Con l'avvio della demolizione dell'ex concessionaria Brinobet, partito questa mattina alle 9, si libera un'area che per oltre un decennio è rimasta inutilizzata e degradata. Dietro le ruspe c'è un'operazione da 20-25 milioni di euro complessivi — cifra che oscilla a seconda della fonte: Qdpnews parla di 20 milioni, TrevisoToday di 25. In entrambi i casi si tratta di uno dei più consistenti investimenti privati degli ultimi anni nel territorio comunale.
L'appalto è stato affidato nel 2026 all'impresa Tonon Spa, con progettazione e direzione lavori seguite dalla società D-Recta di San Fior. Il cantiere — 71.000 metri quadrati complessivi — resterà attivo fino a fine 2027, data prevista per la consegna del nuovo IperLando. Per le imprese del territorio, i 16 mesi di lavori rappresentano una finestra operativa concreta: subappalti, forniture e servizi sono già sul tavolo.
Cosa significa per chi ha una partita IVA
Il nuovo supermercato occuperà 14.000 metri quadrati di superficie, con un'area di vendita di quasi 8.000 metri quadrati all'interno di un lotto da oltre 70.000 mq. Un dimensionamento che ne fa un polo commerciale di prima fascia, con 843 posti auto, parcheggi drenanti, isole verdi e 15.000 mq di aree piantumate.
Per chi opera nell'impiantistica, nella logistica e nei servizi, la scheda tecnica del progetto offre indicazioni operative immediate:
- 17 posti auto riservati a disabili
- 16 colonnine di ricarica elettrica
- 14 stalli dedicati alle mamme
- 16 rastrelliere portacarrelli (14 esterne, 2 interne)
Sono tutti apprestamenti che richiedono forniture specializzate, dalla segnaletica agli impianti elettrici, fino alle sistemazioni a verde. Il cantiere durerà circa 16 mesi: la finestra per subappalti e forniture è già aperta, e muoversi prima dell'assegnazione formale può fare la differenza tra entrare nella filiera o restare fuori.

Due rotonde e vasche di laminazione: il pacchetto opere pubbliche
Il progetto non si esaurisce nel punto vendita. L'intervento include due nuove rotatorie — una sulla statale Pontebbana con diametro di 46,5 metri, l'altra all'incrocio tra via dei Colli e via Barriera — più due vasche di laminazione per il rischio idrogeologico e due nuove fermate del trasporto pubblico Mom.
Il meccanismo è quello dello scomputo degli oneri di costruzione: Lando anticipa progettazione, direzione lavori e sicurezza delle opere pubbliche, recuperando l'importo dagli oneri dovuti al Comune. Per le imprese locali questo si traduce in un doppio binario di opportunità: da un lato i subappalti legati al supermercato, dall'altro le commesse per le infrastrutture pubbliche, che viaggiano sullo stesso cronoprogramma.
«Abbiamo lavorato e ci siamo impegnati parecchio su questo progetto — ha dichiarato il sindaco Gianni Montesel — Ne avevamo parecchi di una certa consistenza, ma questo in termini di gestione ci è costato molta fatica.»
Analisi: quanto incide l'area verde sul lotto e perché interessa le imprese
Un dato su cui vale la pena fermarsi: i 15.000 metri quadrati destinati a verde e sostenibilità rappresentano il 21,1% dell'area totale del cantiere (71.000 mq). Se si considera che la superficie edificata dal supermercato è di 14.000 mq (19,7%), il progetto destina più spazio al verde che all'edificio commerciale vero e proprio.
Non è un dettaglio estetico. Per le imprese di manutenzione del verde, per i vivai e per chi fornisce sistemi di irrigazione e drenaggio, questo rapporto si traduce in commesse che vanno ben oltre la semplice sistemazione a prato: 15.000 mq di aree piantumate richiedono progettazione paesaggistica, impianti, e contratti di manutenzione pluriennali. Inoltre, i parcheggi sono dichiaratamente drenanti e intervallati da isole verdi: una soluzione che combina permeabilità del suolo e gestione delle acque meteoriche, in linea con le due vasche di laminazione previste in via Barriera. Chi opera nel settore delle pavimentazioni drenanti e dei sistemi di invarianza idraulica ha qui un caso-scuola da seguire, con ricadute che vanno oltre il singolo cantiere.
La demolizione dell'ex Brinobet, attesa dal 2012, non è solo la fine di un ecomostro sulla Pontebbana: è l'apertura di un cantiere che per 16 mesi genererà indotto diretto e infrastrutture permanenti. Sapere oggi che il 21% del lotto sarà verde e che l'accesso all'area sarà governato da due nuove rotatorie significa per un'impresa locale poter pianificare offerte e partnership prima che i subappalti vengano assegnati.






