Doppio Conto Corrente per le Partite IVA: la novità della prossima legge finanziaria

La prossima legge finanziaria costringerà i lavoratori autonomi, quali fondatori di aziende, gestori d’impresa e freelancer, all’ apertura di un secondo corrente, adibito esclusivamente alla ricezione dei guadagni provenienti dalla propria attività.

Caratteristiche della nuova legge finanziaria sulle Partite Iva

Tutti gli imprenditori con ricavi fino a 65 mila euro annui, che fin’ora hanno sfruttato la legge sulla flat tax del 15%, possono dire addio ai vecchi benefici, e cominciare già da ora ad incassare un duro colpo, ovvero l’obbligatorietà di apertura di un secondo conto corrente, da destinare solamente agli incassi provenienti dalla propria attività. Così facendo si andrà a creare un conto corrente adibito esclusivamente al transito dei versamenti e prelievi della propria azienda, tutto ovviamente concepito per favorire l’amministrazione finanziaria.

Stando a quanto rivelato dallo Stato, la nuova legge finanziaria avrebbe come scopo l’inizializzazione della determinazione del guadagno in via analitica delle partite Iva il cui incasso di denaro ammonta fino ai sessantacinque mila euro all’anno; permettendo di conseguenza all’amministrazione di far rimettere in movimento controlli volti a verificare e indagare i due milioni di lavoratori indipendenti che per tutto il susseguirsi del’ 2019, sono stati esenti da obblighi di rendicontazione e fornimento di documenti.

Così facendo si potrebbe superare la risposta negativa arrivata da Bruxelles sulla concessione di indagare le persone in stato forfettario imponendogli l’obbligo di emettere fatturazione elettronica.

L’ anno precedente con la giunta della famosa flat tax fu abrogata la norma riguardante il costo complessivo, al netto degli ammortamenti, i valori strumentali, in caso della fine dell’attività con conseguente chiusura definitiva dell’esercizio non dovevano oltrepassare la soglia dei ventimila euro. Attualmente si sta cercando anche di reintegrare la somma massima dei cinquemila euro per i guadagni ricevuti da dipendenti e collaboratori, mettendo ai ferri corti i forfettari che dispongono di dipendenti nella propria attività.

Infine a completare la normativa, possiamo trovare la rinuncia definitiva riguardante la seconda parte della flat tax: l’imposizione di tassazione del 20% per le Partite Iva che fatturano guadagni variabili dai sessantacinque mila euro, fino ai centomila euro, che teoricamente sarebbe dovuta entrare in vigore, diventando obbligatoria, dal’ 1 Gennaio 2020. Questa dunque la mossa effettuata dal governo di Conte, con l’ obbiettivo di cambiare strada con meno misure sulle Partite Iva, andando in contro a famiglie e dipendenti con interventi centrati.

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