Categoria: Fisco e Tasse

Pace Fiscale: come Funzionerà con Accertamenti, Cartelli e Liti

Il rapporto tra tasse e italiani non è mai stato idilliaco, forse non lo sarà mai per l’eterna diatriba sull’eccesivo carico fiscale, che quasi sembra costituire un’attenuante per gli evasori. A pagare fino all’ultimo centesimo sono i dipendenti, quelli che subiscono trattenute alla fonte, mentre i liberi professionisti saranno sempre considerati garanti attendibili del proprio reddito; non fosse altro che per la mancanza di strumenti di controllo (quelli fin qui sperimentati si sono rivelati inefficienti e dannosi per tutti).

In attesa della Flat Tax che il governo giallo verde intende adottare dal prossimo anno, questi come altri suoi predecessori si accinge ad azzerare i contenziosi con l’erario, tramite un metodo per certi versi simile ai vecchi condoni o rottamazioni delle cartelle.

Certificazione Unica (ex CUD): Cos’è, Cosa Contiene ed a Cosa Serve

La Certificazione Unica è un documento con il quale il datore di lavoro, il committente o l’ente previdenziale certifica ai soggetti titolari di reddito o di pensione, gli emolumenti che sono stati corrisposti nel corso di un anno di imposta di riferimento.

In altre parole, i sostituti di imposta possono utilizzare la Certificazione Unica per poter attestare i redditi da lavoro dipendente e assimilati, i redditi da lavoro autonomo, le provvigioni e i redditi diversi nei confronti dei soggetti titolari di tali emolumenti. La Certificazione Unica deve essere consegnata al percettore delle somme (cioè, colui che ha ricevuto tali accrediti) usando un modello predisposto dall’Agenzia delle Entrate, entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello cui si riferiscono gli emolumenti.

Canone RAI Seconda Casa: Come non Pagarlo e Modulo di Esenzione, Esonero e Scadenza

A partire dal 5 Giugno 2016 il Ministero dello Sviluppo Economico ha stabilito che il pagamento del canone RAI sarà addebitato mensilmente nella bolletta dell’energia elettrica. Il decreto riguardante il canone Rai è stato introdotto con lo specifico scopo di limitare l’evasione di tale imposta e rendere automatico il pagamento. Per i contribuenti è quindi obbligatorio pagare il canone Rai, ma cosa succede se si possiede una seconda casa o altri immobili? In questo articolo ti illustreremo come non pagare il canone rai per la seconda casa e come compilare il modulo di esenzione.

L’Agenzia delle Entrate ha specificato che il canone RAI deve essere pagato solo una volta, a prescindere dal numero di immobili in possesso. Nello specifico, il pagamento del canone televisivo deve essere versato un’unica volta per ogni famiglia anagrafica, anche se si possiedono più contratti di fornitura di energia elettrica intestati o più televisori. La legge considera famiglia anagrafica coloro che sono legati da vincoli come il matrimonio, la parentela, l’affinità e la coabitazione, di conseguenza se esistono questi specifici legami anche se si possiede una seconda casa non bisogna pagare due volte il canone Rai.

Fatturazione Elettronica Prorogata al 1 Gennaio 2019

Nella Gazzetta Ufficiale n. 148 del 28 giugno 2018 è stato pubblicato il D.L. 28 giugno 2018, n. 79, che proroga all’1 gennaio 2019 il termine di entrata in vigore degli obblighi di fatturazione elettronica per le cessioni di carburante, che era stato fissato precedentemente all’1 luglio 2018 (cfr. articolo 1 Legge n.205/2017).

Dal contenuto normativo revisionato emerge che anche gli acquisti di carburante per autotrazione, effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione da parte dei soggetti passivi IVA, devono essere documentati con l’e-Fattura. Per tutto il 2018 i titolari di Partita IVA avranno la possibilità di continuare ad utilizzare la scheda carburante per l’acquisto di benzina e gasolio. Vediamo in dettaglio le novità riguardanti la proroga relativa all’E-Invoice al primo gennaio 2019.

E-fattura, l’App Gratuita dell’Agenzia delle Entrate

Ciao, sei un imprenditore e non riesci a star dietro a tutte le normative di fatturazione? Sei infastidito dai continui cambiamenti e non sai come rimanere al passo? Allora questo scritto fa al caso tuo. Infatti c’è una grande novità per tutti gli imprenditori (in particolare per le piccole e medie imprese), chiamata e-fattura.

Essa consiste nell’obbligo di fatturazione elettronica a decorrere dal 1° gennaio 2019 per tutte le imprese (in realtà Dal 1° luglio 2018 l’e-fattura esiste già ed è operativa ma solo per i subappaltatori della PA e anche per gli operatori della filiera dei carburanti), quindi un cambiamento importante per chi ha partita IVA, esclusi solo quanti applicano il regimi dei minimi. Questo cambiamento ha diverse conseguenze piuttosto rilevanti e innanzitutto te le dobbiamo spiegare meglio.

730 Precompilato INPS e Agenzia delle Entrate: Cos’è, Accesso e Istruzioni

Già da 3 anni è possibile utilizzare il Modello 730 precompilato al fine di redigere la propria dichiarazione dei redditi senza doversi rivolgere necessariamente ad un professionista. Ma cos’è e come funziona? Scopriamolo assieme!

