Oltre 16,6 milioni di euro per l’agroalimentare lombardo, un portafoglio di aree industriali in Campania e il ricorso crescente al partenariato pubblico-privato per infrastrutture sanitarie: gli investimenti pubblici regionali stanno generando opportunità concrete per imprese e partite IVA in diversi settori. Ecco quali strumenti sono già disponibili e come accedervi.
Contributi a fondo perduto e credito agevolato per l’agroalimentare
La Regione Lombardia ha approvato 11 progetti di investimento per un totale di 16,6 milioni di euro di risorse pubbliche, suddivisi in 6,65 milioni di contributi a fondo perduto (intervento SRD13) e 9,98 milioni attraverso il Fondo Credito (SRD22). Le imprese beneficiarie sono cooperative e aziende della trasformazione lattiero-casearia nelle province di Mantova (8,43 milioni), Brescia (3,35), Cremona (1,75) e Bergamo (752mila), più un’azienda risicola. “L’agricoltura lombarda continua a dimostrare di essere un motore straordinario di sviluppo e qualità”, ha commentato l’assessore Alessandro Beduschi.
L’effetto leva è significativo: a fronte dei 16,6 milioni pubblici, gli investimenti complessivi ammessi ammontano a 33,26 milioni di euro, ossia il doppio delle risorse regionali, con una spesa privata di circa un euro per ogni euro pubblico. Per i titolari di imprese agricole e agroindustriali il segnale è chiaro: i bandi del Complemento regionale per lo sviluppo rurale della Pac 2023‑2027 finanziano capacità di trasformazione e commercializzazione, e le domande idonee sono state coperte per intero.
Aree industriali in Campania: il portafoglio per nuovi insediamenti
La Regione Campania ha messo a disposizione un portafoglio di opportunità localizzative continuamente aggiornato, con terreni “greenfield” (non ancora edificati) e “brownfield” (aree industriali dismesse). Le imprese interessate a nuovi insediamenti produttivi possono accedere a uno sportello digitale con identità digitale (SPID/CIE/CNS), che alimenta anche la piattaforma nazionale “Invest in Italy” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Per un’azienda che cerca un sito dove ampliarsi o trasferire la produzione, questo strumento riduce tempi e costi di scouting, offrendo una vetrina unica di lotti selezionati in base all’interesse strategico e al potenziale di sviluppo.
Partenariato pubblico-privato: l’apripista Felettino e lo scenario ligure
Il partenariato pubblico-privato (PPP) sta diventando un canale sempre più battuto per realizzare infrastrutture. Dal palco dell’Opera Pubblica Forum a Pescara, il presidente della Liguria Marco Bucci ha rivendicato il modello: “Io credo molto nel partenariato pubblico-privato. È giusto che la finanza privata contribuisca alla realizzazione di opere pubbliche che generano sviluppo economico, occupazione e benefici concreti per i cittadini”. L’assessore Giacomo Giampedrone ha citato il nuovo ospedale Felettino della Spezia, costruito con l’azienda Guerrato, come esempio di come il PPP stia vincendo “quarant’anni di diffidenza” senza privatizzare la gestione sanitaria, che resta pubblica.
Oltre al Felettino, la Liguria prevede altri quattro ospedali in PPP e un sesto finanziato con 300 milioni di euro interamente pubblici. Per le imprese di costruzioni, impiantistica e servizi si prospettano appalti di lunga durata e la possibilità di partecipare a progetti complessi in collaborazione con il pubblico.
Appalti tradizionali: il cantiere di Trento
Anche gli appalti classici mantengono il loro peso. A Trento è stato consegnato il primo lotto del nuovo polo giudiziario, per un importo lavori di 19,6 milioni di euro (di cui 782mila per oneri sicurezza) affidato a Iti Impresa Generale Spa. L’investimento complessivo arriverà a 59 milioni e i lavori dureranno 1.000 giorni. I prossimi lotti – la costruzione di un nuovo edificio e il restauro del palazzo storico – offriranno ulteriori occasioni alle imprese edili e impiantistiche del territorio.
Il dato per chi fa impresa. Le Regioni stanno usando una combinazione di contributi diretti, credito agevolato, offerta di aree e coinvolgimento dei privati nella realizzazione di opere pubbliche. Per un titolare di partita IVA, la differenza la fa la prontezza nel rispondere ai bandi e la capacità di incrociare più leve: un’azienda agroalimentare lombarda potrebbe finanziare un ampliamento con i fondi regionali e, se cerca nuovi spazi, guardare al portafoglio localizzativo campano o alle opportunità di PPP in altri territori. Ignorare questi strumenti significa lasciare sul tavolo risorse che, come mostrano i numeri, producono un effetto moltiplicatore reale.




