Gettoni Telefonici: Cosa Sono, Valore ad Oggi e Quali sono i Gettoni Rari

Gettoni telefonici: forse non li hai mai visti ma certamente ne avrai sentito parlare, rappresentano la più primitiva forma di credito telefonico; sono circolari come le monete, bronzati e presentano 3 scanalature (1 al dritto e 2 al verso), alcuni valgono un bel pò di soldi. Sei sicuro che in casa tua non ne sia rimasto qualcuno?

Telefoni pubblici a muro, cabine telefoniche e gettoni, per i millenials saranno solo poche righe da leggere su un libro di storia; per i giovani smanettoni di smartphone, quelli che hanno solo l’imbarazzo nella scelta tra un vettore comunicativo rispetto ad un altro, tra una telefonata, una video-chiamata, la messaggistica in tempo reale o differita, rappresentano appena delle icone che il tempo ha consegnato loro con immagini sbiadite e indecifrabili.

Il gettone telefonico invece gli attuali 50enni lo ricordano bene, unico testimone sopravvissuto della lunga storia delle comunicazioni; tenerne in tasca qualcuno significava comprare qualche minuto di conversazione con l’amata, la mamma o con l’amico del cuore; oggi alcuni esemplari sono ancora reperibili nei cassetti impolverati del nonno o in qualche cantina, tra le cose puntualmente smesse ma impregnate di ricordi.

Un pò di storia

Furono messi in circolazione da alcune compagnie telefoniche americane negli anni 20, in Italia fece la sua comparsa solo nel 1927 durante la fiera campionaria di Milano. La STIPEL (poi divenuta SIP) ne produsse alcuni esemplari utilizzabili solo all’interno della fiera. Nel 1945 la TETI produsse i primi gettoni a tre scanalature usufruibili sull’intero territorio nazionale, anche le linee telefoniche e gli apparecchi nel frattempo si erano ammodernati.

Ma fu solo nel 1959 che lo “scatto” telefonico fu cartolarizzato con il costo di un gettone, che in quegli anni costava 30 lire; nel 1964 il suo valore salì a 45 lire, a 50 nel 1972, a 100 nel 1980 per poi raddoppiare di nuovo a distanza di 4 anni. Il gettone telefonico circolava alla pari delle monete, avendo un cambio fisso e per conseguenza della carenza di monetine, che in quel periodo costrinse la zecca a stampare i famosi “mini-assegni”. In quegli stessi anni i telefoni pubblici furono dotati di gettoniera plurima, che accettasse cioè anche le lire e soprattutto le schede prepagate; queste innovazioni mandarono pian piano in pensione il caro gettone telefonico, che però continuò a circolare come valuta fino all’avvento dell’Euro.

Il valore attuale

Questi dinosauri delle comunicazioni oggi hanno (alla pari delle schede telefoniche) un valore numismatico (il termine è improprio visto che non si tratta di moneta reale), ognuno di essi vale almeno 1 euro e alcuni molto rari, raggiungono cifre interessanti. Oltre ai gettoni sopra citati di marca STIPEL del 1927 raffiguranti la cornetta dei vecchi telefoni, che valgono ad oggi tra 60 e 85 euro e i Teti del 1945 prodotti in tre leghe:

  • alluminio, valore attuale 90 €;
  • zinco, valore attuale 260 €;
  • bronzo, 12 €,

ricordiamo i T.I.M.O. (società telefonica delle Venezie) in bronzo, che valgono circa 200 €. Furono 4 i produttori che successivamente a quegli anni coniarono i gettoni telefonici, la E.S.M., la I.P.M., la C.M.M. e la U.T. Sul verso di ciascun gettone veniva riportata in alto la sigla del produttore e in basso un numero di 4 cifre che indicava l’anno e il mese di produzione (es. 6211 equivale a novembre 1962), i più rari sono:

  • U.T. 7704, 7411 e 7412, val. 50 €;
  • I.P.M. 7110, val. 70 €;
  • I.P.M. 0173, val. 80 € (la sigla presenta valori invertiti, 0173 invece di 7310);

Negli anni 30 sono circolati gettoni marcati S.E.T., ognuno dei quali vale 160 €, una variante presenta il punto finale mancante ed è quotato 90 €. Esistono inoltre molti gettoni standardizzati, cioè non recano la sigla del produttore ma soltanto la cifra relativa alla data. Alcuni di questi si presentano ruotati ed hanno una valutazione tra i 30 (6410) e i 45 (6504) euro. Altri gettoni mostrano imperfezioni o difetti di conio, come lo standardizzato senza sigla e data ruotata di 180°, valutato 70 €.

Il pezzo con la scritta “Gettone Telefonico Speciale” e recante sul retro un telefono da tavolo, in bronzo e con una sola scanalatura risale al 1938 ed è quotato 250 €. Tutti gli altri gettoni valgono tra 1/3 € fino a 15/20 €, i più rari sono quelli degli anni 70, dunque la sigla inizia con il numero 7. Come per tutti i prodotti da collezione non esiste un cambio ufficiale ma quotazioni di mercato, per lo più dettate da cataloghi annuali prodotti da editori del settore. Il valore corrispettivo è tanto più stabile quanto più alto è il numero degli appassionati; nel caso dei gettoni telefonici le quotazioni sono più volatili rispetto a quelle della numismatica ufficiale, proprio perché i collezionisti sono relativamente pochi.

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