A sei mesi dallo stop definitivo al gas russo — fissato per gennaio 2027 — gli stoccaggi europei sono scesi al 48% della capacità, il livello più basso degli ultimi 15 anni in questo periodo. Il prezzo TTF di Amsterdam ha chiuso il 29 giugno a 42,7 euro al megawattora con un balzo del 4,5% innescato dalle tensioni in Medioriente. La partita della sicurezza energetica si gioca sulla velocità con cui le fonti alternative entreranno in funzione: i segnali da Libia, Argentina e Canada dicono che la diversificazione accelera, ma le tempistiche restano il vero nodo.
Stoccaggi al 48% e stop al gas russo: la finestra che si chiude
Con le riserve al minimo da 15 anni, l'Europa rischia di affrontare la stagione fredda con un cuscinetto di gas insufficiente ad assorbire picchi di domanda o interruzioni delle forniture. Secondo la società di consulenza Wood Mackenzie, citata dal Financial Times, al ritmo attuale di riempimento l'inizio dell'inverno potrebbe coincidere con volumi stoccati nettamente inferiori alla media storica — proprio mentre lo stop all'importazione di gas russo scatterà a gennaio 2027, nel cuore della stagione di riscaldamento.
Eni rafforza il corridoio mediterraneo e punta su Vaca Muerta
Due operazioni parallele ridisegnano la presenza di Eni sul fronte del gas. In Libia, attraverso la joint venture Mellitah Oil & Gas con la National Oil Corporation, il gruppo ha avviato il progetto offshore Sabratha Compression nel giacimento di Bahr Essalam, a circa 100 chilometri dalla costa. L'intervento compensa il declino naturale del giacimento e aggiunge 800 milioni di metri cubi l'anno di gas, destinati in parte all'export verso l'Italia tramite il gasdotto GreenStream.
In Argentina, Eni acquisisce il 32% di tre blocchi nel bacino non convenzionale di Vaca Muerta — quote ripartite con Ypf (36%) e Xrg (32%) — per alimentare una capacità di liquefazione di 12 milioni di tonnellate annue di GNL. «Il nostro ingresso nel bacino di Vaca Muerta rafforza la capacità di Eni di sviluppare risorse di gas su scala mondiale e di convertirle in Gnl competitivo destinato ai mercati internazionali», ha dichiarato Guido Brusco, direttore generale Global Natural Resources del gruppo.

Greenstream: 8 miliardi di metri cubi potenziali appesi alla stabilità libica
Il gasdotto Greenstream, operativo dal 2004, collega il complesso di Mellitah in Libia al terminale di Gela, in Sicilia. Con 520 chilometri di lunghezza, un diametro di 32 pollici e profondità sottomarine superiori ai 1.000 metri, è l'unica via diretta per il gas libico verso l'Europa. Il potenziale del sistema è di circa 8 miliardi di metri cubi annui, con margini di espansione fino a 11 miliardi.
La produzione effettiva resta condizionata dalla frammentazione politica libica. La continuità dei flussi dipende meno dall'infrastruttura di trasporto e più dalla stabilità del sistema produttivo a monte — un equilibrio che in Libia è strutturalmente precario.
Canada-Germania: 2 milioni di tonnellate LNG e la carta nordamericana
La mappa della diversificazione si allarga oltre l'Atlantico. A inizio giugno 2026 Canada e Germania hanno firmato un accordo di off-take per 2 milioni di tonnellate annue di gas naturale liquefatto. Con il primo ministro Mark Carney impegnato a trasformare il Paese in una superpotenza energetica, il Canada — già tra i primi cinque produttori mondiali di risorse energetiche e minerali critici — accelera su porti, sistemi di trasporto e impianti GNL.
L'impatto in bolletta: +4,6% per 3 milioni di italiani da luglio
La pressione sui mercati del gas si trasferisce direttamente sulle bollette elettriche. Dal 1° luglio 2026 i clienti vulnerabili in regime di Maggior Tutela — circa 3 milioni di utenti tra over 75, percettori di bonus sociali e persone con disabilità — subiranno un aumento del 4,6%. Il nuovo prezzo di riferimento sale a 31,63 centesimi di euro per kWh. Il costo dell'energia e approvvigionamento pesa per il 53,5% sulla bolletta del terzo trimestre, seguito da trasporto e distribuzione (19,5%) e oneri di sistema (10,5%).
I tre nuovi assi dell'approvvigionamento — Mediterraneo, Atlantico meridionale e Nordamerica — sommano volumi potenziali rilevanti, ma il calendario resta il punto critico: l'inverno 2026-2027 arriverà prima che il GNL argentino e l'espansione canadese siano a regime. Il Greenstream, con i suoi 8 miliardi di metri cubi teorici contro una produzione reale intermittente, è il termometro più sensibile della sicurezza energetica italiana.
Fonti
- Eni, pieno di gas in Libia e Argentina
- Europa in cerca di gas: «Ora rinviare lo stop al gnl russo»
- Borsaitaliana.it
- Ansa.it
- Eunews.it
- Canada, l'occasione del G7
- Notiziegeopolitiche.net
- Omnitrattore.it
- Elettricità, rincari di quasi il 5% sulle bollette in arrivo





