Condono e Pace Fiscale proposti da Salvini: Ecco di cosa si Tratta

“Il primo intervento sarà la pace fiscale, con la chiusura delle liti tra italiani ed Equitalia”. Sono queste le parole pronunciate da Matteo Salvini in occasione di un comizio a Fiumicino.

Parole, quelle del leader della Lega, vicepremier e ministro dell’Interno che fanno ben sperare molti contribuenti, che in questo modo potrebbero finalmente risolvere i loro problemi con il Fisco. Ma cos’è la pace fiscale e cosa la differenzia dal condono? Scopriamolo assieme!

Minori liti e maggiori entrate tributarie

In occasione dell’apertura dell’anno giudiziario in Cassazione, il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria ha reso noto i dati riguardanti le pendenze tributarie che nel grado di legittimità rappresentano ben il 49% del totale delle cause civili. Nel 2017, inoltre, è stato presentato un nuovo ricorso su tre di natura fiscale. Dati interessanti che si rispecchiano in cause pendenti per un valore pari a  circa 50 miliardi: 25,3 miliardi in primo grado e altri 25 circa  in appello.

È importante inoltre ricordare che nel 2017 è diminuito del 10,7% il numero delle liti tributarie pendenti. In particolare si è registrato un calo del 9,4% dei ricorsi presentati nel primo grado di giudizio e del 7,2% degli appelli presentati nel secondo grado di giudizio. A favorire questo trend è stata l’attivazione a livello nazionale del processo tributario telematico che ha riscosso un grande apprezzamento da parte degli operatori.

Nei primi 4 mesi del 2018, inoltre, le entrate tributarie e contributive sono aumentate del 3,5% rispetto all’anno precedente, per un valore pari a 7.052 milioni di euro. A dichiararlo il Ministero dell’economia e Finanza nel Rapporto sulle entrate tributarie e contributive di aprile 2018 spiegando che su questo dato incide l’aumento del 3,9% delle entrate tributarie, che hanno interessato i 130,22 miliardi di euro, e la crescita delle entrate contributive del 2,9%.

Pace fiscale o condono tombale?

Ci sono cartelle esattoriali “che stanno togliendo il sonno a milioni di italiani, a chi non riesce a pagare 3-4 mila euro che sono diventati 10mila euro, quelle cartelle per me non esistono, mi dai il 15% ed è pace fatta“. Così si è espresso il Ministro dell’interno Salvini ad Orbassano, in provincia di Torino, parlando in merito ala cosiddetta pace fiscale con Equitalia. Ma effettivamente di cosa si tratta?

In base all’ipotesi avanzata da Lega e Movimento 5 Stelle si pensava di richiedere tra il 6 e il 25% del debito nei confronti del Fisco, prendendo in considerazione alcuni parametri come ad esempio stato patrimoniale e redditi. È ovvio che l’applicazione di queste percentuali comporti minor incassi per lo Stato che oscillano dai 13 ai 60 miliardi di euro.

Secondo la Lega la pace fiscale dovrebbe aiutare ad ottenere 60 miliardi di euro in 2 anni, ma questi dati prendono in considerazione il totale dei vecchi crediti dell’Agenzia delle Entrate che superavano gli 800 miliardi di euro. Gran parte di questi crediti, però, non possono più essere recuperati in quanto alcuni dei contribuenti interessati sono morti, nullatenenti oppure possiedono solamente la prima casa che per legge non può essere toccata. Considerando una percentuale di circa il 25%, quindi, si ottengono entrate tributarie pari a 13 miliardi anziché 60 come auspicato.

Proprio per questo motivo si potrebbe decidere di passare dalla pace fiscale ad un vero e proprio condono tombale. A tal proposito è bene ricordare che il classico condono cancella solamente i debiti già noti al Fisco, mentre con il condono tombale non solo si cancellano i debiti già iscritti a ruolo ma si elimina la possibilità di fare accertamenti sul passato. Una manovra già approvata nel 2002 dalla Lega con il governo Berlusconi e che permise allo Stato di incassare 34 miliardi di euro su più anni. Il Movimento 5 Stelle, però, non sembra essere dello stesso avviso in merito e non resta quindi che attendere ulteriori novità in merito.

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