Caro gasolio: il pieno a 2,7 euro al litro è un salasso per le imprese italiane

Con il gasolio che in autostrada ha toccato i 2,213 euro al litro e con picchi serviti fino a 2,699 euro sulla A21, ogni rifornimento di un mezzo commerciale leggero o pesante costa oggi fino a 13 euro in più rispetto a inizio luglio. Per un’impresa di autotrasporto, una flotta di veicoli aziendali o un artigiano che usa il furgone ogni giorno, la fiammata dei carburanti è una voce di costo che erode margini già compressi. Confesercenti stima che tra luglio e agosto la maggiore spesa per famiglie e imprese raggiungerà circa 700 milioni di euro.

Il peso della componente fiscale sui rifornimenti aziendali

Oltre la metà del prezzo finale di benzina e diesel in Italia è composta da IVA e accise. Il gasolio, carburante su cui si regge la logistica nazionale, è cresciuto di 25,9 centesimi al litro dalla scadenza del taglio delle accise, lo scorso 3 luglio. Tradotto in costi operativi: un pieno da 50 litri di gasolio costa oggi 13 euro in più; per un’azienda con 10 mezzi che fanno il pieno due volte a settimana, l’aggravio settimanale è di circa 260 euro, oltre 1.000 euro al mese.

Il Codacons e l’Unione Nazionale Consumatori hanno chiesto al Governo un taglio delle accise immediato e almeno fino a fine agosto. L’Unc, con il presidente Massimiliano Dona, propone uno sconto di almeno 30 centesimi (36,6 con IVA), che riporterebbe il gasolio a 1,847 euro al litro. Ma al momento, nessuna misura è stata adottata.

Gasolio a 2,7 euro al litro, pompa di carburante per autotrasporto con furgone commerciale in autostrada
Il caro gasolio supera i 2,2 euro al litro in autostrada, con picchi fino a 2,7 euro: un salasso per le imprese di autotrasporto.

Accise mobili: cosa significa per le imprese che pianificano i costi

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato che il Governo sta valutando il meccanismo delle accise mobili: usare il maggiore gettito IVA generato dai prezzi alti del greggio per finanziare un taglio temporaneo delle accise. Lo strumento ha un limite operativo: l’extragettito deve prima essere incassato, poi può tradursi in uno sconto alla pompa. Non è una soluzione immediata e non offre certezze a chi deve preventivare i costi di trasporto per le consegne di agosto.

Il presidente di Confesercenti Nico Gronchi ha parlato di un impatto a catena: «I possibili rincari di voli e traghetti, gli eventuali supplementi carburante e l’aumento delle tariffe del trasporto turistico ridurranno inevitabilmente le risorse che i vacanzieri potranno destinare a consumi, ristorazione, shopping, con un forte impatto negativo per i sistemi economici territoriali.»

Cosa può fare subito un’impresa con partita IVA

Mentre il Governo decide se e come intervenire, per le imprese è possibile agire su tre fronti.

  1. Selezione dei distributori. I dati del Mimit mostrano differenze di prezzo rilevanti anche nella stessa provincia: a Roma il gasolio self-service oscilla tra 1,569 e 2,29 euro al litro. Un risparmio immediato per chi pianifica i rifornimenti.
  2. Gestione della flotta aziendale. Privilegiare i distributori indipendenti (le cosiddette “pompe bianche”) può abbattere il costo al litro di 5-10 centesimi.
  3. Valutare carburanti alternativi. Il GPL oggi si attesta tra 0,759 e 0,769 €/l, il metano a 1,557 €/kg. Per le aziende che percorrono molti chilometri, la conversione o l’acquisto di veicoli bifuel può tradursi in un vantaggio competitivo a parità di servizio.

Per chi opera nel commercio e nella ristorazione, il rincaro dei carburanti si somma all’aumento dei costi della logistica in entrata e rischia di comprimere ulteriormente la domanda turistica di agosto, come segnalato da Confesercenti. Pianificare ora gli approvvigionamenti e rivedere i contratti di trasporto può aiutare a contenere l’impatto sui listini al consumo.

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