Dividendi 2026: le migliori cedole per la liquidità della tua impresa

Enel stacca un saldo di 0,26 euro il 20 luglio. Sesa registra ricavi in crescita del 7,9% e distribuirà 1,33 euro per azione il 21 settembre. Per chi gestisce liquidità aziendale, questi titoli offrono rendimenti lordi fino al 7,76% e provengono da aziende con bilanci in miglioramento. Non si tratta solo di incassare una cedola: la solidità dei fondamentali riduce il rischio di erosione del capitale investito, un aspetto cruciale quando si impiegano risorse destinate a investimenti futuri o a copertura di costi operativi.

Le cedole in arrivo: chi paga a luglio e settembre

Lunedì 20 luglio 2026 sette società quotate su Borsa Italiana staccheranno il dividendo, con pagamento dal 22 luglio. I rendimenti, calcolati sui prezzi di chiusura del 16 luglio, mostrano differenze significative.

SocietàDividendo (€)Prezzo (€) 16/7/26Rendimento lordo
Enel (saldo)0,2610,0042,60%
MFE-MediaForEurope A0,222,8347,76%
MFE-MediaForEurope B0,223,7745,83%
Pirelli0,346,854,96%
GPI0,6014,224,22%
Toscana Aeroporti0,37619,051,97%
DBA Group0,144,203,33%
Poligrafici Printing (1a tranche)0,0040,4780,84%

Enel ha già distribuito un acconto di 0,23 euro a gennaio: il dividendo complessivo 2026 ammonta a 0,49 euro per azione, in crescita del 4% rispetto all’anno precedente. Il gruppo ha inoltre autorizzato un buyback fino a 1,5 miliardi di euro, un segnale di cassa abbondante che può sostenere le quotazioni.

Calendario aziendale con date dividendo e monete d'oro, cedole per la liquidità delle imprese
I dividendi di luglio e settembre 2026 offrono cedole interessanti per chi gestisce la liquidità aziendale.

A settembre sarà la volta di Sesa, la tech company quotata sul segmento STAR. Il suo dividendo di 1,33 euro per azione sarà staccato il 21 settembre e pagato il 23 settembre. I conti dell’esercizio chiuso ad aprile 2026 mostrano ricavi per 3,62 miliardi (+7,9%), un utile netto di 80,6 milioni (+13,2%) e una generazione di cassa operativa di 205 milioni di euro, che ha portato la posizione finanziaria netta da un indebitamento di 74,7 milioni a soli 17,5 milioni negativi.

Quanto rende un impiego concreto: l’ipotesi Enel

Immaginiamo di investire 10.000 euro della liquidità aziendale in azioni Enel al prezzo di 10,004 euro del 16 luglio. Si acquisterebbero circa 999 azioni. Con un dividendo totale annuo di 0,49 euro, l’incasso lordo sarebbe di circa 489,5 euro, pari a un rendimento del 4,90% lordo annuo. Un flusso stabile, generato da un’azienda che ha pianificato un incremento della remunerazione del 6% annuo fino al 2028.

Oltre la cedola: cosa cercare quando la cassa lavora

Il denominatore comune tra Enel, Sesa e le altre società esaminate non è soltanto la distribuzione di dividendi. Emergono tre elementi che un imprenditore dovrebbe soppesare prima di destinare liquidità a titoli azionari:

  1. Crescita degli utili e del dividendo. Enel ha aumentato il payout del 4%, Sesa ha incrementato l’utile netto del 13,2%. Un dividendo in crescita segnala che il management vede margini di miglioramento, non di semplice mantenimento.
  2. Posizione finanziaria. Sesa ha quasi azzerato l’indebitamento netto in un anno, passando da -74,7 a -17,5 milioni. Enel finanzia un buyback da 1,5 miliardi senza intaccare il dividendo. Sono segnali di autonomia patrimoniale che riducono il rischio di sospensione delle cedole.
  3. Rendimento e volatilità. Il 7,76% di MFE A è quasi triplo rispetto all’1,97% di Toscana Aeroporti. Un rendimento elevato può essere sintomo di un prezzo compresso da incertezze: la cedola va incassata senza perdere di vista il capitale.

La decisione se e come impiegare temporaneamente la liquidità aziendale non passa solo dal rendimento immediato, ma dalla solidità dei fondamentali che garantiscono la continuità del dividendo e la protezione del capitale investito.

Fonti

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