Come si evince dal sito dell’Agenzia delle Entrate, l’ente mette a disposizione dei cittadini la dichiarazione dei redditi precompilata sia per chi presenta il modello 730 sia per chi presenta il modello Redditi. In particolare il 730 precompilato riguarda i lavoratori dipendenti e pensionati che possono decidere di accettare il modello così com’è oppure modificarlo o integrarlo prima dell’invio.

Condono e Pace Fiscale proposti da Salvini: Ecco di cosa si Tratta

“Il primo intervento sarà la pace fiscale, con la chiusura delle liti tra italiani ed Equitalia”. Sono queste le parole pronunciate da Matteo Salvini in occasione di un comizio a Fiumicino.

Parole, quelle del leader della Lega, vicepremier e ministro dell’Interno che fanno ben sperare molti contribuenti, che in questo modo potrebbero finalmente risolvere i loro problemi con il Fisco. Ma cos’è la pace fiscale e cosa la differenzia dal condono? Scopriamolo assieme!

Risparmiometro: cos’è e come Funzionano i Controlli sui Risparmi e la “tassa sui risparmi in banca”

Nel 2018 si parla sempre più spesso di Risparmiometro, strumento che può essere utilizzato da parte dell’Agenzia delle Entrate e che pare incutere non poco timore per i risparmiatori.  Il Risparmiometro, strumento nato nel corso degli ultimi anni e di cui si discute nel corso dell’ultimo periodo, è un mezzo a disposizione delle Agenzie delle Entrate per svolgere delle verifiche sui conti correnti che vengono posseduti da coloro che, come te, potrebbero svolgere delle operazioni di compravendita coi materiali preziosi.

Tale strumento prende in considerazione una serie di dati come, per esempio, conto corrente bancario e postale, ma anche buoni fruttiferi e altri, che vengono emessi da quelle società che ti consentono di operare nel mercato dei materiali preziosi. Il Risparmiometro è quindi uno strumento nuovo, già conosciuto vista la sua lunga lavorazione e creazione, che entrerà in vigore, seppur in via inizialmente sperimentale, nel corso del 2018 e il suo funzionamento si basa su algoritmi particolari che riescono a elaborare un grande numero di dati.

Split Payment IVA: Cos’è, come Funziona e come Applicarlo in Fattura

In tanti avranno sentito parlare dello split paymanet ma per molti il significato di questo termine di derivazione inglese non è ancora chiaro dal punto di vista fiscale. Split payment, in inglese letteralmente, significa pagamento diviso. E’ stata la Legge di Stabilità nel 2015 ad introdurre lo split payment, come nuovo modo di liquidazione dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA).

Sostanzialmente si applica nei rapporti tra imprese e Pubblica Amministrazione e prevede che sia quest’ultima a pagare direttamente l’imposta attinente al rapporto, capovolgendo la regola ordinaria di liquidazione dell’Iva che invece vuole che sia il fornitore ad addebitare in fattura l’Iva al cliente e versarla poi all’Erario. Lo split payment introdotto, come già anticipato, con la Legge di Stabilità è stato riformato con il Decreto Legge 50/2017 e di recente ulteriormente ampliato con il Decreto Legge 148/2017. Questo nuovo meccanismo caratterizzerà i rapporti tra Pubblica Amministrazione e imprese fino al 2020.

F24 Elide: Cos’è e Come si Compila

Uno dei documenti che riguarda i pagamenti che devono essere effettuati, il quale potrebbe essere sconosciuto per molte persone, è rappresentato dal modello F24 Elide. Ecco in cosa consiste questo documento e come lo stesso deve essere compilato in modo corretto prevenendo quindi una serie di errori che potrebbero avere delle ripercussioni poco semplici da fronteggiare.

Il modello F24 e il suo scopo preciso

Sentendo parlare di modello F24 Elide verrebbe subito in mente che questo particolare documento altri non sia che una variante del documento ordinario. Effettivamente, con questa deduzione, stai già rispondendo alla domanda principale che riguarda appunto questo documento, ovvero di cosa si tratta. Questo modello è una versione maggiormente specifica del classico modello F24 e la dicitura Elide significa Elementi Identificativi.

Calcolo Stupendio Netto: come Calcolare il netto dato l’importo Lordo Annuale dello Stipendio

Prima di indicare le modalità per il calcolo dello stipendio netto mensile è opportuno dare qualche informazione relativa a dei concetti base. Lo stipendio è la retribuzione che viene pagata dal datore di lavoro e rappresenta l’ultima voce della busta paga. Quest’ultima non è altro che il riepilogo di tutte le voci reddituali retribuite e di trattenute che vengono effettuate con cadenza mensile dal datore di lavoro. La busta paga si può scomporre in 4 gruppi : elementi fissi della retribuzione, parte variabile, trattenute fiscali e trattenute previdenziale.

La somma di quanto percepito nel corso dell’anno viene riepilogata all’interno della Certificazione Unica ossia il documento che annualmente il datore di lavoro è tenuto a consegnare. La Certificazione Unica riepologa lo stipendio lordo annuale, le imposte già trattenute, le detrazioni per lavoro dipendente e le detrazioni per carichi di famiglia e viene utilizzata per effettuare il conguaglio fiscale del contribuente relativo all’anno precedente tramite la presentazione dei modelli dichiarativi, 730 o modello Redditi.

