Come Investire in Obbligazioni

Le obbligazioni possono costituire una buona opportunità per investire? O è meglio puntare su altri strumenti? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi? In questo nostro approfondimento, cerchiamo di esaudire ogni curiosità su questo strumento finanziario, comprendendone chi può ottenere il massimo da esso!

Cosa sono

Le obbligazioni sono dei titoli di debito emessi da una società o da un ente (si pensi allo Stato), che attribuisce al suo possessore il diritto di ottenere il rimborso del capitale prestato, in aggiunta a un interesse che potrà essere corrisposto unitamente al valore nominale del titolo e/o con delle cedole periodiche.

Come funzionano

In realtà, non esiste un’unica tipologia di obbligazione. E, dunque, non esiste un unico “funzionamento” per tutte le tipologie di obbligazioni. Possiamo comunque rammentare come il fattore comune di tutti i titoli di debito sia, per l’investitore / prestatore, il diritto di ottenere il rimborso del capitale, generalmente alla scadenza e in un’unica soluzione, e quello all’ottenimento di interessi, che di solito vengono liquidati periodicamente, mediante la cedola.

A loro volta, però, le obbligazioni possono classificarsi in:

  • obbligazioni ordinarie: si tratta di titoli il cui rimborso nel caso di liquidazione o fallimento dell’emittente avviene in modo prioritario rispetto agli altri creditori. Fanno parte di questa categoria le obbligazioni a tasso fisso (la remunerazione per l’investitore è fissa per l’intera durata del prestito), a tasso variabile (il rendimento è variabile, predeterminato o indicizzato), strutturate (sono titoli che incorporano un contratto derivato, come un’opzione o uno swap;
  • obbligazioni subordinate: sono titoli il cui rimborso in caso di liquidazione o di fallimento dell’emittente avviene dopo quello dei creditori ordinari. Si tratta pertanto di strumenti con rischi più elevati rispetto alle obbligazioni ordinarie e, proprio per questo motivo, hanno generalmente un maggiore rendimento;
  • obbligazioni callable: si tratta di obbligazioni a tasso fisso, con l’emittente che si riserva la facoltà di rimborsare gli investitori prima della scadenza naturale del titolo, generalmente nel caso in cui le condizioni di mercato siano sufficientemente favorevoli per farlo;
  • obbligazioni convertibili: sono particolari obbligazioni che incorporano la possibilità, per l’investitore, di convertire a scadenza il prestito obbligazionario in azioni, con un rapporto di cambio che viene predeterminato.

I vantaggi

Il principale vantaggio delle obbligazioni è quello legato alla possibilità di ottenere un rendimento fisso o variabile, in cambio della rinuncia al possesso di un capitale. Si tratta di un vero e proprio prestito e, come tale, il rendimento ottenibile dipenderà dal rischio della controparte: più il titolo è rischioso (poiché magari l’emittente non è in buone condizioni di salute, o perché si sta negoziando un’obbligazione subordinata), e più il rendimento sarà elevato.

Si tenga anche conto che le obbligazioni possono essere negoziate anche prima della scadenza naturale, sul mercato secondario. In questo caso sarà pertanto possibile rientrare in possesso almeno di parte del capitale, alle condizioni di mercato, qualora sia necessario disporne.

Anche se gli obbligazionisti non possono partecipare alla vita della società, a loro è pur sempre riconosciuta la costituzione in una speciale assemblea che ne possa far valere i diritti (l’assemblea degli obbligazionisti). In cambio di questa rinuncia alla partecipazione attiva della vita societaria, gli obbligazionisti potranno però godere di un miglior trattamento rispetto agli azionisti: in caso di fallimento, infatti, gli obbligazionisti verranno pur sempre rimborsati prima di coloro che invece hanno investito nel capitale di rischio societario.

Gli svantaggi

Gli svantaggi delle obbligazioni sono legate principalmente al rendimento ottenibile dall’investimento:  trattandosi di un prestito di lungo termine, con le obbligazioni a tasso fisso potrebbe accadere che il prestatore finisca con il sottoscrivere un contratto che lo remunera… meno di quanto il mercato andrà a fare, in caso di trend crescente dei tassi di interesse.

Detto ciò, l’altro svantaggio principale è evidentemente legato al rischio di fallimento del soggetto emittente. In questo caso, però, il rischio è pur sempre mediato dalla possibilità di effettuare un’analisi preventiva dell’emittente e, soprattutto, di poter pur sempre godere di un rimborso prioritario rispetto a quello che viene previsto per gli azionisti.

Come investire

Investire nelle obbligazioni è molto semplice. Tutto quello che l’investitore dovrà fare è infatti aprire un deposito amministrato presso un istituto di credito o altro intermediario, e impartire l’ordine di acquisto nel momento in cui ritiene di aver individuato una buona opportunità d’affari. L’investimento potrà essere effettuato sia sul mercato primario, quello delle nuove emissioni, sia sul mercato secondario, ovvero quello dei titoli già emessi e, dunque, che passano di mano tra i successivi compratori.

In alternativa è altresì possibile utilizzare le obbligazioni come titoli sottostanti i propri investimenti derivati, come quelli che avvengono mediante i contratti per differenza. Si tratta tuttavia di una modalità di investimento completamente diversa rispetto a quella che sopra abbiamo commentato, e che per certi versi riveste un livello di rischio ancora maggiore, che vi consigliamo di approfondire prima della sottoscrizione.

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