Fallimento Qui! Ticket: tutti i Dettagli e Cosa Possono fare le Imprese con Crediti Arretrati

Qui! Ticket è una società di capitali italiana – con sede a Genova, in via XX Settembre – che si occupa della distribuzione di oltre 100 milioni di buoni pasto per un fatturato che supera i 500 milioni di euro. Si contano ben 120 mila esercizi commerciali convenzionati che sono distribuiti sul tutto il territorio nazionale. Nonostante i numeri da capogiro, a settembre 2018 il Tribunale di Genova ha accolto la richiesta fallimentare, respingendo quella di amministrazione straordinaria proposta dai vertici dell’azienda.

Il motivo del fallimento della principale società distributrice di buoni pasto del Bel Paese è legata ad un debito che supera i 32 milioni di euro, nei confronti degli esercizi commerciali e delle banche. In sostanza, la maggior parte delle attività, convenzionate con Qui! Ticket, vantano un credito con l’azienda.

Il fallimento di Qui! Ticket: i crediti arretrati

Le conseguenze di questo infausto evento si sono inesorabilmente abbattute su tutti i commercianti che vantano crediti da decine di migliaia di euro nei confronti di Qui! Ticket. I curatori fallimentari, che sono stati nominati dal Tribunale di Genova, sono ora chiamati a risollevare le sorti delle numerose attività imprenditoriali, che già attraversavano una profonda crisi a causa dei crediti vantati nei confronti di Qui! Ticket ma che, con la dichiarazione di fallimento, rischiano di dover chiudere i battenti. Per ogni creditore, dal momento della dichiarazione di fallimento, si apre un capitolo fatto di questioni burocratiche e legali. Vediamo insieme le fasi principali.

La ‘par condicio creditorum’

Quando viene emessa la sentenza di fallimento ad opera di un Giudice, automaticamente avviene l’inibizione delle azioni individuali da parte dei singoli creditori che, a partire da quel momento, possono e devono agire come gruppo. Anche perché, dalla data del fallimento il passivo diventa unico ed è dato dalla somma di tutti i debiti vantanti da Qui! Ticket. Per questo motivo diventa impossibile agire mediante azioni individuali. Inoltre, l’inibizione ha la funzione di garantire a ciascun creditore il medesimo trattamento di fronte alla legge, in gergo si parla infatti di par condicio creditorum.

Per questo motivo, la prima azione che deve essere compiuta dal creditore, all’indomani della dichiarazione di fallimento, è un’istanza di ammissione al passivo che consiste nell’essere riconosciuto come avente diritto di credito nei confronti di Qui! Ticket. La data entro la quale può essere inviata l’istanza, le informazione che devono essere contenute all’interno e il comportamento da assumere in caso di ritardo nella comunicazione vengono comunicate, ai legali dei creditori, dai Curatori anche tramite PEC (Posta Elettronica Certificata).

Il Comitato dei Creditori

Il Giudice Delegato, che è una figura nominata dal Tribunale di Genova, ha il compito di fondare il Comitato dei Creditori entro 30 giorni dall’emissione della sentenza di fallimento.
Si tratta di un gruppo di delegati scelti tra i creditori e nominati dagli stessi, con lo scopo di adempiere ad una triplice funzione:

  • di controllo dell’attività dei curatori;
  • di consulto;
  • di ispezione di scritture contabili e documenti.

Per poter essere definito creditore della società dei buoni pasto, non basta solo vantare un credito nei confronti di Qui! Ticket. Secondo quanto stabilito dalla legislazione italiana, infatti, è necessario essere creditori concorsuali, per i quali il diritto di credito sorge prima della dichiarazione di fallimento. In tal caso, il creditore invia un’istanza per potersi iscrivere al passivo, ma spetta al tribunale accettare o meno tale richiesta, tutto dipende dalla verifica che viene fatta con lo scopo di attestare la congruenza tra la data in cui è sorto il diritto di credito e quella del fallimento.

I creditori vanno inoltre distinti in due categorie sulla base degli interessi che maturano sui crediti pecuniari, infatti, abbiamo:

  • i creditori chirografari, per i quali, a partire dalla data dell’emissione della sentenza di fallimento, viene sospeso il calcolo degli interessi convenzionali o legali;
  • i creditori privilegiati, che sono quelli che vantano crediti i cui interessi continuano a maturare anche durante la procedura di fallimento.

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