ISA 2026: la scadenza del 20 luglio e i rischi concreti per le imprese

La circolare 4/E dell’Agenzia delle Entrate sugli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale arriva a meno di due settimane dal 20 luglio 2026, il termine ultimo per trasmettere il modello ISA relativo al periodo d’imposta 2025. Per i titolari di partita IVA il messaggio è secco: ogni giorno di ritardo o errore di compilazione può far scattare una maggiorazione dello 0,8% sul reddito — il doppio rispetto allo 0,4% ordinario — e compromettere l’accesso ai benefici premiali, oltre a mettere a rischio il rinnovo del Concordato Preventivo Biennale (CPB) per il biennio 2026-2027. Sono 173 gli ISA in vigore quest’anno, di cui 85 completamente rivisti con decreto del 31 marzo 2026, più una revisione straordinaria che aggiunge correttivi congiunturali per tensioni geopolitiche, energia e tassi di interesse. Il quadro operativo per imprese e professionisti è più denso del solito.

Maggiorazione raddoppiata per chi sbaglia o ritarda

Il raddoppio della maggiorazione scatta quando il contribuente non presenta il modello ISA entro la scadenza del 20 luglio oppure lo compila con dati incompleti o errati tali da impedire il calcolo del punteggio di affidabilità. La base di calcolo è il reddito dichiarato o il valore della produzione netta: lo 0,8% si applica all’intera base imponibile e si trasforma in un costo secco in sede di liquidazione dell’imposta.

Per un artigiano o un commerciante con un reddito di 30.000 euro, la maggiorazione ordinaria pesava 120 euro; con il raddoppio sale a 240 euro. Se si scala su un volume d’affari medio-alto l’impatto è ben più rilevante, specialmente per chi è già in area di “non congruità” e non ha margine per adeguamenti.

La scadenza di metà luglio non lascia spazio a proroghe automatiche, e la circolare conferma che la struttura dei modelli ISA 2026 rimane complessa, con interventi puntuali nei quadri F e H per neutralizzare le maggiorazioni sui beni strumentali introdotte dalla legge n. 199/2025 e per allinearsi alla riforma dell’art. 54 del TUIR sul lavoro autonomo.

Cosa cambia nel modello ISA 2026 per le imprese

Le modifiche rispetto all’anno scorso interessano sia la modulistica sia le cause di esclusione. Per chi gestisce un’attività, i punti da controllare sono questi:

  • Eliminazione di dati ridondanti dal frontespizio: le condizioni di pensionato, lavoratore dipendente e cooperativa non vanno più barrate, perché l’Agenzia le fornisce tra i dati precalcolati (135, 28 e 50 modelli ISA coinvolti rispettivamente). Basta verificare la correttezza del dato nel software.
  • Quadro F (imprese): i righi F13, F15 e F17 sono stati aggiornati per escludere dal calcolo le maggiorazioni di canoni leasing e ammortamenti legate agli investimenti in beni strumentali nuovi. In pratica, l’agevolazione non deve alterare il punteggio ISA.
  • Quadro H (lavoro autonomo): il rigo H19 accoglie le spese per beni immateriali ex art. 54-sexies del TUIR, da riportare anche nel quadro RE10A del Modello Redditi.
  • Cause di esclusione sospese: gli enti del Terzo settore, le organizzazioni di volontariato e le imprese sociali non devono indicare i codici 8, 9 e 10 per il 2025. Questi codici torneranno nei modelli REDDITI 2027. Per ora, la sospensione semplifica la compilazione di chi rientra in queste categorie.

Le società tra professionisti (STP) e le società tra avvocati (STA) restano escluse dall’applicazione degli ISA ma devono comunque compilare il Quadro E – Dati per la revisione, come confermato dalla circolare. Le cooperative che operano anche verso terzi applicano l’ISA limitatamente alle operazioni con terzi e possono usare il quadro “Note aggiuntive” per segnalare eventuali distorsioni dovute alla mutualità.

ISA 2026: pubblicata la circolare dell'Agenzia delle Entrate
Moduli fiscali americani con avviso colorato di pagamento tasse. Foto di Leeloo The First su Pexels

Rinnovo del Concordato Preventivo Biennale: i vincoli per chi ha già aderito

Il 2025 è l’anno-ponte per il rinnovo del CPB. Chi ha aderito al biennio 2024-2025 e vuole prolungare per il 2026-2027 deve sapere che:

  • Il reddito e il valore della produzione netta del 2025 restano quelli determinati in sede di adesione al primo concordato. Non si possono dichiarare componenti positivi aggiuntivi nel modello ISA 2026 con l’unico scopo di alzare il punteggio di affidabilità.
  • Il punteggio ISA 2025 serve invece a due cose: definisce la nuova proposta di concordato e determina l’aliquota dell’imposta sostitutiva, che varia dal 10% al 15% in base all’affidabilità.
  • Un punteggio basso non preclude il rinnovo, ma aumenta l’aliquota e riduce i margini di convenienza dell’adesione.

Quanto costa un punteggio inferiore. Prendiamo il reddito medio ISA delle partite IVA riportato dai dati analizzati, 56.000 euro. Su quella base, l’imposta sostitutiva al 10% ammonta a 5.600 euro; al 15% sale a 8.400 euro. La differenza è di 2.800 euro netti, solo per effetto della variazione di aliquota legata all’affidabilità fiscale. Il calcolo mostra perché conviene curare ogni dettaglio della compilazione ISA, anche quando non si possono aggiungere poste attive forzose.

La circolare ribadisce che i benefici premiali — esoneri, semplificazioni, riduzione dei controlli — spettano soltanto se i dati dichiarati sono veritieri e completi. L’ordinanza della Cassazione n. 28457 del 2024, citata nel documento di prassi, ha stabilito che un punteggio ottenuto con dati inesatti fa decadere retroattivamente i benefici. Lo stesso principio vale per il CPB: una proposta basata su dati errati può essere annullata, con recupero delle imposte ordinarie.

I dati precalcolati e la delega unica: cosa fare subito

Per le partite IVA che si affidano a un intermediario o che gestiscono più attività, il 2025 introduce la delega unica, che consente l’acquisizione massiva dei dati precalcolati tramite un unico file trasmesso via Entratel. I professionisti possono scaricare il pacchetto di dati dal proprio cassetto fiscale.

I dati precalcolati includono già le condizioni personali (pensionato, dipendente, cooperativa) e le informazioni utili al calcolo ISA e alla proposta CPB. Verificarli con il software ISA è il primo passo operativo da compiere entro la scadenza, anche per i contribuenti esclusi dall’applicazione degli ISA ma aderenti al CPB, perché quei dati servono comunque a costruire la base per le proposte future.

La scadenza del 20 luglio è vicina, il margine per correggere errori di trasmissione si restringe di giorno in giorno. Un controllo incrociato tra dati contabili, quadro F/H e dati precalcolati può evitare sia la maggiorazione dello 0,8%, sia la perdita di benefici che, per un’impresa con volumi medio-alti, vale diverse migliaia di euro tra imposta sostitutiva agevolata e minore esposizione ai controlli.

Fonti

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