Isopensione ai contributivi puri: costi e scadenze per l’impresa

La circolare INPS n. 104 del 29 settembre 2026 apre isopensione e assegni straordinari dei Fondi di solidarietà anche ai lavoratori il cui primo accredito contributivo decorre dal 1° gennaio 1996. Per l'azienda la platea teorica si allarga, ma il collo di bottiglia si sposta sul calcolo individuale effettuato al momento dell'uscita: chi ha una pensione futura vicina alle soglie minime resta fuori anche se entro la fine dell'esodo maturerebbe età e contributi richiesti.

Chi entra nello scivolo: i contributivi puri

La circolare n. 104 del 29 settembre 2026, firmata d'intesa con il Ministero del Lavoro, riguarda gli assicurati privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, cioè i cosiddetti contributivi puri.

Gli strumenti interessati sono due, entrambi finanziati interamente dal datore di lavoro:

  • l'isopensione prevista dalla legge n. 92/2012, per aziende che occupano in media più di 15 dipendenti;
  • l'assegno straordinario erogato dai Fondi di solidarietà bilaterali (art. 26 del d.lgs. 148/2015).

Servono un accordo con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello aziendale, la validazione INPS e una fideiussione bancaria a garanzia degli obblighi assunti. L'azienda versa all'INPS la provvista per l'assegno e per la contribuzione correlata; l'assegno è corrisposto su 13 mensilità, con tassazione ordinaria e senza rivalutazione annuale.

Le durate: 48 mesi per l'isopensione, 60 mesi per i Fondi di solidarietà. L'isopensione sale a 84 mesi per le decorrenze entro il 1° dicembre 2026, nell'ambito del regime transitorio.

Le quattro soglie di importo per il 2026

Per i contributivi puri non bastano età e contributi: su alcune traiettorie pensionistiche serve anche un importo minimo della futura prestazione.

Traguardo pensionisticoRequisitiSoglia economica 2026
Pensione di vecchiaia contributiva67 anni e 20 anni di contributiAlmeno 546,24 euro lordi al mese (1 volta l'assegno sociale)
Pensione di vecchiaia a 71 anni71 anni e 5 anni di contribuzione effettivaNessuna
Pensione anticipata ordinaria42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne), più 3 mesi di finestra mobileNessuna
Pensione anticipata contributiva64 anni e 20 anni di contribuzione effettiva1.638,72 euro; 1.529,47 euro per le donne con un figlio; 1.420,22 euro con due o più figli

Le riduzioni per le lavoratrici madri corrispondono a 2,8 e 2,6 volte l'assegno sociale. Dal 1° gennaio 2030 la soglia ordinaria della pensione anticipata contributiva salirà a 3,2 volte l'assegno sociale, mentre gli importi ridotti per le madri restano fermi. Gli adeguamenti alla speranza di vita vanno calcolati sull'anno in cui il lavoratore andrà effettivamente in pensione.

Un rapporto elementare aiuta a memorizzare la distanza tra i due percorsi: 546,24 moltiplicato per tre fa esattamente 1.638,72, cioè la soglia della pensione anticipata contributiva è 1.092,48 euro al mese più alta di quella richiesta a 67 anni.

Il calcolo fatto all'uscita può escludere chi ha i requisiti

L'INPS verifica l'importo soglia alla data di ingresso nell'esodo, non a quella della pensione. Il calcolo usa la contribuzione maturata fino alla cessazione del rapporto, l'età posseduta in quel momento e il relativo coefficiente di trasformazione, rapportati all'assegno sociale vigente nello stesso anno.

Qui sta il punto critico per l'impresa. La contribuzione correlata che l'azienda verserà durante l'esodo serve a completare l'anzianità contributiva, ma non entra nella verifica economica. E il coefficiente di trasformazione applicato è quello dell'età di uscita, generalmente meno favorevole di quello che varrebbe al pensionamento effettivo.

