Cessione del quinto: nuovi tassi Q4 2026 per imprese e partite IVA

Dal 1° ottobre al 31 dicembre 2026 cambiano i tassi applicabili ai prestiti che si estinguono con la cessione del quinto della pensione. L'INPS, con il messaggio n. 3042 del 30 settembre 2026, recepisce il decreto del Ministero dell'Economia e delle finanze – Dipartimento del Tesoro n. 47593 del 28 settembre 2026, che fissa i tassi effettivi globali medi rilevati dalla Banca d'Italia. Per banche e intermediari finanziari — imprese a tutti gli effetti — il parametro non è informativo ma operativo: la procedura "Quote Quinto" confronta i tassi applicati e blocca le pratiche fuori soglia. Per il titolare di partita IVA che riceve una pensione INPS, la novità si traduce nel tetto massimo del credito a cui può accedere.

Il TEGM si divide in due scaglioni di importo

I valori di riferimento del trimestre cambiano a seconda di quanto si finanzia, e valgono per la cessione del quinto dello stipendio e della pensione.

Classe d'importoTasso medio (TEGM)Tasso soglia usura
Fino a 15.000 euro14,23%21,7875%
Oltre 15.000 euro9,88%16,3500%

Lo scarto tra media di mercato e soglia oltre la quale il prestito diventa usurario non cresce in proporzione all'importo. Sui finanziamenti fino a 15.000 euro la soglia supera il tasso medio di 7,5575 punti percentuali, cioè il 53,1% in più (21,7875 diviso 14,23). Oltre i 15.000 euro lo scarto assoluto scende a 6,47 punti, ma il rapporto sale: la soglia è il 65,5% sopra il tasso medio (16,35 diviso 9,88). Sui prestiti piccoli c'è più margine in valore assoluto, su quelli grandi più margine in percentuale.

Il controllo bloccante su Quote Quinto

La procedura dedicata alla gestione del processo, denominata "Quote Quinto", effettua un controllo bloccante sui nuovi tassi applicati. Se il tasso risulta superiore a quello convenzionale, la funzione inibisce la notifica telematica dei piani di cessione del quinto della pensione da parte delle banche e degli intermediari finanziari. Il vincolo è quindi di sistema, non solo contrattuale: una pratica impostata su un tasso non aggiornato non arriva all'INPS, e la lavorazione si ferma prima ancora dell'istruttoria. Per chi eroga, allineare i parametri interni — e farlo prima di immettere nuove pratiche — è la prima decisione operativa del trimestre.

Cessione del quinto delle pensioni: aggiornati i tassi di interesse per il IV trimestre 2026
Uomo anziano esamina documenti al laptop in una stanza con luce naturale. Foto di SHVETS production su Pexels

Le soglie TAEG in convenzionamento e il salto degli over 79

Le soglie in regime di convenzionamento riguardano soltanto la cessione del quinto della pensione e variano anche in base all'età del beneficiario.

Età a fine pianoFino a 15.000 euroOltre 15.000 euro
Fino a 59 anni10,26%8,02%
60-64 anni11,06%8,82%
65-69 anni11,86%9,62%
70-74 anni12,56%10,32%
75-79 anni13,36%11,12%
Oltre 79 anni21,7875%16,3500%

L'età da considerare è quella maturata a fine piano di ammortamento, non quella al momento della domanda, e ogni classe comprende il compimento dell'età minima che la definisce. Fino alla classe 75-79 i tassi salgono con regolarità: il passo tra una classe e la successiva è di 0,80 punti percentuali, con una sola eccezione di 0,70 nel passaggio da 65-69 a 70-74, e vale in modo identico su entrambi gli scaglioni di importo. Poi arriva la rottura: il salto verso la fascia oltre 79 anni vale 8,4275 punti sui prestiti fino a 15.000 euro e 5,23 punti su quelli oltre. In termini relativi, la soglia è il 63,1% in più rispetto alla classe precedente sui prestiti piccoli (21,7875 diviso 13,36) e il 47,0% in più sugli altri (16,35 diviso 11,12): oltre dieci volte il passo ordinario.

Per la fascia over 79 i tassi in convenzionamento coincidono con i tassi soglia di usura del decreto MEF. Non resta margine tra il tetto concordato con l'INPS e il limite di legge.

Cosa cambia per chi ha una partita IVA e riceve una pensione

Un titolare d'impresa o di partita IVA che incassa una pensione INPS può usare la cessione del quinto come strumento di liquidità, e la classe di età che gli viene applicata dipende dall'età che avrà all'ultima rata. Un piano lungo può quindi spostare il finanziamento in una classe più costosa di quella anagrafica. Il caso limite è il pensionato che compie 80 anni durante l'ammortamento: sui prestiti fino a 15.000 euro passa dal 13,36% della classe 75-79 al 21,7875% della fascia over 79, con un rincaro che dipende soltanto dalla durata scelta. Allungare il piano per ridurre la rata può costare più di quanto faccia risparmiare.

Per gli intermediari la finestra è stretta: i nuovi tassi sono operativi dal 1° ottobre 2026 e restano validi fino al 31 dicembre 2026, e la procedura di notifica non ammette deroghe. La variabile sotto controllo, per entrambe le parti, non è il tasso in sé ma il tempo: quello tecnico di aggiornare i sistemi prima di trasmettere una pratica, e quello della durata del piano che determina la classe di età e quindi il costo.

Fonti

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