Un guasto alla linea elettrica aerea tra Roma Ostiense e Roma Tuscolana ha paralizzato nella mattina di giovedì 25 giugno 2026 tutti i collegamenti ferroviari con l'aeroporto di Fiumicino. Il Leonardo Express si è fermato completamente e la linea regionale FL1 ha accumulato pesantissimi ritardi (superiori a 60 minuti). L'effetto domino è stato immediato: centinaia di passeggeri con le valigie si sono riversati ai taxi di Termini, scoprendo che Roma non dispone di un'alternativa scalabile per raggiungere lo scalo.
Il blackout ferroviario e i treni fermi a metà percorso
La linea di alimentazione ha ceduto nelle prime ore del mattino subito dopo il transito di un treno regionale. I tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) sono intervenuti d'urgenza, ma il Leonardo Express — collegamento diretto senza soste tra Termini e i terminal di Fiumicino — è rimasto bloccato. Sulla FL1 Orte-Fiumicino i ritardi hanno superato i 60 minuti, con decine di treni fermi a Tiburtina o Tuscolana. Ai terminal dell'aeroporto si sono accumulati i no-show: passeggeri rimasti a piedi, costretti a pagare penali e ricomprare i biglietti.

Code ai taxi, ma l'offerta non basta
Con i binari fuori uso, il molo taxi di Termini è stato preso d'assalto. Code chilometriche si sono formate in pochi minuti sotto il sole cocente. Loreno Bittarelli, presidente del Consorzio It Taxi, ha spiegato il paradosso strutturale: «Se arrivano contemporaneamente 7-8 convogli e portano mille persone, serve dare tempo ai taxi di confluire nella zona. E qui la viabilità è pessima». Attese fino a 90 minuti si sono registrate anche a Ostiense e Tuscolana, due giorni prima dello sciopero generale dei taxi del 27 giugno.
La fragilità strutturale di un sistema senza alternativa
La giornata del 25 giugno non è un'eccezione: Bittarelli ha confermato che questi collassi «sono frequenti». Il comune di Roma ha rilasciato oltre 1.000 nuove licenze taxi tramite bando, ma secondo il presidente del Consorzio It Taxi la mossa ha peggiorato la congestione: «Con una viabilità pessima, di licenze se possono mettere anche altre diecimila. Il risultato? Bloccano ancora di più il centro». Le corsie preferenziali, aggiunge, «sono pochissime e quelle poche non sono rispettate».
Il filo spezzato a Ostiense non ha solo fermato i treni: ha reso visibile un'infrastruttura aeroportuale che regge su un'unica direttrice.





