Nove grandi guasti in ventiquattro ore nella sola Torino, quarantotto ore senza fibra sulla Costiera Amalfitana per un incendio su un nodo di Napoli, centinaia di famiglie al buio tra Teramo, Tremezzina e Quartu Sant'Elena: la settimana del 22-25 giugno 2026 ha messo a nudo una fragilità strutturale che il caldo accelera ma non crea da zero.
Torino al limite: il sindaco firma l'ordinanza contro Ireti
Dopo cinque giorni consecutivi di afa, la rete di Torino ha sfiorato il picco storico di 500 megawatt-ora, troppo per un'infrastruttura da 5.000 chilometri interrati. Ireti ha registrato 9 grandi guasti nelle ultime 24 ore, con interruzioni a macchia di leopardo da Barriera di Milano a Mirafiori.
Il sindaco Stefano Lo Russo ha firmato un'ordinanza contingibile e urgente che obbliga Ireti all'«immediata adozione di adeguate misure organizzative e tecniche per fronteggiare i ripetuti disservizi». Le polemiche investono anche la casa madre Iren: utile 2025 di 301 milioni di euro, dividendi in crescita dell'8%, cedola di quasi 35 milioni a Comune e Città metropolitana. La società pianifica 515 milioni di investimenti sulla rete fino al 2030 — il doppio rispetto al quinquennio precedente —, ma il ritmo degli interventi non tiene il passo con il degrado accelerato dal calore. Federalberghi ha annunciato una possibile class action per i danni alle imprese turistiche.
Napoli: un incendio manda in crisi fibra e corrente
Un incendio su un nodo di Napoli ha colpito sia la rete elettrica sia, secondo fonti riservate, gli apparati di autenticazione della fibra. Da domenica 22 giugno sera gli utenti FTTH tra Maiori e Minori sono rimasti offline per 48 ore — lavoratori da remoto, ristoranti e strutture ricettive in piena stagione turistica — mentre Atrani e Amalfi, serviti dall'operatore Connectivia, sono rimasti connessi. I tecnici FiberCop giunti in centrale a Maiori il 24 giugno hanno escluso responsabilità locali: il nodo era a monte. Chi ha chiamato l'assistenza ha ricevuto solo la formula vaga di un «problema al Master», senza stima dei tempi di ripristino.

Sul fronte elettrico, un guasto successivo in via Sant'Anna dei Lombardi ha lasciato circa 2.500 utenze senza corrente: E-distribuzione ha risposto con una power station ausiliaria in attesa della riparazione definitiva, chiedendo ai residenti di limitare i consumi ad alto assorbimento.
Teramo, Tremezzina, Quartu: il mosaico si allarga
A Teramo, il 23 giugno un guasto in via Tripoti ha isolato 178 utenze per ore; il 24 giugno mattina un doppio guasto in zona Circonvallazione Spalato ha lasciato al buio 550 clienti dalle 6 alle 10. Il sindaco Gianguido D'Alberto ha definito la situazione «inaccettabile fragilità della rete» e ha chiesto a Enel «un intervento definitivo». A Tremezzina (Como) un disservizio delle cabine Enel ha trascinato nel blackout gli impianti idrici: Ossuccio, Lenno e Mezzegra hanno rischiato lo stop idrico, con Como Acqua che ha invitato i residenti a ridurre anche gli scarichi fognari. Nel Cagliaritano, il caldo ha lasciato i quartesi di Quartu Sant'Elena senza luce né condizionatori.
Perché i cavi cedono e il problema non si risolve in estate
I cavi sono interrati a circa 1,5 metri: il calore scalda l'asfalto, impedisce la dispersione del calore generato dalla corrente e degrada il materiale isolante. Con ondate di calore intense, la vita utile di un cavo scende dai normali 30 anni a 25. Ogni riparazione aggiunge giunti — ogni giunto in più è un potenziale punto di rottura.
Il dato che chiarisce la tensione tra profitti e infrastrutture: Iren pianifica 515 milioni sulla rete fino al 2030, il doppio rispetto al quinquennio precedente, eppure distribuisce dividendi in crescita. La risposta di emergenza — cavi ausiliari, power station, gruppi elettrogeni — è la stessa da Torino a Napoli, da Teramo a Tremezzina. Se Ireti, Enel e gli altri gestori rispondono alla stessa ondata con gli stessi rattoppi provvisori, la crisi estiva non è un'anomalia: è una scadenza ricorrente.