VIES: come Funziona, come fare l’Iscrizione o la Cancellazione e Ultime Novità

VIES è un archivio informatico dove vengono raccolte tutte le informazioni relative alle partite IVA registrate all’interno della Comunità Europea. Si tratta di uno strumento utile alla verifica di numeri di partite IVA ed alla visualizzazione di eventuali informazioni, aggiornate continuamente ed in tempo reale dalle amministrazioni nazionali degli stati membri, sulle forniture intracomunitarie esenti da IVA.

L’iscrizione al sistema VIES è automatica, gratuita ed obbligatoria, per tutti i lavoratori autonomi che debbano effettuare operazioni commerciali che valicano i confini nazionali. Come proprietario di partita IVA dovrai richiedere l’inserimento nel VIES congiuntamente al momento della tua dichiarazione di inizio attività, oppure tramite richiesta telematica, nel caso in cui tu sia già operativo.

Calcolo Interessi Legali, Cos’è e Come Farlo Correttamente

Avrai sicuramente sentito parlare di interessi legali, tuttavia forse non sai di cosa si tratta; scopriamolo assieem. Si definisce in questo modo il frutto del godimento di una somma monetaria altrui; in particolare il nome interessi è dovuto al fatto che questa somma matura con il tempo secondo una misura fissata dal ministro dell’economia. Ora che abbiamo chiarito di cosa si tratta proviamo a vedere come avviene il calcolo.

Cosa serve per calcolare gli interessi legali?

Calcolare gli interessi legali è molto semplice. Il primo passo che dovrai affrontare è procurarti tutti i dati che sono necessari. Successivamente potrai calcolarli insieme ad un commercialista oppure tramite specifici software. Dunque, gli elementi che ti occorreranno sono sicuramente la sorte, ossia la somma che deve essere corrisposta. Tale cifra deve essere non solo ratificata dal giudice, ma proviene anche da un accordo tra le parti.

F24 Editabile: Cos’è, a cosa Serve e dove si Scarica il Modello F24 Editabile

Con l’avvento della tecnologia anche le istituzioni statali preposte alla riscossione dei tributi hanno messo progressivamente a disposizione dei contribuenti degli strumenti telematici attraverso i quali effettuare le proprie dichiarazioni e il versamento delle somme dovute. Nel caso specifico del modello F24 editabile, si tratta di una copia online del classico modello F24 standard che è possibile compilare direttamente attraverso il proprio computer, in modo che potrai averlo pronto immediatamente qualora avessi bisogno di una copia stampata, ma senza il rischio di perdere il documento originale, che è salvato digitalmente.

La compilazione del modello F24 editabile ti consente di effettuare tutte le operazioni di compilazione e di eventuale correzione del modello, senza doverti mai recare presso un ufficio dell’agenzia delle entrate o un’agenzia preposta a queste operazioni. I dati che vengono richiesti per la compilazione non sono diversi da quelli di un F24 standard; sarà necessario compilarli nel medesimo modo e rispettando le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate. La somma dovuta può essere, in fine, regolata attraverso un normale portale di internet banking qualora ne disponessi, oppure presso le poste o le banche abilitate a scaricare il documento e a stampare la ricevuta di pagamento.

Tassazione Atti Giudiziari: come Funziona, Importo e Calcoli

A molti italiani capita di richiedere nella propria quotidianità l’intervento della giustizia; tuttavia come certo saprai questo non richiede pochi costi. Una delle spese principali che bisogna sostenere quando si è coinvolti in contenziosi di questo tipo è la tassazione degli atti giudiziari. Essa si applica ogni qualvolta un’autorità giudiziaria pronunci una sentenza o applichi un provvedimento di natura giuridica. In questo caso, le parti coinvolte nel contenzioso sono obbligate a versare una somma che copra la così detta imposta di registro; si tratta di una tassa sulla registrazione della sentenza oppure sulla pronunciazione stessa. Dunque, ora che abbiamo visto quando occore ottemperare a questo tipo di imposta sugli atti giudiziari, vediamo più nel dettaglio cosa è necessario fare.

Verifica, Controllo e Ricerca della Partita IVA: Ecco come fare per Verificare la Correttezza della P. IVA

Prima di spiegare in che modo è possibile verificare se una partita IVA esiste realmente, chi è il titolare della stessa o se volete semplicemente controllare lo stato della vostra partita IVA (che può essere attiva, cessata o sospesa), è necessario fare un passo indietro e chiarire il concetto di partita IVA e la sua funzionalità.

Cos’è la partita IVA?

Cominciamo col dire che essa viene rilasciata dall’Agenzia delle Entrate e serve ad identificare l’attività scelta e dichiarata al momento dell’apertura. E’ un vero è proprio codice fiscale, come quelli di cui ogni cittadino dispone dalla nascita, ecco: la partita IVA è il codice fiscale di un attività d’impresa. Essa è costituita da una sequenza di 11 numeri che, come detto, servono ad identificare la società o la persona fisica titolare della partita IVA. Degli 11 numeri che la compongono, i primi sette servono ad individuare il titolare della stessa, in pratica dalle prime 7 cifre della partita IVA è possibile identificare il nome o la denominazione del suo titolare.

