — e questo significa che il capitale iniziale deve comunque essere disponibile prima.
L'Associazione Librai Italiani ha accolto il bando con favore, auspicando che diventi uno strumento strutturale e non un intervento isolato. Il Ministro Alessandro Giuli lo ha definito "un'occasione di crescita e di rafforzamento dei presìdi culturali sul territorio". Che diventi strutturale o meno è ancora aperto: per ora esiste questo bando, con questa capienza e questa scadenza.
Con dieci settimane alla chiusura e un fondo per definizione limitato, chi sta valutando l'apertura di una libreria indipendente nei prossimi mesi ha un motivo concreto per non rimandare la decisione.






