Fed, la Corte Suprema stoppa Trump: Lisa Cook resta governatrice

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto il tentativo di Donald Trump di rimuovere Lisa Cook dal board della Federal Reserve. Con una maggioranza di 5 voti a 4, i giudici hanno riaffermato il principio di indipendenza della banca centrale americana, infliggendo al presidente un arresto su un fronte che avrebbe potuto ridefinire i rapporti tra Casa Bianca e politica monetaria.

Trump aveva licenziato Cook nell'agosto 2025 con l'accusa — mai provata — di aver reso dichiarazioni false per ottenere un mutuo agevolato. La governatrice ha accolto la sentenza con una dichiarazione netta: «La sentenza odierna conferma un principio che da generazioni è alla base di una gestione economica solida: la Federal Reserve deve prendere tutte le sue decisioni politiche basandosi su dati concreti e su un giudizio indipendente, libera da interferenze politiche».

Una giornata di verdetti incrociati

La decisione su Cook non è stata l'unica della sessione. La Corte ha emesso quattro sentenze nella stessa giornata, con esiti alterni per il presidente.

Sul fronte delle sconfitte, oltre al caso Cook, i giudici hanno respinto il ricorso di Trump contro la condanna a pagare 5 milioni di dollari di risarcimento alla giornalista E. Jean Carroll, che lo aveva citato in giudizio per diffamazione e aggressione sessuale. L'avvocata di Carroll, Roberta Kaplan, ha dichiarato: «La decisione odierna della Corte Suprema conferma una volta per tutte il verdetto unanime della giuria, secondo cui il presidente Donald Trump ha aggredito sessualmente e diffamato E. Jean Carroll».

Trump ha reagito su Truth Social definendo la vicenda «una causa fasulla intentata contro di me da una donna che non ho mai incontrato» e parlando di «un'ingiustizia che non può essere tollerata».

Facciata monumentale della Corte Suprema con colonne di marmo bianco nella luce del tramonto, indipendenza della banca centrale americana
La Corte Suprema ha bloccato il tentativo della Casa Bianca di rimuovere un membro del board della Federal Reserve.

La Corte ha inoltre confermato, sempre con 5 voti a 4, la legge del Mississippi che considera validi i voti per corrispondenza spediti entro l'Election Day e ricevuti fino a 5 giorni dopo. La giudice Amy Coney Barrett ha scritto nella motivazione: «La scelta dell'elettore si compie quando il voto viene espresso, non quando la scheda viene ricevuta». Una decisione con ripercussioni concrete in vista delle elezioni di novembre.

Sul fronte opposto, la Corte ha dato ragione a Trump nel caso Rebecca Slaughter, confermando il potere presidenziale di rimuovere funzionari e membri di agenzie federali nominati dall'esecutivo. Trump ha celebrato la sentenza come «una delle più importanti mai emesse in materia di poteri presidenziali», rivendicando su Truth Social: «Una grande vittoria è stata ottenuta poco fa presso la Corte Suprema nel caso di Rebecca Slaughter: è stato confermato il potere del presidente, ai sensi dell'Articolo II, di rimuovere funzionari dell'Esecutivo e rappresentanti o membri di agenzie da lui nominati».

Cosa cambia per la Federal Reserve

Il dato strutturale della sentenza Cook è che l'indipendenza della Fed regge anche con una Corte a maggioranza conservatrice in cui 3 giudici su 9 sono stati nominati dallo stesso Trump.

L'editoriale del Foglio nota che la conferma di Cook permette ora al nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh — nominato da Trump — di operare con minore sospetto: un eventuale taglio dei tassi potrà essere letto come scelta tecnica legittima, non come favore politico alla Casa Bianca, che quei tagli li chiede da mesi.

Il confine tra autonomia e pressione politica resta però sottile. La sentenza Cook riafferma un principio, ma il caso Slaughter — emesso lo stesso giorno — mostra che la Corte è disposta a espandere i poteri di rimozione presidenziale in altri ambiti dell'amministrazione federale. Le due decisioni, lette insieme, disegnano un equilibrio instabile: la Fed è protetta in quanto banca centrale, ma le agenzie federali indipendenti vedono indebolita la loro blindatura storica, con il ribaltamento di un precedente che risaliva al 1935.

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