Il mercato del gas si divide in due velocità, e per le imprese europee la traiettoria è in salita. Mentre il TTF europeo e il JKM asiatico salgono lunedì, i futures agosto sul NYMEX scendono: due segnali opposti che nascono dalla stessa mattinata, in cui il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz frena bruscamente per la ripresa degli scontri USA-Iran, ma l'offerta americana in recupero e la heat wave creano pressioni contrarie.
Hormuz riduce l'offerta GNL disponibile per Europa e Asia
La strozzatura allo Stretto taglia i volumi di GNL diretti sui mercati internazionali. Il segnale più netto è che l'Asia sta già superando l'Europa in offerta, assorbendo i carichi disponibili a prezzi più alti. Per le imprese europee che acquistano gas sui mercati all'ingrosso, il rialzo del TTF si traduce direttamente in costi energetici più elevati — in un contesto in cui la domanda estiva di raffreddamento assorbe già ulteriori volumi di offerta.

Negli USA l'offerta regge: NYMEX scende a 3,182 $/MMBtu
Il versante americano racconta un'altra storia. I futures agosto cedono 9,7 centesimi attestandosi a 3,182 dollari per MMBtu — rilevazione delle 11:49 ET di lunedì — spinti da una produzione in recupero nel bacino Lower 48. Nonostante una delle ondate di calore più intense dell'estate spinga la domanda di raffreddamento ai massimi di inizio luglio, l'offerta americana regge e mantiene il benchmark Henry Hub sotto pressione ribassista.
La divergenza tra i due mercati è il dato industriale più rilevante. Un calo del 2,96% sul benchmark americano — calcolato sui 9,7 cent di ribasso rispetto a una quotazione precedente di circa 3,28 $/MMBtu — non si riflette sui costi europei, ancorati al TTF in rialzo per effetto di Hormuz. Finché il traffico nello Stretto rimarrà sotto pressione, il gap tra chi acquista gas sui mercati americani e chi lo paga su quelli europei non si chiuderà.






