Conti Individuali di Risparmio (CIR): Cosa Sono e Incentivi Fiscali

I Conti Individuali di Risparmio, noti come CIR, sono degli strumenti che hanno nei piccoli investitori il loro target di riferimento. Il motivo? Il loro obiettivo primario consiste nell’incentivare quanti più risparmiatori possibile nell’effettuare degli investimenti sui titoli di stato. In questo modo, anche le finanze pubbliche se ne avvantaggiano. Perché nell’ultimo periodo si parla così tanto dei CIR? Sostanzialmente, con l’approvazione della Legge di Bilancio, prevista per l’autunno del 2018, ci potrebbe essere con ogni probabilità il ritorno dei Conti Individuali di Risparmio. L’intento del Governo è quello di far affluire sui CIR gli investimenti in titoli di stato, su tutti BTP e bond governativi, emessi dal 2019.

Chi saranno i destinatari di questo strumento finanziario? Possono essere considerati destinatari dei CIR tutti i residenti in Italia, dove per residenza, naturalmente, si intende la residenza fisica. Ergo, in questo caso, a differenza delle aziende e delle persone giuridiche, sarà possibile usufruire di detrazioni fiscali. Ciò vuol dire che a fronte di plusvalenze, che scaturiscono tipicamente dalla differenza fra acquisto e rimborso, il diretto interessato non dovrà in alcun modo fronteggiare la tassazione posta in essere sulle rendite finanziarie. Nel caso dei titoli di stato, va ricordato che l’aliquota è del 12,5% contro il 26% dei bond societari, dei titoli azionari, dei rapporti bancari e degli ETF. Il credito d’imposta per un CIR può essere anche di appena il 3,5%. Inoltre, un altro aspetto che classifica al meglio i Conti Individuali di Risparmio sta nel fatto che non possono essere soggetti né a pignoramenti di alcun tipo, né tanto meno a sequestri.

CIR Compliance: cosa Sono

Dall’anno venturo (ndr 2019), quindi, ogni titolo di stato che viene emesso dal Tesoro Italiano può rientrare tranquillamente nella categoria CIR. Per ciò che concerne le obbligazioni, queste dovranno per forza di cose essere conservate fino a quando non scadranno; inoltre, non sarà possibile né considerarle alla stessa guida dei pronti contro termine, dandole di fatto in garanzia per ulteriori operazioni finanziarie, né tanto meno avviare tutta una serie di operazioni di breve termine in titoli di stato, come avviene per le vendite allo scoperto. Allo stato attuale delle cose, in cantiere vi sarebbe un’ipotesi: seppur per una quota minoritaria, di percentuale compresa tra il 5% ed il 10%, all’interno dei Conti Individuali di Risparmio, potrebbero essere ricompresi anche investimenti del calibro delle obbligazioni o delle azioni societarie.

Fino a quanto sarà possibile investire annualmente nel CIR? Ogni anno sarà possibile investire nel CIR una quota fra i 30.000 euro e i 900.000 euro. Con ogni probabilità, all’interno della nuova normativa, verranno fissati dei paletti in riferimento al costo di un CIR. La soglia massima ammonterà allo 0,15% del totale dell’investimento ed il valore sarà chiaramente influenzato dai costi di natura gestionale e amministrativa, senza tralasciare le consulenze esterne.

Incentivi fiscali

Sulla stessa falsariga di quanto verificatosi con i Paesi Anglosassoni che primi fra tutti hanno testato con successo strumenti finanziari come i Conti Individuali di Risparmio, anche le finanze dello Stato ne gioveranno. Poco ma sicuro. I vantaggi fiscali non saranno di fatto appannaggio solo dei piccoli investitori, ma anche delle casse dell’erario. Nell’ottica di un radicale miglioramento dei conti pubblici, la stabilizzazione delle fluttuazioni insieme all’abbassamento della tensione sui titoli di debito pubblico saranno più che probabili. Lo stesso dicasi per i benefici sullo spred.

Qual è la loro differenza con i Piani Individuali di Risparmio? Noti come PIR, i Piani Individuali di Risparmio vanno considerati come uno strumento d’investimento da medio-lungo termine che mirano a veicolare quante più risorse possibile verso le piccole e medie imprese. A proporre e a gestire i PIR sono sempre le cosiddette SGR, ossia società di gestione di risparmio. A chi sono indirizzati? Solo ed esclusivamente alle persone fisiche. Ciò vuol dire appunto che né le imprese, né tanto meno le persone giuridiche potranno sottoscriverli. I CIR, invece, hanno come oggetto di riferimento i Buoni del tesoro poliennale (BTP) e i bond governativi.

Ad ora mancano dettagli squisitamente tecnici sui Conti Individuali Risparmio, dato che il progetto di legge è ancora eventuale. Ergo, ognuna delle ipotesi testé riportate va al momento presa con le dovute precauzioni, in quanto insieme di rumors raccolti dai più noti quotidiani nazionali, e confrontati al momento dell’applicazione effettiva del provvedimento.

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