Equitalia: Funzioni e Servizi

La società controllata Equitalia venne creata nel 2005 per occuparsi della riscossione dei tributi su tutto il territorio nazionale ad eccezione della Sicilia, ma partire dal 1° Luglio 2017 è stata sciolta e inglobata dall’Agenzia delle Entrate.

La storia travagliata di Equitalia

Equitalia Spa è stata creata nel 2005 quando il sistema di riscossione dei tributi è passato sotto il controllo pubblico per poter uniformare il servizio e garantire una maggiore efficienza. Equitalia ha sostituito le precedenti 40 agenzie di riscossione, inglobandole in sole tre società: Equitalia Nord Spa, Equitalia Centro Spa e Sud Spa che si interfacciano con l’ente centrale Holding Equitalia Spa. Nel 2016 la Holding Equitalia Spa ha incorporato le altre tre società diventando l’unica agenzia accreditata per la riscossione dei tributi.

Agenzia delle Entrate: Funzioni, Compiti e Limiti dell’Agenzia delle Entrate

In Italia, l’Agenzia delle entrate è un ente pubblico sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’economia e delle finanze, che si occupa di assicurare il massimo livello di tax compliance mediante l’assistenza ai cittadini contribuenti e il recupero dell’evasione fiscale. Quest’agenzia è dotato di autonomia regolamentare, finanziaria, amministrativa, contabile, organizzativa e patrimoniale.

Come sono strutturati i rapporti tra l’Agenzia delle entrate e il Ministero dell’economia e delle finanze? La regolamentazione dei loro rapporti verte su una convenzione della durata di tre anni, dove a monte vengono stabiliti quali servizi devono essere assicurati, quali sono gli obiettivi da centrare e infine a quanto ammontano le risorse impiegate per questi scopi.

Calcolo Codice Fiscale: i Migliori Strumenti per Fare il Calcolo del Codice Fiscale

Il codice fiscale è formato da 16 caratteri tra numeri e lettere che viene impiegato per identificare in maniera univoca le persone fisiche in diversi ambiti. Oltre al settore fiscale viene usato ampiamente in campo sanitario, ad esempio durante la procedura di prenotazione di esami e visite mediche oppure per la prescrizione di medicinali. Introdotto nel 1973, è funzionale a una semplificazione degli iter amministrativi e da alcuni anni è riportato sulla Carta Sanitaria Elettronica di ogni cittadino.

Elaborare il codice fiscale

Il codice fiscale viene emesso dall’Agenzia delle Entrate e può essere rilasciato anche ai cittadini stranieri. I primi sei caratteri sono lettere e vengono ricavati estrapolando le consonanti del cognome e del nome del titolare. Se mancano, possono anche essere utilizzate le vocali. I caratteri dal settimo all’undicesimo indicano alcuni dati anagrafici del cittadino. Infatti il settimo e l’ottavo riportano le ultime due cifre dell’anno in cui è nato, mentre il nono è una lettera.

Scorporo IVA: Cos’è e Come Fare il Calcolo in Fattura

Lo scorporo dell’IVA è un calcolo matematico grazie al quale si sottrae dall’importo pagato l’ammontare dell’IVA, cioè l’imposta del valore aggiunto che vi versa al momento dell’acquisto di un prodotto oppure di un servizio. In questo modo si conosce a quanto corrisponde sia la cifra da corrispondere al Fisco che la base imponibile del bene in questione.

In genere il consumatore finale non ha interesse a effettuare lo scorporo dell’IVA, mentre si tratta di un’informazione fondamentale per un’impresa, una Partita IVA, un esercente oppure un professionista. Infatti ogni azienda e società deve verificare la proporzione dei crediti e dei debiti nei confronti di fornitori e Fisco. In questo modo si riesce a calcolare quanto bisogna versare all’Erario entro la data termine.

Fattura Elettronica Carburante: Come Funzionarà con la Nuova Legge 2018, tutti i Dettagli e le Novità

Sei un operatore economico? Hai un’attività di rivendita carburanti? Sei un professionista, un imprenditore o, più in generale, un titolare di partita IVA? In tal caso ti invitiamo a leggere le seguenti informazioni sui nuovi adempimenti previsti dalla Legge di Bilancio 2018 per quanto riguarda le cessioni di carburante per autotrazione.

Dal primo luglio 2018, infatti, entrerà in vigore l’obbligo della fattura elettronica per i tuoi acquisti di carburante per autotrazione. Vediamo in cosa consiste tale obbligo, come funzionerà, chi sono i soggetti interessati e le modalità allo studio onde evitare criticità nella gestione dei costi di rifornimento quando partirà la nuova normativa.

Bonus Mamma Domani INPS: Importo e come Fare Richiesta

Il bonus mamma rappresenta un contributo particolare erogato dall’INPS e confermato dalla Legge di Bilancio 2018.  Vediamo tutto quello che devi sapere per ottenere questo aiuto di tipo economico previsto dallo Stato. Il bonus Mamma Domani 2018 è un contributo che viene erogato a tutte le donne che, nel corso del 2018, diventeranno mamme naturali oppure otterranno in adozione un piccino.

