Il 4 agosto 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato il Piano sociale per il clima, con una dote di 9,35 miliardi di euro (di cui 7 dal Fondo sociale europeo) per accompagnare famiglie e imprese nella transizione ecologica. Per chi ha un’attività in proprio la novità cruciale non è tanto il nuovo bonus trasporti fino a 400 euro, ma l’impatto dell’ETS2 – la carbon tax europea su edifici e trasporti – che dal 2028 rischia di alzare i costi di carburanti e riscaldamento. Il Piano, però, mette sul piatto anche incentivi per l’efficientamento delle microimprese: chi saprà usarli potrà limitare i danni e guadagnare un vantaggio competitivo.
L’impatto dell’ETS2 sui costi operativi di imprese e professionisti
L’ETS2 è il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione che dal 2028 coinvolgerà i combustibili per trasporto stradale e riscaldamento. Secondo le stime riprese da Today.it, con un prezzo di 46 euro per tonnellata di CO₂ la benzina salirà di 10,7 centesimi al litro, il diesel di 12,1 e il gas metano da riscaldamento di circa 9 centesimi al metro cubo.
Tradotto in chiave aziendale: un artigiano o un professionista con un furgone diesel che percorre 20.000 km all’anno (consumo medio 12 km/l) spenderà circa 200 euro in più solo di carburante. Un’impresa con più veicoli commerciali o un piccolo studio con riscaldamento a gas vedrà lievitare i costi fissi; una famiglia con due auto e consumi elevati – scenario spesso sovrapponibile a un nucleo familiare di un autonomo – potrebbe arrivare a un aggravio di 400 euro annui.
Gli incentivi per le microimprese: efficientamento ed elettrificazione
Proprio per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, il Piano Clima destina una quota consistente dei 9,35 miliardi a interventi strutturali. Sono previsti incentivi per l’efficientamento energetico degli immobili delle microimprese, la riqualificazione degli edifici pubblici e privati e la diffusione delle pompe di calore in sostituzione delle caldaie a gas. Le risorse per l’edilizia e l’elettrificazione dei consumi rappresentano la voce più corposa del Piano.
Non sono ancora stati dettagliati gli importi dei singoli bandi, ma l’impostazione è chiara: spingere le imprese verso l’elettrificazione dei consumi e l’abbandono dei combustibili fossili. Per il titolare di partita IVA significa che oggi è il momento di valutare investimenti in isolamento termico, impianti a pompa di calore e, per i trasporti leggeri, il passaggio a veicoli elettrici o ibridi. Più l’azienda riduce l’esposizione all’ETS2, minore sarà l’impatto della carbon tax sui bilanci.

Bonus trasporti per il titolare di partita IVA con ISEE basso
Il Piano prevede anche un conto mobilità individuale fino a 400 euro l’anno per chi ha un ISEE fino a 20.000 euro. L’accesso non è limitato ai dipendenti: un imprenditore individuale o un professionista che rientra nella soglia può presentare domanda.
L’assegnazione segue una graduatoria a punti (da 0 a 100), con soglia minima a 35 punti. I fattori che determinano il punteggio sono:
- ISEE inferiore a 10.000 euro: 60 punti; tra 10.001 e 15.000: 45 punti; tra 15.001 e 20.000: 25 punti.
- Distanza casa-lavoro/studio oltre 30 km: 20 punti; oltre 10 km: 10 punti; fino a 10 km: 5 punti.
- Non possedere un’auto: 10 punti.
- Aver usato di recente un abbonamento ai mezzi pubblici: 10 punti.
- Caregiver, disabilità o trattamenti sanitari continuativi: automaticamente 100 punti.
Il valore del contributo dipende dal punteggio finale: 400 euro con almeno 80 punti, 200 euro tra 55 e 79, 100 euro tra 35 e 54. La cifra viene accreditata su un conto elettronico valido 12 mesi per acquistare abbonamenti e biglietti del trasporto pubblico locale. La piattaforma per le domande si chiamerà PMES (Piattaforma della Mobilità Ecosolidale); il decreto attuativo è atteso entro marzo 2027.
Nota: la scala per fasce di punteggio (400/200/100 euro) è riportata da diverse fonti come Tecnica della Scuola e Today.it. Secondo QuiFinanza, invece, il valore massimo del conto mobilità potrebbe seguire una decurtazione progressiva indipendentemente dal punteggio: 400 euro nel biennio 2027-2028, 200 nel 2029-2030, 100 nel 2031-2032. Le due impostazioni non vanno combinate in assenza di chiarimenti ufficiali; il decreto attuativo definirà se e come verranno integrate.
Per il titolare di partita IVA a basso reddito si tratta di un aiuto concreto, ma parziale. Un professionista con ISEE tra 15.001 e 20.000 euro, che abita a oltre 30 km dal luogo di lavoro, non possiede auto e usa già un abbonamento, accumulerebbe 65 punti (25+20+10+10) e avrebbe diritto a 200 euro l’anno. Una cifra che copre solo in parte gli aggravi attesi su carburanti e bollette, e che potrebbe ridursi ulteriormente qualora venisse applicata la decurtazione temporale.
Strategia per l’impresa: investire subito in efficienza
Il Piano Clima va letto nella sua interezza: non si limita a compensare i rincari con bonus, ma tenta di ridurre alla radice la dipendenza dai combustibili fossili. Per le microimprese la strada maestra è sfruttare gli incentivi all’efficientamento energetico per tagliare i consumi e quindi l’esposizione alla carbon tax. Chi riqualifica gli immobili, sostituisce le caldaie a gas con pompe di calore e valuta l’elettrificazione della flotta aziendale può trasformare un costo annunciato in un vantaggio competitivo. Il conto mobilità personale per l’imprenditore con ISEE contenuto è un piccolo tassello; la vera partita si gioca sugli investimenti strutturali.





