Con la circolare n. 67 del 18 giugno 2026, l'INPS ha fissato il conto preciso che ogni coltivatore diretto, colono, mezzadro e imprenditore agricolo professionale deve mettere a bilancio per quest'anno. Il dato che muove tutti i calcoli è il reddito medio convenzionale giornaliero, aggiornato a 66,86 euro dal decreto ministeriale del 22 maggio 2026. Tradotto in numeri concreti: un'impresa in prima fascia, in zona normale, spende 3.287,09 euro per ogni unità iscritta, e la prima rata scade tra meno di quattro settimane.
Come si calcola il contributo dovuto
L'importo IVS si ottiene applicando l'aliquota del 24% al reddito convenzionale annuo della fascia in cui rientra l'azienda. Il reddito convenzionale è il prodotto tra il reddito giornaliero (66,86 euro) e le giornate previste dalla Tabella D allegata alla legge n. 233/1990:
- Prima fascia: 156 giornate
- Seconda fascia: 208 giornate
- Terza fascia: 260 giornate
- Quarta fascia: 312 giornate
L'aliquota è identica per tutte le categorie, senza distinzione di zona o di età. Comprende il contributo addizionale del 2% già incorporato. A questa quota si aggiunge un'addizionale giornaliera di 0,81 euro, calcolata fino a un massimo di 156 giornate per unità attiva.
Gli importi totali per fascia e categoria
I valori sotto sono contributi annui complessivi (IVS + addizionale + maternità + INAIL dove dovuta) per ciascuna combinazione categoria–zona:
| Categoria e zona | Fascia 1 | Fascia 2 | Fascia 3 | Fascia 4 |
|---|---|---|---|---|
| Coltivatori diretti, coloni e mezzadri — zone normali | 3.287,09 € | 4.121,50 € | 4.955,91 € | 5.790,33 € |
| Coltivatori diretti, coloni e mezzadri — zone montane/svantaggiate | 3.087,21 € | 3.921,62 € | 4.756,03 € | 5.590,45 € |
| Coltivatori over 65 pensionati — zone normali | 1.972,29 € | 2.389,50 € | 2.806,71 € | 3.223,91 € |
| Coltivatori over 65 pensionati — zone montane/svantaggiate | 1.772,41 € | 2.189,62 € | 2.606,83 € | 3.024,03 € |
| Imprenditori agricoli professionali — regime ordinario | 2.637,09 € | 3.471,50 € | 4.305,91 € | 5.140,33 € |
| IAP over 65 pensionati | 1.322,29 € | 1.739,50 € | 2.156,71 € | 2.573,91 € |
Gli importi si riferiscono a ciascuna unità attiva iscritta: un'impresa con più soci o familiari coadiuvanti moltiplica il costo per ogni posizione.
INAIL e maternità: le voci che separano IAP e coltivatori
Le due categorie si comportano diversamente davanti alla quota INAIL, che copre infortuni sul lavoro e malattie professionali. I coltivatori diretti, coloni e mezzadri la devono versare: 650,00 euro in zone normali, 450,12 euro in zone montane o svantaggiate. Gli imprenditori agricoli professionali ne sono esclusi.
È questa la spiegazione diretta del divario tra le colonne della tabella: confrontando la prima fascia in zona normale, un coltivatore paga 3.287,09 euro e un IAP 2.637,09 euro — esattamente 650 euro di differenza, pari alla quota INAIL non dovuta.

Il contributo di maternità è invece uguale per tutti: 7,49 euro annui per ciascuna unità iscritta.
Da segnalare: per il 2026 cessa la riduzione della contribuzione INAIL prevista dalla legge n. 147/2013. Le nuove quote capitarie, fissate con decreto ministeriale del 1° aprile 2026, incorporano già questa modifica.
Scadenze F24 e riduzione per over 65
Il versamento si effettua in quattro rate con modello F24, le cui deleghe precompilate sono disponibili nel Cassetto previdenziale del contribuente INPS:
- 16 luglio 2026 — prima rata
- 16 settembre 2026 — seconda rata
- 16 novembre 2026 — terza rata
- 18 gennaio 2027 — quarta e ultima rata
Sul versato in ritardo si applicano sanzioni e interessi. I lavoratori autonomi con più di 65 anni già titolari di pensione presso le gestioni dell'Istituto possono richiedere la riduzione del 50% dei contributi dovuti, ai sensi della legge n. 449/1997.
Quanto conviene operare in zona svantaggiata o essere IAP
Chi ha l'azienda in zone montane o svantaggiate — individuate rispettivamente dall'art. 9 del D.P.R. n. 601/1973 e dall'art. 15 della legge n. 984/1977 — beneficia di una quota INAIL ridotta: 450,12 euro invece di 650,00. Il risparmio annuo per ogni unità iscritta è di 199,88 euro rispetto a una posizione identica in zona normale. Su un'impresa con tre soci attivi, il differenziale ammonta a 599,64 euro all'anno.
Combinando le due agevolazioni — zona svantaggiata e titolare over 65 con pensione — un coltivatore in prima fascia scende a 1.772,41 euro annui, meno della metà dei 3.287,09 euro dell'omologo in zona normale senza riduzione.
Con la scadenza del 16 luglio già visibile all'orizzonte, il primo passo operativo è accedere al Cassetto previdenziale per verificare la fascia assegnata e scaricare le deleghe F24 precompilate: il tempo utile per correggere eventuali errori di classificazione si stringe rapidamente.
Fonti
- INPS: Coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali – contributi obbligatori 2026 | Dottrina Lavoro
- Contributi agricoli 2026, tabelle INPS per coltivatori e IAP — PMI.it
- Contributi agricoli 2026 coltivatori diretti, coloni, mezzadri e IAP — Ipsoa Lavoro