Uno dei pregi che riguarda questo particolare bonus consiste nel fatto che lo stesso potrà essere conseguito dalla mamma anche se ha un redditto ISEE elevato. Pertanto sia che tu rivesta il ruolo di manager per una multinazionale, sia che ti occupi della casa e sei senza un’occupazione lavorativa, potrai ottenere questo bonus dall’importo pari ad ottocento euro per nascita. Attenzione a questo particolare dettaglio visto che la somma di denaro è collegata al numero di figli che partorirai: pertanto se stai per avere un parto gemellare l’importo sale a 1.600 euro, ovvero il numero dei figli moltiplicato per il bonus mamma domani.

Reddito di Cittadinanza Movimento 5 Stelle: Come Funziona e Requisiti

Il Reddito di Cittadinanza è forse stato il punto più significativo del programma elettorale del movimento 5 stelle, che ha spinto milioni di italiani a votare il partito di Di Maio. Dopo il risultati delle elezioni dello scorso 4 marzo, questa proposta potrebbe anche presto entrare in vigore e per questo motivo cerchiamo di spiegarla nel miglior modo possibile per fare in modo che tu cittadino possa comprendere in cosa consiste nello specifico e se hai i requisiti giusti per poterlo richiedere.

Cos’è e Come Funziona

Questo Reddito voluto fortemente dal movimento 5 stelle è un vero e proprio aiuto per circa 9 milioni di italiani, che si trovano in forte difficoltà economica cioè coloro che non percepiscono alcun reddito e le famiglie che ne percepiscono uno troppo basso. Questa proposta viene portata avanti dal partito cinque stellato fin dal 2013 che intende usarlo come contromisura alla povertà aumentata a dismisura nel nostro paese, così da poter permettere a tutti di avere una possibilità in ambito lavorativo e di formazione allo stesso. Ma se questo strumento riuscirà ad essere approvato dal Governo che nascerà, bisogna anche capire come funziona ed è proprio quello che adesso ti andremo a spiegare.

DURC INPS e INAIL: Cos’è, a Cosa Serve e Come si Accede Online

L’acronimo DURC sta per Documento Unico Regolarità Contributiva e rappresenta l’attestazione rilasciata da INPS,INAIL e Casse Edili, laddove l’azienda ne sia vincolata, circa la regolarità degli adempimenti contributivi cui si è sottoposti. Il documento è un resoconto probatorio della virtuosità contributiva che ogni impresa è tenuta a rispettare per essere in regola con i versamenti dovuti agli enti di previdenza, secondo il proprio regime fiscale di appartenenza, e attesta la posizione dell’imprenditore per poter fruire di agevolazioni tributarie, partecipazione alla vita economica pubblica e privata, e in generale a evidenziare il suo stato di equilibrio e solidità.

Perché è indispensabile la regolarità contributiva

Per un’impresa non avere pendenze nei versamenti contributivi, tanto per i dipendenti quanto per l’imprenditore, oltre a essere indice di salubrità e competitività, significa dimostrare a terzi che abbiano interessi alla tua attività, una credibilità e una trasparenza che si traducono nella fiducia per l’instaurazione di rapporti commerciali. Questo concetto ha una duplice valenza in quanto la regolarità contributiva è necessaria sia per farti accedere a partecipazioni in appalti o sub appalti pubblici, per la fornitura di beni o servizi e per la messa in cantiere di opere di qualsiasi genere, sia per darti la possibilità di agire nell’ambito privato con l’indispensabile garanzia di affidabilità per il cliente, nel momento in cui questi si ritrovi nell’imminenza di richieste verso uffici competenti al rilascio di permessi e certificazioni.

Cedolare Secca per Contratti in Affitto: Come Funziona e Quanto si Paga

La cosiddetta “cedolare secca” è un particolare regime fiscale, sostitutivo e facoltativo, applicabile dai titolari di diritti reali su un immobile di tipo abitativo nel caso in cui questo venga locato al di fuori dell’attività di impresa. In buona sostanza aderendo a questo regime fiscale, se sei il proprietario o l’usufruttuario di un immobile, potrai scorporare dai tuoi redditi il ricavato della locazione, applicando su questo un’aliquota fiscale del 10% (se si tratta di affitto a canone concordato) o del 21% (se si tratta di affitto a canone libero).

Questa imposta sostitutiva, quindi, va ad evitare, limitatamente ai redditi derivanti dalla locazione, il pagamento dell’Irpef e delle relative addizionali, nonché dell’imposta di registro e del bollo sul contratto di affitto. Nel caso in cui il locatore opti per la cedolare secca, quindi:

Ritenuta d’Acconto: Cos’è, come Funziona, Calcolo e Quando si Applica

Il sistema fiscale italiano prevede che per molte tipologie di prestazioni di lavoro e per alcune forme di investimento la tassazione sia eseguita sotto forma di ritenuta d’acconto, cioè colui che versa il compenso, la retribuzione, deve trattenere una quota e versarla al fisco al posto del contribuente vero e proprio. Questa è la ritenuta d’acconto.

