Flat Tax: in Cosa Consiste e come Funzionerebbe in Italia secondo le proposte di Salvini e Berlusconi

Tra i punti più importanti del programma elettorale del centrodestra vi è sicuramente la proposta di una flat tax, con la quale Berlusconi ed i suoi alleati vogliono andare a rivoluzionare quello che è il sistema al momento in vigore per quanto riguarda l’Irpef.

Prima di scoprire nel dettaglio quella che è la principale proposta di Berlusconi, Salvini e di tutto il centrodestra, in tema di politica economica, ti risulterà sicuramente utile capire in cosa consiste la flat-tax. Con questo termine, molto sinteticamente, si intende una imposta in cui l’aliquota è unica per tutti i redditi. Nelle idee del centrodestra la flat-tax dovrebbe andare a sostituire diverse imposte, prima fra tutte l’Irpef, ovvero l’imposta sui redditi delle persone fisiche, la quale si caratterizza da sempre per la presenza di aliquote progressive, che aumentano all’aumentare del reddito. Ad oggi le aliquote progressive in cui si struttura l’Irpef variano dal 23% al 43%.

Perchè il centrodestra propone la flat-tax e come funzionerebbe?

I leader del centrodestra nel presentare quella che come detto è la proposta economica più importante del proprio programma elettorale hanno messo l’accento sul fatto che con la flat-tax lo Stato beneficerà di maggiori entrate e che con essa si combatterà davvero l’evasione fiscale, che come ti è noto risulta essere uno dei maggiori problemi dell’Italia sotto ogni punto di vista. Specificato quelli che sono i motivi per cui le forze del centrodestra propongono una flat-tax, bisogna ora soffermarsi con attenzione su quello che dovrebbe essere il suo funzionamento nel sistema tributario italiano nel momento in cui essa dovesse trovare concreta attuazione. Devi tenere presente che al momento non è ancora chiaro quella che sarebbe la percentuale fissata per la flat-tax pensata dalla coalizione di centrodestra. Quello di cui puoi essere abbastanza sicuro è che non vedrà luce una aliquota al 15%, come proposto da Matteo Salvini. Risulta molto più probabile una scelta che potrebbe variare dal 20% al 23%.

La certezza è che, al di là dell’aliquota fissa che dovesse essere scelta, il contribuente non si troverà a pagare di più con l’aumentare di quella che è la sua base imponibile e che comunque sarebbero preservati i redditi più bassi, quasi certamente quelli sotto i 12 mila euro annui: gli appartenenti a questa fascia della popolazione dovrebbero essere infatti esentati dal pagamento dell’imposta in questione.

Chi ci guadagnerebbe con la flat-tax?

Fatto presente che anche con la flat-tax vi sarebbe una “no tax area“, ti starai comunque domandando chi tra la vasta platea dei contribuenti italiani guadagnerebbe dall’introduzione nel sistema fiscale di una imposta di questo tipo, che al di là di come la si pensi in merito sarebbe una vera e propria rivoluzione copernicana. Molti esperti fanno presente che ad avere i vantaggi maggiori sarebbero coloro con i redditi più alti, anche se ovviamente per una analisi più precisa bisognerebbe prima conoscere con precisione l’aliquota di riferimento che, come detto, al momento non è ancora stata specificata nel programma elettorale del centrodestra.

Flat Tax

Flat Tax

La flat-tax rischierebbe la dichiarazione di incostituzionalità?

Un aspetto molto importante che devi considerare quando si parla di flat-tax è anche quello relativo alla possibilità che la normativa che la dovesse andare ad introdurre potrebbe essere portata davanti alla Corte Costituzionale, alla quale potrebbe infatti essere chiesto di pronunciarsi sulla sua costituzionalità, il tutto sulla base dell’attuale art. 53 del dettato costituzionale, secondo il quale “il sistema tributario è informato a criteri di progressività“.

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