Il decreto attuativo del credito d’imposta sul gasolio agricolo 2026 è stato firmato il 27 luglio da Masaf e MEF. Le imprese agricole possono ora recuperare fino al 20% della spesa sostenuta per gasolio e benzina tra marzo e maggio 2026, con un plafond complessivo di 90 milioni di euro. La partita vera, per chi ha un’azienda agricola, si gioca adesso: le domande vanno presentate su piattaforma Agea entro il 30 settembre 2026 e il credito va speso in compensazione F24 entro il 31 dicembre 2026, senza possibilità di riporto all’anno successivo.
Credito d’imposta gasolio agricolo 2026, il decreto attuativo
Il provvedimento interministeriale Masaf-Mef dà gambe all’articolo 8-ter del decreto-legge 38 del 27 marzo 2026, convertito con modifiche dal Dl 89/2026. La misura riconosce un contributo straordinario alle imprese agricole per compensare l’aumento eccezionale dei prezzi dei carburanti legato alle tensioni internazionali, in particolare alla crisi in Medio Oriente.
L’agevolazione copre gli acquisti di gasolio e benzina destinati all’alimentazione dei mezzi impiegati nelle attività agricole e al riscaldamento delle serre per colture orticole. Restano fuori le imprese agromeccaniche che operano per conto terzi: UNCAI ha sollevato il problema, chiedendo al Governo di applicare il principio di neutralità fiscale.
Come funziona il credito d’imposta 2026 e chi può richiederlo
Possono accedere al credito solo gli agricoltori in attività, come definiti dall’articolo 4 del decreto 660087 del 2022: soggetti con azienda in Italia che svolgono un livello minimo di attività agricola e possiedono i requisiti per i pagamenti diretti PAC. Il titolare di partita IVA agricola senza attività effettiva non rientra tra i beneficiari.
I punti chiave per l’impresa:
- Aliquota: fino al 20% della spesa sostenuta, calcolata sull’imponibile al netto dell’IVA.
- Massimale: 50.000 euro nominali per singola impresa.
- Plafond nazionale: 90 milioni di euro. Se le richieste lo superano, Agea ridurrà proporzionalmente l’aliquota effettiva per tutti i richiedenti.
Il presidente di Copagri, Tommaso Battista, ha ricordato che «l’intervento era originariamente previsto solo per la pesca e per l’autotrasporto, ma poi, anche grazie al forte pressing della Confederazione, era stato esteso alle imprese del primario, includendo anche le serre destinate alla coltivazione di piante orticole».

Domande solo su piattaforma Agea: scadenza e compensazione
La gestione operativa è affidata interamente ad Agea, non all’Agenzia delle Entrate. Le imprese dovranno caricare sulla piattaforma telematica le fatture di acquisto del carburante relative al periodo 1° marzo – 31 maggio 2026. Non servono quietanze di pagamento: rileva la data di consegna del carburante, non quella del bonifico.
La finestra per l’invio delle domande durerà almeno 20 giorni e si chiuderà comunque entro il 30 settembre 2026. Agea pubblicherà le istruzioni operative entro dieci giorni dall’entrata in vigore del decreto.
Una volta riconosciuto, il credito va utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026. Chi non lo compensa entro fine anno perde la somma: nessun riporto al 2027.
Per il presidente di Confeuro Andrea Tiso, l’intervento «rappresenta un intervento necessario ma insufficiente rispetto alla gravità della situazione. È un provvedimento tampone che non affronta le vere cause dell’emergenza né offre risposte strutturali».
Il nodo liquidità e la corsa contro il tempo
La tempistica stretta non è un dettaglio: le imprese devono raccogliere le fatture, verificarne l’ammissibilità, caricarle sul portale Agea e attendere il provvedimento di concessione. Solo dopo potranno compensare il credito, con meno di tre mesi utili tra ottobre e dicembre. Un errore nella documentazione — come l’inclusione dell’IVA nel calcolo o fatture fuori dal trimestre agevolato — può bloccare l’intera pratica.
Cia Romagna ha chiesto al Parlamento di prorogare il credito anche a giugno e luglio e di estendere l’utilizzo in compensazione fino al 2027, proprio per superare il problema dell’incapienza fiscale e garantire liquidità reale alle aziende. Al momento, però, il decreto firmato non contiene queste estensioni.
Un calcolo immediato: con 90 milioni di plafond e un tetto di 50.000 euro per impresa, il credito basta teoricamente per 1.800 aziende al massimale. Considerando che le imprese agricole attive in Italia sono decine di migliaia, il taglio proporzionale dell’aliquota è lo scenario più probabile. Presentare domanda il primo giorno utile non è una scelta tattica: è l’unico modo per non restare fuori.
Fonti
- Gasolio agricolo, servono subito più tempo e più risorse
- Gasolio, Cia: più tempo e fondi per credito d’imposta
- Mysolution.it
- Omnitrattore.it
- Gasolio agricolo, firmato il decreto sul credito d’imposta
- Via al credito d’imposta sul gasolio agricolo
- Gasolio agricolo, in arrivo il credito d'imposta



