Consulenza Finanziaria: cos’è, Società che la Offrono e come può esserti Utile

Una consulenza finanziaria o advisory consiste nell’individuazione di un percorso ottimale in termini di investimenti in ambito economico consigliato da uno specialista ad un utente che non abbia capacità adeguate e/o nozioni in merito. Un’advisory è più o meno l’equivalente della ricetta del medico, prescritta in scienza e coscienza e scevra da qualunque legame tra il medico e la casa farmaceutica che produce il farmaco prescritto. Così come l’ipotetico medico andrebbe in conflitto di interessi in caso di comparaggio, allo stesso modo un impiegato di una banca che consigli ai propri clienti i pacchetti azionari emessi del suo stesso istituto, cadrebbe in una contraddizione in termini e nel falso ideologico.

Anche gli agenti finanziari in realtà erano dei venditori che con discorsi non alla portata del cliente e forzature artatamente nascoste lo spingevano all’acquisto di azioni gestite dall’azienda mandante. Questi nulla avevano a che fare con una consulenza intesa nel vero senso del termine, dal momento che venivano retribuiti in provvigioni, cioè in percentuale rispetto alla cifra impegnata dal cliente.

I rischi della speculazione e le nuove figure professionali

Questi comportamenti scorretti hanno creato bolle speculative responsabili di diverse vittime tra i consumatori e fallimenti di istituti di credito anche molto solidi. Ricordiamo lo scandalo della Parmalat, la bolla americana legata al fallimento della Laemon Brothers con la relativa crisi finanziaria del 2008, seguita da quella europea del 2011. Una finanza malata e condizionata da titoli “velenosi” costruisce un castello di carta molto fragile, la cui caduta provoca un effetto domino su tutte le economie. In virtù di questo e delle vittime delle banche venete, di banca Etruria e altre, l’UE con il varo del MiFID 1 (Markets in Financial Instruments Directive) dal 27 gennaio 2017 implementato dal MiFID 2, stabilisce in chiari termini tra l’altro la figura del “consulente finanziario”.

Questo deve essere un professionista slegato da interessi di parte, è pagato dal cliente stesso (con parcella fissa, non legata all’investimento) e impartisce dopo attenta analisi delle esigenze dell’utente, consigli personalizzati e relativi ad una gamma completa di prodotti. Tra i doveri del consulente finanziario figura l’esposizione al cliente dell’incognita relativa a tutte le operazioni finanziarie. Quando anche un utente non abbia neanche voglia di capire i meccanismi relativi ad una data proposta, il consulente deve quanto meno esporre una sorta di preventivo chiaro e decifrabile con il quale chi investe il proprio denaro capisca la relativa alea anche se minima e soprattutto che l’acquisto di ogni prodotto finanziario comporta dei rischi e che non è equiparabile all’acquisto di BOT o BTP.

Il MiFID e le SIM

Parimenti ai professionisti individuali, il MiFID impone quanto già parzialmente previsto dal TUF nel 1998 (Gov. Amato), l’istituzione delle SIM (Società di Intermediazione Mobiliare). Queste hanno il compito di assistere gli investitori nella scelta di prodotti finanziari adeguati alle proprie capacità economiche, alle aspettative in termini di tempi di recupero ed assicurare un certo equilibrio tra investimento e bilancio in caso di imprese.

Le SIM devono garantire e dimostrare indipendenza da ogni istituto di capitalizzazione e tutte le forme principali di etica professionale richieste dalla direttiva europea. Queste sono sottoposte al controllo da parte del Consob e della Banca d’Italia; molte sono altresì consociate ad esibizione di ulteriore garanzia nell’Ascofind (ex ASCOSIM), che prevede un rigidissimo codice etico di appartenenza. Queste alcune SIM:

  • ABS Consulting;
  • Archeide SCF;
  • Banca Popolare di Lajatico;
  • Conversate;
  • CS Family Office;
  • DB&B Consulting;
  • FIDA e molte altre.

Le operazioni finanziarie si rendono sempre più necessarie quali alternative ai fondi deposito dalla resa ormai irrisoria. Termini come brokerage, selling, dealing, underwriting dovranno necessariamente essere assimilati così come minime nozioni di finanza, per poter dialogare con i consulenti o almeno comprendere l’azione che si sta sottoscrivendo. Mai auto-convincersi di essere abbastanza preparati per il fai da te; per investire i propri risparmi occorre sempre la consulenza di un esperto le cui conoscenze sia in termini di mercato che di soluzioni possibili sono pressoché complete e che dovrebbero essere impiegate esclusivamente nell’interesse dell’utente.

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