Come funziona la ritenuta d’acconto

La prima cosa che devi sapere è che nell’ordinamento italiano sono previste diverse tipologie di ritenute d’acconto ma le più conosciute sono quelle relative alla prestazioni di lavoro autonomo e occasionali. In questo caso il soggetto che richiede la prestazione di lavoro deve versare il compenso pattuito trattenendo il 20% a titolo di acconto IRPEF o IRES, in questo caso si parla di “sostituto”. Questo importo deve essere versato all’Agenzia delle Entrate – Riscossioni. A colui che riceve il compenso “sostituito” deve essere invece rilasciato un certificato nel quale è specificato il compenso versato e la quota trattenuta. Questa certificazione sarà poi oggetto di dichiarazione dei redditi.

Imposta di Registro: Cos’è, Quando si deve Pagare, chi la Paga e Quanto Costa

L’imposta di registro rappresenta una delle imposte che spesso vengono confuse con altre e in alcune occasioni ignorate dai contribuenti. Vediamo in cosa consiste questo genere di imposta e tutti i diversi dettagli che riguarda la stessa. Nel momento in cui si fa riferimento all’imposta di registro si parla di un tributo che deve essere versato nel momento in cui avviene il trasferimento di un bene. Questo deve avere un valore economico che può essere quantificato: ciò significa che un oggetto tangibile, come potrebbe essere un computer ma anche in armadio o un veicolo, rientrano nella categoria dei beni che appartengono a questa categoria.

Col termine trasferimento si fa riferimento generalmente all’atto di compravendita che si conclude con un accordo scritto oppure verbale. Questo può essere svolto sia tra due cittadini privati che tra un ente pubblico e un privato: l’importante è che i due principi fondamentali, ovvero valore economico e contratto, siano presenti nell’atto di trasferimento. La registrazione risulta essere fondamentale in quanto l’atto vero e proprio potrà essere l’oggetto dell’opponibilità di terze figure che magari sono collegate a questo genere di oggetto.

Bollo Auto: Calcolo e Pagamento del Bollo Auto ACI, Scadenza e Importo da Pagare

Il bollo auto è una tassa legata al possesso di un veicolo a motore. In realtà, anche se il suo nome – bollo auto – fa pensare solo alle automobili, questo contributo fiscale non è riservato solo a chi possiede un’autovettura: lo devi pagare anche se hai una moto oppure un camper o ancora un furgone. Insomma, basta che possiedi un veicolo a motore e, nella maggior parte dei casi, devi versare questa tassa, indipendentemente dal fatto che tu utilizzi o meno il tuo mezzo di trasporto motorizzato.

Se hai un veicolo con oltre 35 KW di potenza, sei tenuto al pagamento del bollo auto; se invece possiedi un veicolo che abbia una potenza superiore ai 185 KW, devi pagare il cosiddetto superbollo. Sei esente dal pagamento del bollo auto se rientri in uno dei seguenti casi:

  • sei una persona diversamente abile;
  • hai un veicolo elettrico a emissioni zero;
  • hai un veicolo a basso impatto inquinante, come quelli che vanno a metano o GPL;
  • hai un veicolo che abbia più di 30 anni di vita.

Fattura Proforma: Cos’è, Come si Compila, Modello e Fac Simile

La fattura proforma è un documento che, non avendo valore fiscale, consente a professionisti e aziende che erogano servizi di documentare al cliente la prestazione eseguita e i relativi corrispettivi, rimandando l’emissione della fattura al ricevimento del pagamento. Permette quindi di avere un documento valido a tutti gli effetti per la riscossione del credito dovuto, senza che l’emissione generi l’obbligo della determinazione dei ricavi e la liquidazione dell’importo IVA.

Il cliente nel contempo può controllare che l’importo sia conforme a quanto pattuito, ed eventuali errori rinvenuti nel corso della sua compilazione, o essendo intervenuti differenti accordi sull’importo per sconti o riduzioni successivi alla sua emissione non comportano l’obbligo dell’emissione di una nota di credito.

Plusvalenza: Cos’è e Definizione, Immobiliare e Terreni e Pagamento Tasse

La Plusvalenza è l’aumento del valore di un bene in un periodo di tempo definito. La Plusvalenza può essere di un bene immobile (ad esempio capannoni, terreni, abitazioni) o di valori mobiliari (cedole, azioni, bot). Tale aumento di valore ha un interesse soprattutto in ambito economico fiscale per determinare l’entità delle tasse da pagare. Se da un lato una Plusvalenza è indicatore di una maggiore capacità contributiva, dall’altro proprio dovuto a questo aumento di possibilità economica la Plusvalenza è soggetta a tassazione diretta.

Non tutte le Plusvalenze sono soggette ad IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) come ad esempio quelle derivanti da oggetti da collezione d’arte o d’antiquariato, mentre ad esempio lo sono quelle derivanti da valute e metalli preziosi.

Reverse Charge: cos’è, come Funziona e quando si Applica l’Inversione Contabile

Probabilmente negl ultimi tempi ti sarà spesso capitato di sentir parlare di reverse charge; dunque, se non sai bene di cosa si tratta e vorresti comprenderlo meglio, possiamo provare a vederlo insieme. Utilizzato nell’ambito della cessione di beni o della prestazioni di un servizio, per Reverse charge s’intende la procedura che permette di effettuare l’inversione contabile, invece che su colui che lo cede, sul destinatario. Di conseguenza, il revrse charge ti consentirà di far ricadere tutti gli obblighi di Iva su colui cui è destinata la cessione del bene o della prestazione, a condizione che però egli sia soggetto passivo nel territorio dello stato: egli dovrà dunque assolvere l’IVA (imposta di valore aggiunto).

