Da ottobre 2026 l'INPS avvia i pagamenti del taglio del cuneo fiscale anche per chi riceve prestazioni di accompagnamento alla pensione, con gli arretrati del bonus aggiuntivo maturati dal 1° gennaio 2026. Per chi ha un'impresa o una partita IVA la notizia ha due risvolti concreti: il sostituto d'imposta resta responsabile di calcoli e conguagli sui propri dipendenti, e l'allargamento della platea a NASpI, DIS-COLL e strumenti di esodo cambia il perimetro di chi entra o esce dall'azienda.
Il sostituto d'imposta applica tutto in automatico
Le due misure della Legge di Bilancio 2025 non richiedono domanda: il sostituto d'imposta le riconosce al momento del pagamento dello stipendio o della prestazione. Il bonus aggiuntivo è una somma non imponibile per redditi fino a 20.000 euro, calcolata con percentuali del 7,1% (fino a 8.500 euro), 5,3% (tra 8.500 e 15.000 euro) e 4,8% (oltre 15.000 euro). L'ulteriore detrazione vale 1.000 euro per redditi tra 20.000 e 32.000 euro e decresce progressivamente fino ad azzerarsi a 40.000 euro.
Recuperi sopra 60 euro: rimborso automatico in 10 rate
La verifica finale arriva con il conguaglio fiscale di fine anno. Se emergono somme non spettate — tipicamente perché altri redditi hanno fatto superare una soglia — il sostituto d'imposta recupera l'indebito. Sopra i 60 euro il recupero viene dilazionato automaticamente in 10 rate di pari importo a partire dalla prima retribuzione utile. Per un'impresa significa sostenere il costo amministrativo del calcolo mensile e gestire le compensazioni quando un dipendente cambia fascia di reddito.
Ape sociale, isopensione e Naspi: la platea si allarga
Il messaggio INPS n. 2829 del 14 settembre 2026 chiarisce che i benefici spettano anche a chi riceve prestazioni sostitutive del reddito di lavoro dipendente: APE sociale, isopensione, assegni straordinari dei settori bancario e assicurativo, indennità da contratti di espansione, oltre a NASpI e DIS-COLL. Restano esclusi i titolari di soli redditi da pensione, comprese le pensioni integrative e complementari. Se un percettore cumula una prestazione sostitutiva e una pensione, i due importi si sommano per determinare il reddito complessivo.

La rinuncia preventiva sulla Piattaforma Fiscale
È in fase di implementazione, sulla Piattaforma Fiscale, una procedura che consente di rinunciare preventivamente ai benefici, in modo analogo a quanto già previsto per il trattamento integrativo. Serve a chi prevede di superare le soglie di reddito e preferisce evitare somme da restituire in sede di conguaglio. Per un'impresa è uno strumento da segnalare ai collaboratori con redditi variabili o plurimi.
Un calcolo aiuta a leggere le due misure come una scala continua. Il bonus aggiuntivo su un reddito di 20.000 euro vale il 4,8%, cioè 960 euro non imponibili; appena sopra quella soglia scatta l'ulteriore detrazione piena di 1.000 euro. Tra il tetto di una misura e il pavimento dell'altra restano 40 euro di differenza: il legislatore ha costruito il passaggio senza scalini bruschi nel netto. Per un datore di lavoro questo riduce il rischio di contestazioni su pochi euro, ma non elimina il lavoro di verifica mensile.
Sullo sfondo resta il quadro politico: secondo la senatrice di Fratelli d'Italia Simona Petrucci, il Governo ha già messo a disposizione oltre 21 miliardi di euro con il taglio del cuneo e l'accorpamento delle aliquote.
Per un'impresa il vero adempimento non è informare il dipendente, ma tenere il calcolo mensile e governare il conguaglio: l'errore, sopra i 60 euro, si paga in dieci rate.


