Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi: cos’è e cosa serve

Se hai stipulato un contratto in banca per l’apertura di un conto corrente, di un conto deposito, un libretto nominativo avrai sicuramente sentito parlare del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, o più semplicemente FITD, ma di cosa si tratta e come funziona?

Il Fondo Interbancario è stato istituito nel 1987, inizialmente era su base volontaria e solo dal 2011 l’adesione è diventata su base obbligatoria. Ad esso aderiscono obbligatoriamente le banche italiane e le banche extracomunitarie con filiali in Italia che non hanno un analogo sistema di protezione dei correntisti. Non aderiscono al fondo le banche di credito cooperativo, ma questo non vuol dire che i depositanti non siano garantiti, c’è infatti il “Fondo garanzia dei depositanti del credito cooperativo” che ha funzioni del tutto analoghe. Le banche comunitarie sono invece libere di aderire o meno, ma hanno comunque idonei strumenti per la tutela dei risparmiatori, quindi non vi sono particolari problemi. Il FITD è un consorzio di diritto privato che opera sotto il controllo della Banca d’Italia.

Lo scopo è proteggere i correntisti da un eventuale stato di insolvenza della banca a cui sono stati affidati i soldi. Il Fondo non tutela i risparmiatori che hanno posto in essere operazioni speculative, quindi non saranno rimborsate azioni, obbligazioni, Titoli di Stato, Pronti contro Termine. La tutela è, invece, prevista per conti deposito, conti correnti, assegni circolari e i certificati di deposito nominativi, sono esclusi invece i certificati di deposito circolari.

Limiti e attivazione della procedura per il rimborso

Deve essere sottolineato che però vi sono dei limiti che è bene conoscere prima di compiere operazioni di risparmio. Il decreto legislativo n. 49 del 24 marzo 2011 stabilisce che nel caso di default della banca, i risparmiatori potranno avere una capitale garantito di 100 mila euro ciascuno per ciascuna banca. Per avere protezione ulteriore non basta quindi avere più conti con la stessa banca o più forme di risparmio, occorre avere più conti in diverse banche, solo in questo modo è possibile essere certi di avere i propri risparmi tutelati. Se il conto è cointestato il limite dei 100.000 euro sale a 200.000 euro.

Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi

Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi

La procedura per ottenere il rimborso dei propri risparmi rientranti nella garanzia prevista dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi è molto semplice, ma soprattutto è automatica e quindi in caso di liquidazione coatta della banca la procedura si metterà in moto da sola. Il decreto legislativo che disciplina la materia stabilisce che entro 20 giorni dal provvedimento di liquidazione, termine prorogabile a 30 giorni, il Fondo contatterà direttamente il cliente per rimborsarlo.

Cosa succede agli altri creditori della banca insolvente? Nella procedura di liquidazione coatta sarà determinato l’ammontare di attività e passività, solo dopo questa fase si procede alla liquidazione degli altri creditori. Meglio però fare attenzione perché anche in questo caso se sei un azionista o un titolare di obbligazioni ancora non è arrivato il momento della tua liquidazione in quanto i creditori privilegiati sono in primo luogo i dipendenti che devono ricevere gli stipendi, anche arretrati. Seguono poi le tasse dovute all’erario e via discorrendo.

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