Bonus stabilizzazione under 35: dal 1° agosto scatta l’esonero contributivo. Ecco cosa deve sapere chi ha un’impresa

Dimenticate bandi generici e bonus a pioggia. L'incentivo alla stabilizzazione dei giovani che parte il 1° agosto 2026 premia un comportamento preciso: trasformare un contratto a tempo determinato già in essere in un'assunzione a tempo indeterminato. Non nuove assunzioni, non apprendistati, non contratti a chiamata. Solo stabilizzazioni. E solo di lavoratori che non abbiano mai avuto un indeterminato in vita loro. Per il titolare di un'impresa o di una partita IVA con dipendenti, la finestra è stretta — cinque mesi, fino al 31 dicembre 2026 — ma il beneficio è rilevante: esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a 500 euro al mese per ciascun lavoratore, per un massimo di 24 mesi. Con il messaggio n. 2518 del 29 luglio 2026, l'INPS ha attivato la piattaforma per presentare le domande. Significa che da oggi, 30 luglio, si può già inoltrare l'istanza.

Quali contratti rientrano nell'agevolazione (e quali restano fuori)

L'agevolazione copre le trasformazioni a tempo indeterminato di contratti a termine che rispettano tre condizioni cumulative:

  • il contratto a tempo determinato deve essere stato instaurato entro il 30 aprile 2026;
  • alla data della trasformazione, il rapporto a termine non deve aver superato i 12 mesi di durata complessiva;
  • la trasformazione deve avvenire senza soluzione di continuità tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026.

Sul fronte del lavoratore, i requisiti sono altrettanto stringenti: alla data della trasformazione deve avere meno di 35 anni (massimo 34 anni e 364 giorni) e non deve mai essere stato occupato a tempo indeterminato nell'intera vita lavorativa. La qualifica deve essere operaio, impiegato o quadro. I dirigenti sono esclusi, così come i rapporti di lavoro domestico, l'apprendistato e le trasformazioni di contratti intermittenti.

Sono invece ammesse le trasformazioni a tempo parziale e quelle che derivano da un obbligo di legge. L'incentivo si applica anche alle cooperative di lavoro e ai rapporti di somministrazione trasformati a tempo indeterminato dall'Agenzia per il Lavoro.

La procedura: domanda telematica e 10 giorni per chiudere la stabilizzazione

L'istanza va presentata esclusivamente tramite il Portale delle Agevolazioni INPS, sezione "Incentivi decreto lavoro 2026 – Articolo 4 – ESTA", utilizzando il modulo online "Incentivi decreto Lavoro 2026 – Incentivo alla stabilizzazione". L'accesso richiede identità digitale (SPID, CIE o CNS).

Il modulo chiede di indicare:

  • dati identificativi dell'impresa e del lavoratore;
  • data di stipula del contratto a termine che si intende trasformare;
  • tipologia di contratto (tempo pieno o parziale, con percentuale oraria);
  • retribuzione media mensile prevista, inclusa tredicesima e quattordicesima;
  • aliquota contributiva datoriale applicabile al rapporto;
  • dichiarazione di non cumulo con altri esoneri o riduzioni contributive per lo stesso lavoratore;
  • dichiarazione di applicazione del salario giusto.

Un dettaglio operativo cruciale: se l'azienda presenta domanda per una trasformazione non ancora effettuata, l'INPS, verificati i requisiti, accantona le risorse. Da quel momento scattano 10 giorni di tempo per perfezionare la stabilizzazione. Superata la scadenza senza aver concluso la trasformazione, l'accantonamento decade.

Contratto di lavoro indeterminato su scrivania moderna con monete d'oro e skyline finanziario, stabilizzazione under 35
Dal 1° agosto 2026 scatta l'esonero contributivo al 100% per chi trasforma contratti a termine in indeterminato per gli under 35.

I vincoli che un imprenditore non può ignorare

L'incentivo non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni contributive riferite allo stesso lavoratore. Prima di presentare domanda, conviene verificare se per quel dipendente si sta già fruendo di altre agevolazioni: il cumulo è precluso e la dichiarazione resa nel modulo ha valore impegnativo.

L'INPS richiede anche il rispetto dell'incremento occupazionale netto: la trasformazione deve far salire il numero medio di occupati rispetto ai dodici mesi precedenti. I criteri di calcolo sono dettagliati nella circolare INPS n. 72 del 3 luglio 2026.

Ci sono poi due finestre di sorveglianza che espongono l'azienda al rischio di revoca del beneficio:

  • nei 6 mesi precedenti la trasformazione, il datore di lavoro non deve aver effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo né licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva;
  • nei 6 mesi successivi alla trasformazione, il datore non può licenziare per giustificato motivo oggettivo né il lavoratore agevolato né un altro lavoratore con la stessa qualifica nella stessa unità produttiva.

In entrambi i casi, la violazione fa perdere l'incentivo. Per un'impresa che sta valutando una riorganizzazione, questo è un fattore da mettere sul tavolo prima di candidarsi.

Conviene davvero? Il calcolo su un contratto tipo

Prendiamo il caso di un contratto a tempo pieno con una retribuzione mensile lorda di 1.800 euro. L'aliquota contributiva a carico del datore è intorno al 28-30 per cento, quindi circa 500-540 euro al mese. L'esonero del 100% copre questa voce fino al tetto di 500 euro mensili — in questo esempio, il beneficio satura quasi completamente il costo contributivo.

Su 24 mesi, l'azzeramento dei contributi vale fino a 12.000 euro per ciascun lavoratore stabilizzato. È un risparmio certo, a condizione che il rapporto resti in essere per l'intero periodo: l'esonero cessa se il rapporto si interrompe prima dei due anni, salvo ipotesi diverse da un licenziamento per giustificato motivo oggettivo nella finestra vietata.

La variabile da considerare è il vincolo di stabilità occupazionale: l'azienda si impegna di fatto a non ridurre l'organico nella stessa unità produttiva per un anno (6 mesi prima + 6 mesi dopo la trasformazione) e a mantenere il lavoratore agevolato per almeno due anni se vuole incassare l'intero beneficio. Non è un impegno da poco, specie in settori con domanda stagionale o margini compressi.

La scadenza è secca: cinque mesi per decidere

Con la piattaforma già operativa dal 29 luglio, il consiglio pratico per chi ha un'impresa è di mappare subito i contratti a termine in portafoglio: quanti sono stati avviati entro il 30 aprile 2026, quali non hanno ancora raggiunto i 12 mesi, e quali coinvolgono lavoratori under 35 senza precedenti indeterminati. Il beneficio è rilevante, ma la finestra chiude il 31 dicembre 2026 e le risorse sono soggette a limiti di spesa: l'INPS accantona fino a esaurimento fondi. Chi arriva tardi rischia di trovare il rubinetto chiuso, anche se il contratto avrebbe tutti i requisiti.

Fonti

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