Oltre 7.100 immatricolazioni e una quota di mercato scesa al 5,8%: il mercato delle auto elettriche italiane torna ai livelli pre-bonus appena si esaurisce la coda degli incentivi 2025. Per un titolare d'impresa o una partita IVA il segnale è uno solo: senza una fiscalità stabile sul comparto aziendale, ogni decisione di investimento in mobilità elettrica resta sospesa.
A dirlo non sono solo i numeri di luglio, ma la distanza che separa l'Italia dal resto d'Europa. Mentre la quota BEV italiana arretrava dal 10,1% di giugno al 5,8% di luglio, Francia e Germania a giugno viaggiavano rispettivamente al 29,6% e al 28,4%. Il divario non è più solo ambientale: è un differenziale di competitività che incide su costi operativi, TCO delle flotte e convenienza fiscale.
Il vuoto dopo gli incentivi congela le flotte aziendali
I fondi Ecobonus introdotti a ottobre 2025 erano terminati in un solo giorno. A luglio, con il progressivo esaurimento delle registrazioni agevolate, la crescita annua delle BEV è scesa al 24,8% — contro il +84,7% di giugno. Il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, lo definisce «il prevedibile rallentamento delle immatricolazioni elettriche italiane, in un contesto europeo che continua ad accelerare».

Per chi gestisce una flotta, il messaggio è chiaro: programmare il rinnovo del parco mezzi su bonus a spot è impossibile.
La partita si gioca sulla fiscalità delle auto aziendali
Pressi punta dritto al nodo: «per ridare fiducia e stabilità al mercato, non è più rinviabile almeno una profonda revisione della fiscalità sulle auto aziendali, su cui si è già costituita un'importante convergenza della filiera».
I numeri gli danno ragione. A luglio le ibride plug-in hanno raggiunto una quota del 10,5%, trainata per il 45% dal canale del noleggio a lungo termine — lo strumento che imprese e partite IVA usano per gestire i veicoli senza immobilizzare capitale. Un segnale di come il mercato business risponda quando il quadro fiscale è chiaro e lo strumento incentivante è stabile.
La riforma dei fringe benefit ha già dimostrato che il comparto aziendale è sensibile agli interventi fiscali. Una nuova leva su detraibilità IVA, deducibilità dei costi e ammortamenti accelerati per i veicoli elettrici produrrebbe effetti immediati non solo sulle immatricolazioni nuove, ma anche sul mercato dell'usato aziendale — canale cruciale per abbassare la soglia d'ingresso all'elettrico per professionisti e piccole imprese.



