Insider Trading: Cos’è, Significato ed in cosa Consiste Questo Reato, Pene e Sanzioni

L’ insider trading consiste nello sfruttare a proprio vantaggio o a vantaggio di terzi l’asimmetria informativa, ovvero delle informazioni non di pubblico dominio ma riservate, traendone profitto e/o influenzando l’ andamento di quel titolo mediante queste informazioni. Bisogna chiarire innanzitutto che l’insider trading è un reato. Esso viene trattato nel Testo Unico della Finanza e nella maggior parte dei casi viene assimilato al reato di aggiottaggio, che consiste appunto nella manipolazione dell’ andamento dei titoli di ogni genere e del mercato in generale.

Il “TUF” è stato redatto nel 1998 tramite un’ apposita commissione coordinata da Mario Draghi proprio per contrastare e regolamentare questo tipo di operazioni. Questo Testo pero’ contiene soltanto dei principi di carattere generale per precisa scelta di voler rimandare la funzione maggiormente tecnica agli specifici regolamenti, in modo da ottenere leggi semplici e di facile compresione ed attuazione. La volontà di una legislazione ordinata in merito è stata espressa infatti sin dal principio all’ interno della commissione.

L’ insider trading nella maggior parte dei casi riguarda informazioni che vengono reperite da soggetti durante la loro stessa funzione lavorativa all’ interno delle società interessate e che decidono di speculare in base ad esse. Questo ovviamente va a danneggiare gli altri investitori che si affacciano sullo stesso mercato senza essere in possesso di tali informazioni, ed è proprio questa asimmetria la base di questo reato.

L’ insider trading non è limitato a questo tipo di pratica, che gli statunitensi definiscono “market abuse”. Esiste infatti anche il cosiddetto Insider Dealing ovvero la negoziazione da parte di soggetti interni all’azienda (definiti Insider) ma non derivante da un vantaggio informativo. Questa pratica non è considerata reato nella maggior parte dei casi ma è strettamente sorvegliata e normata in Italia dalla CONSOB (acronimo di Commissione nazionale per le società e la Borsa) e negli Stati Uniti d’America dalla Securities and Exchange Commission.

Contrariamente al Belpaese, negli Stati Uniti non esiste una vera e propria norma generale che regoli il reato di Insider Trading, ma ciò non toglie che questo reato venga comunque perseguito in base all’ interpretazione espressa in merito dalla Corte Suprema alla “Sezione 16(b)” del Securities Exchange Act del 1934 e alla “Regola 10b-5” della SEC che riguarda appunto le norme in materia di frodi relative alla compravendita di valori mobiliari. Prima di questa scelta interpretativa tale comportamento non era considerato illegale.

Insider Trading

Insider Trading

Per quanto riguarda l’Unione Europea la normativa è stata emanata attraverso un’ apposita normativa nel 2003 e tale normativa è stata pienamente recepita ed integrata dalla legislazione italiana proprio nel sopracitato Testo Unico sulla Finanza. Il reato viene compiuto non soltanto sfruttando le informazioni a proprio vantaggio ma anche comunicandole a terzi oltre a quanto necessario nello svoglimento delle proprie funzioni, o ancora raccomandando o indicendo terzi a effettuare negoziazioni in base ad esse anche senza esporle direttamente; queste pratiche vengono definite rispettivamente tipping e tuyautage.

Questo reato può essere perseguito sia dal punto di vista penale e sia dal punto di vista amministrativo, che da quello pecuniario. La pena varia ovviamente in base alla gravità del fatto e dall’ ingiusto profitto ottenuto. La sanzione penale avviene solitamente per l’Insider primario e può variare da 1 a 6 anni di reclusione e dai ventimila ai tre milioni di euro, lasciando comunque libertà al giudice in base alla gravità del fatto di innalzare tale multa fino a 10 volte l’oggetto del profitto. Gli insider secondari, ovvero coloro che hanno cercato di approfittare dell’ informazione privilegiata da terzi e/o senza conoscerne pienamente i contenuti, vengono puniti solitamente con un illecito amministrativo ed una sanzione pecuniaria sempre nel range che va dai 20 mila ed i 3 milioni di euro.

I cosiddetti “Insider”, ovvero coloro che hanno funzioni decisionali all’interno di società quotate, hanno comunque delle norme ben definite nello svolgimento delle proprie funzioni e dei propri investimenti ed hanno l’obbligo di comunicare le loro operazioni sia alla CONSOB che al pubblico, così come le società di rating e similari devono esporre le informazioni in modo corretto ed imparziale evidenziando la presenza di eventuali conflitti d’ interesse.

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