Pensioni: isopensione e assegni straordinari anche per i "contributivi puri"
Uomo anziano esamina documenti in ufficio alla finestra. Foto di RDNE Stock project su Pexels

Tradotto: un dipendente può raggiungere entro la fine dello scivolo i 64 anni e i 20 anni di contribuzione, e risultare comunque non ammissibile perché l'importo calcolato all'inizio non supera la soglia. La verifica individuale della posizione previdenziale va quindi fatta prima della cessazione del rapporto e prima di chiudere la lista dei nominativi nell'accordo.

Il tetto che limita l'assegno (e il costo)

Sulla pensione anticipata contributiva grava anche un limite massimo: fino al raggiungimento dell'età della pensione di vecchiaia l'importo non può superare cinque volte il trattamento minimo, cioè 3.059,25 euro lordi al mese nel 2026. Il vincolo si applica anche alla prestazione di accompagnamento.

Dividendo il tetto per cinque si ricava il trattamento minimo implicito usato per il 2026: 611,85 euro lordi al mese. Il margine tra la soglia di accesso alla pensione anticipata contributiva e il tetto è di 1.420,53 euro mensili.

Le prestazioni calcolate sopra il tetto vengono abbattute e poi cristallizzate per l'intera durata dell'esodo. Poiché l'assegno è finanziato dall'azienda, l'effetto pratico è un limite al suo esborso sui profili retributivi più alti: un assegno mensile più basso per tutti i mesi dello scivolo.

La scadenza del 1° dicembre 2026 vale 36 mesi in più

L'estensione dell'isopensione a 84 mesi copre solo le decorrenze entro il 1° dicembre 2026: da oggi, 30 settembre, restano due mesi. Dal 2027 si torna alla durata ordinaria di 48 mesi per l'isopensione e 60 per i Fondi di solidarietà.

La proroga oltre il 2026 non è passata: la legge 25 giugno 2026, n. 112, di conversione del decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, non ha esteso il regime transitorio dei sette anni. Il differenziale è rilevante e vale 36 mesi, il 75% in più rispetto ai 48 mesi ordinari: fino a tre anni aggiuntivi di assegno e di contribuzione correlata a carico dell'impresa, ma anche il tempo necessario a chi è più lontano dai requisiti.

Nella finestra va calcolata anche l'eventuale finestra mobile che separa la maturazione dei requisiti dalla prima decorrenza utile della pensione. E i tempi tecnici di validazione INPS e fideiussione non sono istantanei: per far rientrare le decorrenze entro il 1° dicembre 2026 l'istruttoria va avviata subito.

L'analisi: i tre numeri che decidono la convenienza

L'azienda non dovrebbe leggere questa circolare come un semplice ampliamento della platea. Il costo dell'esodo si gioca su tre leve. La prima è il coefficiente di trasformazione all'età di uscita: è l'unico parametro che l'impresa non può correggere e determina chi resta fuori nonostante i requisiti. La seconda è la durata: i 36 mesi aggiuntivi della finestra transitoria sono un'opportunità per i lavoratori vicini alla soglia, ma valgono 36 mensilità in più di assegno e contribuzione correlata. La terza è il tetto di 3.059,25 euro con cristallizzazione, che taglia il costo sui profili alti.

A questo si aggiunge una cautela di lettura. Nella tabella di sintesi pubblicata da Informazione Fiscale, la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi) e quella anticipata contributiva (64 anni) compaiono sotto l'etichetta "pensione di vecchiaia nel sistema contributivo": le altre fonti le collocano tra le forme anticipate. I requisiti numerici non cambiano, ma quella tabella non è un riferimento operativo affidabile per il pre-screening.

Per il titolare d'impresa la domanda da porsi non è più "chi avrà i requisiti per la pensione nel 2027", ma "chi ha già oggi l'importo che l'INPS certificherà al momento dell'uscita". È quella lista — non l'anagrafica — a stabilire chi entra nell'esodo e chi resta in organico.

Fonti

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