A te, in qualità cedente o prestatore, spetterà unicamente il compito di emettere la fattura; non dovrai però addebitare l’IVA proprio perchè ti avvali del reverse change. Quanto al ricevente della prestazione o del bene, il pagamento dell’imposta da parte sua si fonderà sull’aliquota relativa all’operazione. A suo carico saranno posti anche il pagamento dell’imposta e la registrazione del documento nel registro riservato ai corrispettivi e agli originali delle fatture emesse. Vediamo ora in quale modo e per quali ragioni viene introdotto dall’Agenzia delle Entrate questo particolare regime finaziario.

Cassetto Fiscale Agenzia delle Entrate: Delega e Richiesta di Accesso

Il cassetto fiscale è un servizio telematico che consente di tenere sotto controllo la propria posizione nei confronti del fisco italiano. Vediamo come questo funziona in modo da avere una panoramica utile che permette di usufruire, in modo corretto, dello stesso servizio. Questo servizio ti permette di accedere a tutte le informazioni che ti riguardano come contribuente. In particolar modo potrai scoprire i dati relativi al versamento delle tasse mediante modelli F23 ed F24, nonché i dati relativi ai rimborsi che spettano di diritto al contribuente stesso ed altre informazioni utili che consentono di poter avere la propria situazione perennemente sotto controllo.

Il servizio, completamente gratuito, permette di effettuare un accesso molto semplice al proprio profilo contribuente: ovviamente dovrai effettuare una semplice operazione che richiede poco tempo e che ti consente di creare il tuo profilo sul sito dell’INPS ed Agenzia delle Entrate.

Flat Tax: in Cosa Consiste e come Funzionerebbe in Italia secondo le proposte di Salvini e Berlusconi

Tra i punti più importanti del programma elettorale del centrodestra vi è sicuramente la proposta di una flat tax, con la quale Berlusconi ed i suoi alleati vogliono andare a rivoluzionare quello che è il sistema al momento in vigore per quanto riguarda l’Irpef.

Prima di scoprire nel dettaglio quella che è la principale proposta di Berlusconi, Salvini e di tutto il centrodestra, in tema di politica economica, ti risulterà sicuramente utile capire in cosa consiste la flat-tax. Con questo termine, molto sinteticamente, si intende una imposta in cui l’aliquota è unica per tutti i redditi. Nelle idee del centrodestra la flat-tax dovrebbe andare a sostituire diverse imposte, prima fra tutte l’Irpef, ovvero l’imposta sui redditi delle persone fisiche, la quale si caratterizza da sempre per la presenza di aliquote progressive, che aumentano all’aumentare del reddito. Ad oggi le aliquote progressive in cui si struttura l’Irpef variano dal 23% al 43%.

Bollo Auto 2018: Esenzioni e Agevolazioni, tutte le novità da sapere

Il bollo dell’auto è uno dei costi di mantenimento del proprio veicolo che generalmente incute maggiormente timore, viste le diverse variazioni che annualmente riguardano questo particolare tipo di imposta. Ecco tutte le novità che devi conoscere per evitare di incorrere in sanzioni salate.

La prima cosa che devi sapere è la data di scadenza del bollo auto nel 2018, in modo tale che tu possa effettuare il pagamento entro le tempistiche stabilite dalla legge.  Se devi effettuare il nuovo pagamento annuale, devi verificare la data di scadenza del bollo e versare la somma di denaro necessaria entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del bollo. Questo vuol dire che se la data di scadenza è fissata al 14 maggio, avrai tempo fino al 30 giugno.

Codice Tributo 3958: a cosa serve, cosa indica e come si compila nell’f24

Il codice tributo 3958 viene utilizzato per il pagamento della Tasi, la tassa sui servizi indivisibili. Il codice va indicato nel modello F24 quando la tassa va pagata per l’abitazione principale e le sue pertinenze, altri codici invece identificano il tributo per immobili con destinazioni diverse. La Tasi é la tassa che dovrai pagare sia che tu sia inquilino o proprietario di un immobile: va versata al comune di residenza e viene divisa in rata e saldo. La rata viene versata nel mese di giugno mentre il saldo va effettuato a dicembre.

E’ versata con l’Imu e si tratta di una tassa sui servizi indivisibili. Si tratta di servizi offerti non a richiesta diretta del cittadino, come l’illuminazione pubblica, la sicurezza, la manutenzione degli spazi verdi urbani, la spesa per l’arredo urbano, quella per la manutenzione delle strade e ancora il mantenimento della Polizia locale, la sicurezza e il servizio di anagrafe.

Codice Tributo 3918 IMU: Cos’è a cosa serve e come si compila nell’f24

Il codice tributo 3918 serve per il pagamento dell’Imu. Si tratta nello specifico del tributo dovuto al Comune per il possesso di “altri fabbricati“, ovvero quelli che non possono essere identificati come prima o seconda casa. Si tratta ad esempio degli immobili utilizzati come uffici, capannoni o esercizi commerciali.

