Distributori di Carburante, Uno su Cinque è Irregolare, Attenzione alle Truffe

Dei 1.379 distributori ultimamente controllati dalla Guardia di Finanza, 330 sono risultati non in regola, ovvero il 20%. Le violazioni riguardano maggiormente la disciplina dei prezzi, ma a 55 di questi sono stati contestati reati più gravi, denunciati all’Autorità giudiziaria e puniti con il sequestro di oltre 500.000 litri tra benzina e gasolio. I reati più comuni riguardano l’additivazione con prodotti poveri del carburante destinato alla vendita, con conseguente aumento dei profitti, oltre all’evasione delle accise e dell’IVA sui consumi.

Addirittura a Taranto è stato scoperto un distributore totalmente clandestino, con tanto di pompa e cisterna da 9.000 lt, allestito in un capannone all’interno di un vecchio casolare. A marzo scorso risale la scoperta della maxi frode fiscale da 120 milioni di Euro, avvenuta in seguito all’operazione Drago nero da parte della GdF, che ha visto 25 imputati in varie regioni tra Abruzzo, Campania, Puglia, Lombardia, Marche e Lazio e finita con il sequestro di beni per 22 milioni e l’arresto di un 50nne di San Severino Marche, tale Marco Colotti ritenuto il capo dell’organizzazione. La banda trafficava da anni gestendo un giro di cartolarizzazioni false ad opera di società risiedenti in Bulgaria e Repubblica Ceca, un sistema raffinatissimo e ingegnoso che è costato allo stato diversi miliardi in mancate entrate.

Da dove arriva il carburante

I prodotti petroliferi garantiscono allo stato un’entrata fiscale di circa 40 miliardi. È anche vero che sui carburanti la componente tributaria è del 64.7% per la benzina e del 61,8% sul gasolio tra IVA e accise, la quota più alta dell’U.E. Il prezzo finale applicato dai distributori è ai limiti del sostenibile, specialmente per un paese in crisi economica che ha velleità di ripresa. Ad agire in modo scorretto sono in primis le aziende petrolifere un quanto all’aumentare del greggio sul mercato internazionale sono prontissime da adeguare i prezzi al rialzo, mentre non sono altrettanto sollecite quando gli stessi vanno calati.

Una piccola percentuale di gasolio per uso agricolo viene illecitamente commercializzato dalle stesse aziende rurali ad un prezzo molto basso, ma le truffe vengono maggiormente commesse dai distributori stessi giocando di abilità sull’erogazione e sul prezzo. Circa il 10% dei carburanti in circolazione è illecito; proviene da furti agli oleodotti ad opera di bande organizzate ( lo scorso maggio è stata sgominata una bamda italo-lettone che operava tra Pavia, Alessandria e Piacenza), oppure da un vero e proprio contrabbando internazionale.

Petrolio rubato nelle raffinerie libiche arriva in Italia tramite i porti minori e su navi cisterna di bassa portata, tanto per non dare nell’occhio. Qui viene raffinato e messo in commercio sui circuiti ufficiali, con la complicità dei vari distributori che dalla compra-vendita in clandestinità producono un ricavo maggiore, oltretutto richiamando una maggior clientela grazie ad un prezzo finale che riescono a praticare in assenza di IVA e accise.

La qualità del carburante

A monte dei traffici illeciti di carburante c’è la criminalità organizzata, verso cui il controllo è reso più difficoltoso dall’aumento dei gestori consecutivo alla liberalizzazione del mercato. È ovvio che prodotti raffinati in clandestinità, di provenienza agricola (destinato ai trattori) o carburante additivato con miscele secondarie, risultano di bassa qualità e possono danneggiare i motori, specialmente quelli più sofisticati, di ultima generazione.

Un prezzo troppo al di sotto della media può nascondere questa insidia e risulta pertanto azzardato lasciarsi attrarre da un improbabile quanto illusorio risparmio. Il termine accisa definisce sia una tassa varata in urgenza per un evento particolare e improvviso e pertanto destinata a scomparire col cessare dell’emergenza, sia una tassa applicata sulla quantità e non sulla qualità; pertanto prevede lo stipaggio in depositi autorizzati e nel caso dei carburanti, un prodotto a norma di legge.

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