Decreto Dignità di Di Maio, Cos’è e Cosa Prevede

Luigi Di Maio è pronto ad adottare al più presto il Decreto Dignità che, come dichiarato dallo stesso  ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, servirà “solo ed esclusivamente per ristabilire i diritti sociali dei cittadini”. Ma entriamo nei dettagli e scopriamo assieme i principali pilastri di questo decreto, ovvero meno burocrazia, disincentivare le delocalizzazioni, lotta alla precarietà e abolizione delle pubblicità sul gioco d’azzardo.

Addio a spesometro e redditometro

Partiamo dal primo punto che riguarda la burocrazia. A tal proposito, grazie al Decreto Dignità, si intende favorire l’attività di impresa eliminando spesometro, studi di settore e redditometro. “L’era della martirizzazione degli imprenditori – ha dichiarato Di Maio – è finita, ora avranno lo Stato dalla loro parte”.

Blocco alle delocalizzazioni

 Il secondo obiettivo è quello di contrastare le delocalizzazioni. In particolare, in base a quanto dichiarato da Di Maio, chi si avvale di fondi pubblici per la propria attività non può andare all’estero. I soldi dello Stato italiano, infatti, dovranno essere utilizzati per creare posti di lavoro in Italia.

 Lotta alla precarietà

Terzo pilastro è la lotta alla precarietà e quindi la necessità di rivedere il Jobs Act che “è andato nella direzione dell’eliminazione di diritti e tutele, noi faremo esattamente l’opposto”. L’intento è quello di “restituire dignità ai lavoratori” e in particolare si prende in considerazione la situazione dei riders, ovvero gli addetti alle consegne a domicilio in bicicletta, che fino ad oggi non hanno un contratto che li tutela. A tal proposito si pensa di far rientrare i riders fra i lavoratori subordinati. Come previsto dall’articolo 2024 del Codice Civile, infatti, i lavoratori subordinati hanno diritto ad un trattamento economico minimo, ma anche al riconoscimento di malattie, ferie e maternità.

No alle pubblicità sul gioco d’azzardo

 Il quarto punto alla base del Decreto Dignità è lo stop alle pubblicità sul gioco d’azzardo. La ludopatia, infatti, è una vera e propria piaga che ha colpito molte famiglie e per questo motivo non deve essere pubblicizzata. “Così come è vietata la pubblicità delle sigarette – ha dichiarato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico – sarà vietata quella del gioco d’azzardo. Entrambi nuocciono gravemente alla salute dei cittadini”.

Si tratta di quattro punti da cui, secondo Di Maio, “è necessario partire per ristabilire un principio che in questi anni è stato calpestato: il cittadino al centro”. Anche perché “Non è possibile che ci sia gente che non riesce a campare mentre c’è chi percepisce pensioni d’oro e vitalizi”.

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