Puoi pagare quanto dovuto per il possesso di altri fabbricati utilizzando il modello F24. Il pagamento può essere effettuato attraverso gli sportelli bancari (sia che tu abbia un conto aperto in quella filiale o meno) o in un qualsiasi ufficio di Poste Italiane.  Per quanto riguarda la compilazione del modello F24, dovrai inserire il codice nella sezione identificata come Imu e altri tributi da versare e indicare l’ammontare del tributo.

Codice Tributo 3961 IMU: Cos’è, cosa indica e come si inserise nell’F24

Il sistema tributario Italiano per rendere più semplice ed esplicativo il pagamento e la ricezione dei tributi, ha istituito una serie di numeri, che prendono il nome di codice tributi che vanno ad identificare la tipologia di contributo che deve essere versato dal cittadino. Indentificare il codice è semplice. Basta recarsi sul sito dell’Agenzia dell’Entrate e ricercare il tributo da versare. Sarà presente al suo fianco anche il codice tributo di riferimento che dovrà essere immesso all’interno del modello per il pagamento. In questo articolo andremo a descrivere il codice 3961, che si riferisce al contributo dei servizi indivisibili per la seconda casa, negozi , uffici o altri beni immobili, e comunemente definito con il termine di TASI.

La TASI quindi si riferisce a una tassa che deve essere pagata per l’utilizzo dei sistemi di illuminazione della città, per le scuole, gli asili, i parchi e i giardini, alla cui base vi è il possesso di un secondo immobile abitativo, un ufficio o un negozio. Tale tributo sarà versato dai seguenti soggetti:

Canone RAI 2018: Come Richiedere l’Esenzione e Quanto Dura

Dalla riforma voluta da Renzi ormai due anni fa, il canone RAI viene corrisposto attraverso versamenti periodici direttamente nel conto dell’utenza domestica della luce. L’escamotage normativo adottato dal Governo ha voluto semplificare l’iter di acquisizione della tassa per la televisione e ha cercato di ridurre il numero degli evasori. Il successo della nuova norma ha consentito inoltre la riduzione dell’importo da corrispondere, attualmente fissato a 90 euro rateizzati nel corso dell’anno.

Il canone è dovuto da tutti i nuclei familiari in possesso di almeno un apparecchio televisivo collegato; per determinare la composizione del nucleo familiare si fa riferimento alle persone che risiedono presso la medesima abitazione. Esistono delle categorie di persone che sono escluse dalla corresponsione della tassa, scopriamo insieme quali:

Codice Tributo 4001: Cos’è, a cosa si riferisce e come si inserisce nell’F24

Lo Stato Italiano, prevede che tutti coloro che hanno una fonte di redditto, in base alla percentuale di lavoro effettuato, debbano contribuire alla gestione dello Stato con il pagamento di un contributo, identificato con il termine di Imposta sul reddito delle persone fisiche, o più comunemente conosciuta come IRPEF. Sono tenuti a versare tale imposta tutti i lavoratori dipendenti che non appartengono agli enti pubblici, i lavoratori autonomi o tutti coloro che hanno un reddito aggiuntivo. La quota è suddivisa in scaglioni in base alla fascia di reddito prodotta.

L’IRPEF viene pagata secondo tipologie diverse in base al tipo di lavoratore. Nel caso infatti di un lavoratore dipendente, si effettuerà la detrazione diretta nella busta paga mensile. Per ciò invece che concerne i lavoratori autonomi, il pagamento deve avvenire entro il 30 giugno, data nella quale viene corrisposto il saldo dell’anno in corso e l’acconto dell’anno successivo. Il secondo acconto e ultimo deve essere effettuato entro il 30 novembre.

Codice Tributo 3944 TARI: cosè e come si compila nell’F24

A seguito della variazione delle denominazioni di alcune tasse e imposte comunali, nei cittadini si è generata un pà di confusione e difficoltà nel distinguerle, tanto da non capire molto spesso a cosa si riferissero alcuni pagamenti.
Una delle variazioni che ha creato grande disordine nella comprensione è sicuramente la TARI.

A differenza di quanto tu possa pensare, questa non è una nuova tassa, ma non è nient’altro che la tassa sui rifiuti, che è sempre stata presente ma che era conosciuta, prima della legge di stabilità del 2014, con i nomi di Tarsu, Tia e poi Tares.

Aliquote e Scaglioni IRPEF 2018: Tutti i Dettagli

Quando si parla di IRPEF si intende “un’imposta diretta, personale, progressiva e generale. Si occupa quindi del calcolo delle imposte sul reddito delle persone fisiche”. Nasce nel 1974 ed è tutt’ora in vigore ai sensi del TUIR, il Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Nonostante si sia parlato di una riforma riguardante l’IRPEF, neanche nel 2018 si potrà parlare di modifiche relative al calcolo dell’imposta.

Per questo motivo resteranno cinque le aliquote e gli scaglioni al quale riferirsi per il calcolo. Nella previsione di una riforma si è parlato di riduzione di scaglioni, applicabili fino a 28mila euro di reddito. Le aliquote, per calcolare L’IRPEF saranno quindi previste nella misura del 23% al 24% da applicarsi in base ai diversi scaglioni di reddito. Resta anche la “no tax area” valida per i redditi che raggiungono la cifra di 8140,00 euro. Quando si verificherà questa eventualità, verrà applicata una detassazione totale sul reddito minimo.

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