Compilare Assegno: Guida alla Compilazione di un Assegno Bancario

L’assegno bancario è uno dei mezzi di pagamento più diffusi in Italia, che consente a chi è titolare di un conto corrente presso un istituto di credito di versare una somma in denaro a favore di un terzo. Ecco alcuni accorgimenti e consigli utili che ti permetteranno di compilarlo in maniera corretta affinché sia valido.

Che cos’è e come funziona un assegno

L’assegno bancario è un mezzo di pagamento pratico e veloce che puoi utilizzare se sei titolare di un conto corrente presso un istituto di credito. Ti permette di utilizzare in qualsiasi momento la liquidità depositata e di versare a favore di qualcuno un importo in denaro anche molto elevato, in alternativa all’uso di contanti, carta di credito o bancomat che non sempre è possibile.

L’assegno bancario può essere di 2 tipologie:

  • trasferibile, ossia cedibile a terzi dal beneficiario previa apposizione sul retro della sua firma in corrispondenza della scritta “Girate ___”;
  • non trasferibile, che può essere riscosso personalmente soltanto dal beneficiario a cui è intestato. La clausola della non trasferibilità è sempre obbligatoria se l’importo dell’assegno è uguale o superiore a 1.000 euro.

Prima di emettere un assegno bancario, assicurati di avere a disposizione sul conto una liquidità sufficiente a coprire interamente l’importo da versare. Infatti, se l’assegno dovesse risultare scoperto, commetteresti un grave illecito amministrativo e verresti punito con una sanzione pecuniaria. Inoltre la banca darebbe il via ad una procedura di segnalazione del protesto a tuo carico che danneggerebbe la tua reputazione creditizia e ti impedirebbe di emettere ulteriori assegni per i prossimi 2 anni.

Come compilare le voci di un assegno bancario

Affinché l’assegno risulti valido sei tenuto a compilarlo in maniera corretta in ogni sua parte, un procedimento semplice e veloce ma che richiede attenzione. Ecco le sue voci principali e come riempirle.

Luogo di emissione

Quando compili un assegno bancario, per prima cosa devi indicare il luogo da cui lo emetti, scrivendolo nella prima riga accanto alla data. Se esso coincide con la città in cui ha sede la tua banca, si dice che l’assegno è emesso “su piazza”; se invece è diverso, l’assegno è detto “fuori piazza”. La località è importante perché in base ad essa possono variare i tempi massimi per la riscossione.

Data di emissione

Una volta specificato il luogo devi indicare la data di emissione dell’assegno, cioè il giorno in cui lo emetti effettivamente, poiché la legge non ammette la post-datazione. Questo elemento è fondamentale perché l’assegno può essere versato, cioè riscosso dal beneficiario, entro un determinato numero di giorni: solo 8 se è “su piazza” oppure 15 se invece è “fuori piazza”. Decorso inutilmente questo limite temporale, puoi dare ordine alla banca di non effettuare più il pagamento.

Importo in cifre

Per evitare errori o contestazioni della banca, sei tenuto ad indicare 2 volte l’importo dell’assegno. Devi scrivere quello in cifre nella prima riga, subito dopo la data, specificando i primi 2 decimali della quota, anche quando i centesimi sono uguali a zero. Per esempio, se è di 700 euro esatti dovrà risultare: euro 700,00.

Importo in lettere

Nella seconda riga dell’assegno, devi scrivere a lettere per esteso il suo importo, ponendo una barra (/) tra il numero intero e i decimali, questi ultimi lasciati in cifre. Per esempio, se è di 700,50 euro dovrai scrivere: euro settecento/50.

Beneficiario dell’assegno

Nella terza riga dell’assegno bancario, in corrispondenza della voce “a ___”, devi indicare il nome e il cognome del soggetto a favore del quale lo emetti. Se l’assegno è trasferibile, questi potrà girarlo a terzi senza il tuo consenso, dopo avere apposto la propria firma sul retro; se non lo è, potrà incassarlo esclusivamente lui. Se vuoi evitare che l’assegno finisca in mano a persone che non conosci, richiedi sempre la clausola della non trasferibilità.

Firma dell’emittente

Per essere valido, un assegno deve essere sottoscritto con firma autografa da parte di chi lo emette. Puoi apporla nell’ultima riga in basso a destra, facendo però attenzione che risulti uguale a quella depositata in banca. Questa misura vuole maggiormente tutelarti contro l’emissione a tuo nome di assegni falsi.

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